Fonte: cosmopolitan.it

Sui gradini di Capitol Hill ha brillato una stella, Amanda Gorman

“Siamo gli eredi in una nazione e un tempo in cui una ragazzina nera discendente di schiavi e figlia di una madre single può sognare di diventare presidente o ritrovarsi a declamare per un presidente”, occhi brillanti e voce ferma in un crescendo di passione. Queste sono le parole con cui Amanda Gorman, 22enne, si è presentata all’America e all’intero mondo. Il motivo per cui possiamo definirla, senza alcun dubbio, il personaggio simbolo di questo primo mese del 2021.

La giovane poetessa fa parte del National Youth Poet Laureate, cioè una giovane poeta laureata americana, la prima a ricevere la carica, nel 2017. I poeti laureati sono nominati dal bibliotecario del Congresso degli Stati Uniti e sono considerati i poeti ufficiali della nazione; ricevono un piccolo salario e devono presenziare ad alcune cerimonie ufficiali. A scoprirla e volerla per l’insediamento del Presidente Biden la First Lady incantata da anni della forza espressiva che quella giovane donna riesce a trasmettere. 

«Nella mia poesia – ha spiegato Amanda Gorman al New York Times – non cerco minimamente di sorvolare su quello che abbiamo visto nelle scorse settimane e, oserei dire, negli ultimi anni. Quello a cui aspiro è usare le mie parole per suggerire una strada che unifichi il paese e che lo aiuti a guarire. Cerco di farlo in un modo che non cancelli o neghi le aspre verità con cui, penso, l’America debba fare i conti».

La giovane poetessa mostra fin dalle prime parole del suo poema una consapevolezza della storia e delle problematicità del suo Paese. 

«Abbiamo visto una forza che vorrebbe frantumare la nostra nazione anziché armonizzarla

che potrebbe distruggere il nostro paese sospendendo la democrazia.

E ci è quasi riuscita

Ma se la democrazia può essere periodicamente rimandata

non può essere sconfitta per sempre».

Nata a Los Angeles nel 1998, ha vissuto con sua madre, maestra di scuola media; fin da piccola ha mostrato la sua passione per la scrittura e scriveva nei suoi diari il sogno di diventare una poeta. A 16 anni venne scelta come poeta laureata della città e tre anni dopo ricevette l’incarico a livello nazionale, mentre studiava sociologia all’università di Harvard.

La sua figura così esile ha conquistato il nostro cuore per quegli occhi pieni di forza. Cerchietto rosso Prada a contornare le folte treccine raccolte e una giacca gialla anch’essa della maison che l’ha subito reso la sua figura luminosa, un omaggio a Jill Biden. Gli orecchini e l’anello erano un regalo della conduttrice Oprah Winfrey, una sua ammiratrice.

Prima di Amanda su quel palco tanti i nomi di poeti che hanno recitato versi di unità e genuino patriottismo, ma quelle della giovane ventiduenne hanno risvegliato in molti un senso di speranza e di incoraggiamento a prescindere dalla nazionalità. Una sorta di forza che ha scosso l’animo di chi è più disilluso, un terremoto gentile che ha unito tutti in un sospiro di speranza. 

Per chi volesse leggere di più di questa brillante penna potete leggere i suoi libri, The One for Whom Food Is Not Enough, del 2015, mentre a settembre usciranno la sua prima raccolta di poesie The Hill We Climb, che includerà anche quella per l’insediamento, e Change Sings, un libro di poesie per bambini illustrato. In primavera la casa editrice Penguin Young Readers pubblicherà un’edizione della sola poesia inaugurale con una tiratura iniziale di 150mila copie.

«Perché c’è sempre luce

se siamo abbastanza coraggiosi da vederla

se siamo abbastanza coraggiosi da incarnarla».



Claudia Ruiz