Storie e leggende sul cimitero di Crespi

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In provincia di Bergamo si nasconde un silente paesino, dove il tempo sembra essersi fermato più di un secolo fa: Crespi D’Adda. Basta addentrarsi per pochi chilometri all’interno di questo piccolo centro per rendersi conto che molte case e molte fabbriche risalgono ad un’epoca lontana e dimenticata, quasi si fosse tornati indietro nel tempo. Spingendosi verso il cuore del villaggio si può poi ammirare, quasi con sconcerto,  l’imponente e maestoso monumento funerario custodito all’interno dell’antico cimitero, che sovrasta alcune caratteristiche tombe risalenti alla metà dell’ottocento.

L’estremo silenzio e la totale tranquillità nella quali si è immersi permettono un’attenta analisi della surreale mausoleo, dimora del corpo di Cristoforo Benigno Crespi, capo feudale della utopistica comunità operaia che egli stesso aveva creato in questo piccolo paese sulle rive dell’Adda. Basandosi sul suo ideale si società perfetta, egli pose le fondamenta di Crespi, cittadina dove tutti i residenti lavoravano per lui e ricevevano in cambio casa, sostentamento, cure mediche e tutto ciò di cui avevano bisogno senza dover lasciare il villaggio.

Questa nucleo rurale ha rappresentato un sistema di governo più unico che raro nel panorama europeo, una sorta di microcosmo dove ognuno aveva un ruolo predefinito in una semplice quanto funzionale piramide gerarchica. Crespi D’Adda è stata l’esempio di una civiltà avveneristica, dove il padrone benevolo provvedeva, in cambio dei servizi dei suoi subordinati, al benestare di tutti.

Da notare nel cimitero la chiara la stratificazione sociale degli abitanti, dove le piccole e anonime tombe degli operai sono sormontate dalla solenne tomba del loro padrone.

Come arrivarci: autostrada Milano-Brescia uscita Capriate, alla rotonda a sinistra, in fondo alla strada a destra e al primo semaforo svoltare a sinistra.