“Sembrava bellezza”: un libro per capire quanto effimera sia la bellezza

“I fatti e le persone di questa storia sono reali. Fasulla è l’età di mia figlia, il luogo di residenza, altro”. Esordisce così  Teresa Ciabatti in “Sembrava bellezza” nuovo romanzo edito da Mondadori.

Un incipit che punta dritto al cuore e non risparmia nessuno in una storia che lascia il lettore continuamente tra la verità e la finzione.

L’autrice scrive la storia di una donna, una scrittrice di successo ad essere precisi che, a quarantasette anni, ormai si è presa la sua rivincita professionale. È amata e seguita dai lettori, ospite televisiva e anche autrice di importanti interviste e reportage pubblicati su inserti culturali e riviste da intellettuali. Così non è nella vita privata però: è separata ed ha una figlia di circa 20 anni con cui non ha un buon rapporto.

In un giorno qualsiasi a sconvolgerle la vita arriva una sua amica d’adolescenza, Federica e sua sorella Livia, modello irraggiungibile ai loro occhi di sedicenni, bella da fare invidia,  che in seguito a un incidente è rimasta prigioniera nella mente di un’eterna bambina.

Proprio quell’incontro, spinge la protagonista a un tuffo non voluto nel passato, alla ricerca di una verità su se stessa,  il tutto mentre cerca di evitare gli errori e le consapevolezze del proprio passato, il lavoro, gli amori, e tutto quanto è il suo “oggi”.

Riemergono i loro ricordi e la storia si divide in tre tempi diversi: l’adolescenza vissuta con Federica negli anni ‘80; i ricordi dell’incidente di Livia (che ha 50 anni ma è come se ne avesse 18); i momenti di violenza e vergogna di un passato familiare con una madre trasandata e un bisnonno violento.

La ricerca della bellezza, inconsciamente anche dell’animo, è il fil rouge che tiene in piedi tutto il romanzo. La protagonista è ossessionata dal corpo. Vede in altri quello che vorrebbe e trova in sé quello che non accetta. E’ come se, in base a se sei bello o brutto, il destino sia scritto già dall’inizio. Come se la bruttezza potesse coincidere con la cattiveria e viceversa. Si crede così, invece è il riscatto che vince in tutta questa storia. La piccola ragazza di provincia poco sognata dagli uomini, cattivella e con problemi fisici, diventa una donna di successo, famosa.

All’inizio ammetto di essermi domandata dove volesse andare a parare la storia, ma la scrittura ti cattura e ti accompagna verso le risposte. È la presa d’atto che in tutti e tutte noi si nascondano quei sentimenti (invidia, rabbia, vergogna) che la società impone di nascondere e che Teresa Ciabatti invece riesce raccontare con onestà.

“È un romanzo straziante, perché è uno strazio ritrovarsi a vivere tutta la vita in un corpo così lontano dal canone condiviso della bellezza; ed è un romanzo esilarante, la cosa più vicina ai libri di John Fante che mi sia mai capitato di leggere”, dice Sandro Veronesi. Che con orgoglio, lo presenta alla prossima edizione del Premio Strega 2021.  Aveva sfiorato la vittoria nel 2017 con il libro “La più amata”. Sarà la volta buona?!

Lo consiglio alle donne, ma non solo. A chiunque voglia cogliere il senso di quanto sia effimera la bellezza e di quanto sia importante costruire altro nella vita. Un libro per chi ha già fatto i conti con se stessa e ne è uscita viva.



Rachele Pezzella