Spendere più di quanto si guadagna: il debito come (pericoloso) stile di vita

Emilia Granito

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I soldi fanno o non fanno la felicità? La risposta comune è “meglio piangere su una limousine che su una utilitaria”. E così, proviamo una non sempre sana invidia per chi spende a dismisura, comprando quelli che sono gli oggetti del desiderio di molti. Bisogna però sforzarsi di tenere bene a mente una cosa: non tutti spendono i soldi che hanno. C’è chi risparmia, certo, ma c’è anche una larga fetta di popolazione che ha il vizio di spendere più di quanto si guadagna.

Un vizio, questo, che è ormai paragonato all’alcol o al gioco d’azzardo, tanto che nelle principali città italiane sono nati veri e propri gruppi di sostegno per smettere di fare debiti. Tuttavia, è una realtà poco conosciuta, forse perché sembra strano pensare alla “dipendenza da debito”. Eppure, esistono e sono tante le persone che non riescono ad evitare di contrarre debiti che già sanno in partenza di non poter saldare.

Non si tratta di gente che, dovendo far fronte a spese impreviste, importanti e necessariamente immediate, ricorrono al prestito. Succede molto spesso che una malattia, un divorzio o un licenziamento abbiano conseguenze disastrose per il bilancio mensile o annuale di qualcuno. Si tratta piuttosto di persone che entrano in uno stato di shopping continuato e compulsivo non per ragioni di necessità reale, ma piuttosto per dei meccanismi che affondano nei meandri della psiche o della sfera affettiva. Accettano stipendi più bassi o svolgono lavori al di sotto delle loro capacità reali perché non si ritengono in grado o meritevoli di ambire ad avere di più; tuttavia tentano di colmare la mancanza di autostima con un eccessiva convinzione delle proprie capacità a ripagare i propri debiti.

Molti fanno debiti in maniera continuativa perché è un modo di attirare l’attenzione. Il loro stato di precarietà spinge gli altri a preoccuparsi per loro; inoltre, i debitori cronici vedono nel prestito da parte di parenti ed amici una manifestazione di interesse. I più esposti al rischio di spendere più di quanto si guadagna sono i liberi professionisti o comunque coloro che non percepiscono un reddito fisso mensile, dal momento che sono spinti da un lato dalla necessità nei mesi di basse entrate, dall’altro dalla ottimistica previsione di incassare di più il mese successivo.

Uscire dalla spirale dell’indebitamento non è facile. Spesso è utile rivolgersi a specialisti e psicologi se la causa risiede più nella psiche che nelle condizioni economiche reali. Tuttavia, ci sono dei piccoli accorgimenti da adottare per evitare di cadere nel vortice del “debito continuo”. Anzitutto, può rivelarsi utile prendere piena coscienza del reale ammontare delle proprie spese. Se infatti è facile ricordare la somma pagata per un viaggio, una bolletta o la rata del mutuo, più difficile è tenere sott’occhio le spese di tutti i giorni. Magari possiamo buttare lo scontrino del caffè al bar, ma sarebbe utile conservare e rivedere le ricevute del supermercato o dello shopping per poter avere una visione d’insieme delle spese settimanali o mensili.

Altro passo importante è modificare il proprio stile di vita se si teme di vivere al di sopra delle proprie possibilità. Fissare un budget mensile, stilare una lista delle spese necessarie e superflue o provare a chiedersi sempre se davvero abbiamo bisogno di qualcosa prima di comprarlo sono dei trucchetti semplici ma utili. Altri accorgimenti possono essere: risparmiare per un progetto futuro (vacanze, auto nuova), evitare il più possibile di usare carte di credito e non farsi abbindolare da sconti ed offerte, che spesso ci fanno spendere più di quanto previsto.

Se invece si riconoscono i segnali di pericolo, non bisogna scoraggiarsi e di deve chiedere aiuto ad esperti e/o terapeuti. Con pazienza, coraggio e fiducia in se stessi si può uscirne e tornare a svolgere una vita normale e felice.