Fonte: Rai

Sanremo 2022, gli autori della 72° edizione: giovani firme e nomi celebri all’insegna della continuità artistica

Un cast molto variegato quello riunito da Amadeus in occasione del suo terzo Sanremo da presentatore. Il 72° Festival della canzone italiana, infatti, riunisce attorno a sé grandi della musica e cantanti nati da pochi anni. Lo stesso scontro generazionale, che sempre più intriga gli spettatori, si può ritrovare tra gli autori delle canzoni selezionate per la gara.

L’autore, figura che il più delle volte rimane dietro le quinte, a Sanremo ha un’importanza primordiale, sottolineata ancor di più dal consueto annuncio prima dell’esibizione del cantante. Allora, è giunto il momento di annunciarne qualcuno in attesa che inizi ufficialmente.

Di  Rocco Hunt, Zef e Federica Abbate con “Duecentomila ore”, canta Ana Mena.

Quest’ultima è forse l’artista più chiacchierata per la sua partecipazione al Festival, poiché non essendo italiana le è stata contestata la legittimità di prenderne parte. Parole che non hanno comunque influenzato la scelta della direzione artistica. Duecentomila ore ha tutta l’aria di essere una canzone in perfetto stile Ana Mena: ritmata, sensuale, latina.

Questo lo si scoprirà solo dal 1° febbraio, nel frattempo dagli autori che hanno partecipato al testo tentiamo di scoprirne lo stile.

Si sottolinea, in primo luogo, una collaborazione che continua.  Dopo il successo dei tormentoni  “A un passo dalla luna” e “Un bacio all’improvviso”, Rocco Hunt non lascia Ana e diventa coautore del suo pezzo sanremese. Hunt che deve proprio a Sanremo il suo esordio più importante – si ricorda la vittoria con “Nu juorno buono” per la sezione delle nuove proposte del 2014 – torna questa volta in veste di autore. Un grande salto di qualità che mette in luce le sue doti di scrittura. Cosa che, tra l’altro, sottolinea costantemente con il suo pseudonimo ufficiale “poeta urbano”. Chissà quale poesia avrà adattato, quindi, per la collega spagnola.

Tra gli autori di Duecentomila ore (e non solo) spicca Federica Abbate.

Giovane cantautrice e compositrice italiana, la Abbate nell’ombra della sua scrittura per grandi artisti, ne ha fatta di strada. Anna Tatangelo, Giusy Ferreri, Il Volo, Deborah Iurato, Fedez e Francesca Michielin, Marracash sono solo alcuni dei cantanti con cui ha collaborato. Nonostante la giovane età, è stata definita da Allmusicitalia.it “la penna di platino della musica italiana” e Sanremo per lei non è di certo una novità.

Già nel 2016 ha composto insieme a Cheope, Fabio Gargiulo e Francesca Michielin il brano di quest’ultima: Nessun grado di separazione. Il quale ha raggiunto persino l’Eurovision Song contest di Stoccolma. L’anno successivo ha, poi, firmato per Michele Bravi Il diario degli errori e, difatti, quest’anno, oltre ad Ana Mena, rinnova il supporto anche a Michele per la composizione musicale di Inferno dei fiori. Tanti dei brani del cantante portano la firma di Cheope – Alfredo Rapetti Mogol, figlio del paroliere, produttore discografico e scrittore italiano Giulio Rapetti Mogol – e Federica Abbate. Con quest’ultima ha persino pubblicato un feat dal titolo “Un secondo prima”, per il suo ultimo album La Geografia del buio.

Da questi primi nomi si evince un forte sentimento di continuità degli artisti, i quali per Sanremo hanno scelto di affidarsi ad autori, colleghi, amici, persone di cui hanno stima e si fidano.

Ciò vale tanto per i giovani big che per quelli grandi e per certi versi “irraggiungibili”. Federica Abbate addolcirà, inoltre, il Festival numero 72 anche con la canzone Miele di Giusy Ferreri. La quale si appoggia ancora una volta – dopo il successo di Amore e caporeira, Jamboo e Shimmy Shimmy – al duo musicale Takagi & Ketra, mentre il testo è di Davide Petrella.

Squadra che vince non si cambia neanche per Gianni Morandi e Jovanotti.

La loro “allegria” è travolgente e punta a conquistare tutto l’Ariston. Quest’estate hanno fatto ballare tutti sulle note proprio dell’Allegria e Gianni, prossimo a compiere i 50 anni di carriera, deve proprio a Jovanotti il suo ritorno al Festival dopo 22 anni:

 Il suo entusiasmo, la sua generosità, la sua allegria e la sua amicizia, mi hanno contagiato e convinto a proporre la mia partecipazione.

Un cantautore come Lorenzo Cherubini non si limita a rappresentare una semplice firma tra tante. La canzone Apri tutte le porte è agli occhi di molti a tutti gli effetti quasi un duetto simbolico tra Jovanotti e Morandi per la quale le aspettative sono altissime. Amadeus, dunque, non è mancato dall’invitare Jovanotti, il quale in diretta a Radio Subasio, dialogando con la conduttrice Katia Giuliani, ha, però, dichiarato:

Io devo fare l’autore di Morandi, sono concentrato su questo e non c’ho la testa. Sarò a casa. Magari mi prendo un alberghetto a 30 km da lì e ci vediamo con Morandi come clandestini all’alba.

Una coppia da Brividi  – in particolare per il pubblico giovanile – che salirà ufficialmente sul palco di Sanremo è quella composta da Mahmood & Blanco.

Tra i nomi degli autori che hanno preso parte alla loro canzone Brividi spiccano in particolar modo: Mahmood Alessandro e Fabbriconi Riccardo, veri nomi degli artisti in gara. Per Blanco, classe 2003, è la prima volta al Festival di Sanremo. Dopo il successo dei suoi singoli Paraocchi, Mi fai impazzire, Blu Celeste, in effetti, molti auspicavano ad una sua potenziale partecipazione. La sua scrittura giovanile, sofferente e fortemente attuale ha fatto letteralmente impazzire tutti e l’accoppiata con quella di Mahmood non fa altro che accentuare l’hype a riguardo. Quest’ultimo, vincitore con il pezzo Soldi al Sanremo 2019, è poi ritornato in veste di autore per l’amica Elodie Andromeda del 2020. Dalla loro nuova ed inedita collaborazione si aspettano grandi cose, una fra tutte: che sia una canzone da cantare a squarciagola.

Inoltre, i big in gara che hanno confermato di essere autori originali delle proprie canzoni sono: Veronica Lucchesi e Dario Mangiaracina aka La Rappresentante di Lista con la loro Ciao ciao; Ditonellapiaga e Donatella Rettore confermano la loro natura di cantautrici con Chimica. Lo stesso vale per: Fabrizio Moro con Sei tu, Highsnob e Hu con Abbi cura di te e Massimo Ranieri con Lettera al di là del mare.

Giovanni Truppi per il brano sanremese Tuo Padre, mia madre, Lucia ha deciso di farsi aiutare nella scrittura da tre artisti musicali: Pacifico, Marco Buccelli, Niccolò Contessa. Così come Irama – il cui ritorno dopo il Sanremo “in smart working” dell’anno scorso era inevitabile – ha scritto la sua Ovunque Sarai insieme a Giulio Nenna e Giuseppe Colonnelli.

Grande ritorno anche per Iva Zanicchi.

Parteciperà al Festival con una canzone che ha tutta l’impressione di riprendere quella nostalgia romantica che da Zingara ad oggi l’ha sempre contraddistinta. Il suo brano in gara, Voglio amarti, scritto dallo storico paroliere dello Zecchino d’oro, Emilio di Stefano, vede la collaborazione di Italo Janne. Autore che nel 1974 partecipò alla composizione di Ciao Cara Come Stai, brano vincitore della 24ª edizione del Festival di Sanremo. Insomma, anche la grande Iva si rivolge a figure professionali già testate, che tra l’altro, con la loro penna e musica hanno contribuito a renderla così nota.

Sulla stessa onda si collocano Le Vibrazioni che così come nel 2020 con il brano Dov’è, si riavvalgono dopo due anni della firma di Roberto Casalino. Nel 2022 presenteranno Tantissimo frutto del lavoro di Casalino, Francesco Sarcina e Niccolò Verrienti. Roberto Casalino ha iniziato come corista per Tiziano Ferro nel suo Rosso Relativo Tour, fino ad arrivare tra i 51 finalisti di Sanremo giovani nel 2004. Come cantante non è arrivato lontano, ma in quanto autore sì. Ultimamente ha partecipato al nuovo album di Fedez “Disumano”, ma la sua penna negli anni ha segnato grandi successi della musica italiana. Si citano Cercavo amore di Emma o Novembre di Giusy Ferreri, ma in un’ottica sanremese si ricorda soprattutto la vittoria di Marco Mengoni nel 2013 con L’essenziale.

Come Casalino anche Davide Petrella – che ha firmato testo e musica di Ogni volta è così di Emma – ha iniziato la sua carriera non come autore, ma in una band: Le Strisce.

La band spopola negli anni in cui il social network più importante al riguardo era MySpace. Viene notato, poi, da Cesare Cremonini ed è proprio con Logico che Petrella inizia il suo percorso di autore di canzoni. Nonostante il successo ottenuto dai brani da lui scritti – tra cui il tormentone del 2017 Vorrei ma non posto di J-ax e Fedez – Davide Petrella ha proseguito il sogno del cantautorato, con il nome di Tropico, pubblicando nel 2018 il suo primo album – Litigare – e diversi singoli a seguire.

A Sanremo 2022 il suo nome lo sentiremo più volte. Infatti, oltre alla già citata Miele di Giusy Ferreri è anche autore insieme ad Elisa del brano O forse sei tu; e di Domenica di Achille Lauro – frutto della collaborazione dello stesso Lauro e Simon Pietro Manzari.

La canzone con cui Emma parteciperà a Sanremo 2022, di cui è anch’essa co-autrice, ha come secondo compositore Dario Faini, noto ai più come Dardust, importante produttore discografico italiano. Il suo rapporto con Sanremo ha sempre sfornato successi. Dalla produzione di Soldi di Mahmood nel 2019 sino ad Eden di Rancore e Andromeda di Elodie nel 2020.

Dardust ha preso parte, inoltre, per Sanremo 2022 a Virale brano di Matteo Romano e a quello  di Noemi che dopo l’esito ottenuto da Glicine l’anno scorso, ritorna con Ti amo non lo so dire. A partecipare a quest’ultima, anche Mahmood, pur essendo in gara con Blanco.

Partecipare a Sanremo in veste di autore e non di cantante, dà la possibilità di prendere parte a più potenziali successi. Un caso particolare è quello di Alessandro La Cava che a Sanremo 2022 fa l’en plein.

Lo scontro generazionale si fa evidente quando il 22enne La Cava riesce non solo a partecipare come autore al 72° festival di Sanremo, ma ad avere ben 4 delle sue canzoni selezionate per la gara dei big. Si è diplomato presso il  C.E.T. di Mogol, scuola che ha formato anche evoL – pseudonimo del pop rapper Vincenzo Colella, autore insieme ad Aka7even di Perfetta così. 

Giovanissimo La Cava ha firmato un contratto con la Universal e dal 2018 i suoi testi sono stati utilizzati da grandi artisti italiani. Per Sanremo 2022 sentiremo il suo nome in quanto coautore dei brani di Rkomi (Insuperabile)Sangiovanni (Farfalle) nonché  dei sopra citati Matteo Romano e Noemi.

Quattro canzoni diverse tanto quanto gli interpreti di queste, sembra al quanto insolito, quindi, che il testo sia stato scritto dalla stessa persona. Tuttavia, ciò dà prova della flessibilità artistica di questo giovane paroliere new generation, capace di cimentarsi con successo in stili di scrittura differenti.

Classe 1992 uno dei compositore di Dove si Balla, brano che sarà interpretato sul palco dell’Ariston da Dargen D’Amico.

Edwyn Roberts, figlio del talent Amici di Maria De Filippi, ha alle spalle una serie di successi sanremesi. Nel 2019 partecipa alla scrittura de L’ultimo ostacolo di Paola Turci, e nel 2020 collabora alla parte musicale della magistrale Fai rumore di Diodato che ha vinto l’ultima edizione del Festival pre-covid. Quest’anno con i colleghi Gianluigi Fazio e Andrea Bonomo e lo stesso D’Amico, si è cimentato nella canzone del rapper. Un’avventura decisamente diversa rispetto alle collaborazioni precedenti, di cui molti sono curiosi di sentire il risultato ultimo.

Curiosità che coinvolge anche l’esibizione di Yuman, reduce da Sanremo giovani, parteciperà adesso con il brano Ora e qui di. Per il confronto con i big si avvale della penna Tommaso Di Giulio, il cui stile è stato definito “pop cinematografico” per via delle influenze musicali con cui è cresciuto. Dopo Esagerata, inoltre, Tananai ha voluto esagerare il doppio proponendo per il palco dell’Ariston Sesso Occasionale, scritta insieme a Davide Simonetta, Paolo Antonacci e Alessandro Raina.

L’esibizione finale, l’applauso, i meriti e le critiche andranno soltanto apparentemente all’artista che mette faccia e voce sul palco più importante d’Italia. Il team artistico che vi è dietro è, però, un perno fondamentale per la riuscita finale. Senza il testo la canzone sarebbe solo musica di sottofondo, senza autori Sanremo sarebbe, quindi, vuoto.



Giulia Grasso