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Sanremo 2020: il web si scatena e tesse le lodi al trash

La 70° edizione del Festival di Sanremo è giunta al termine. Grande successo di ascolti per Amadeus e i vertici della Rai non hanno perso tempo a proporre a lui e a Fiorello la conduzione della kermesse per il secondo anno. Seppur molti dicono di no e si rifiutano ad ammettere il vero, il Festival di Sanremo fa parte oramai della cultura italiana e viene visto da milioni e milioni di italiani ogni anno.

Con l’avvento dei social poi, tutto è stato molto più amplificato. Il Festival si segue dalla tv o da uno schermo qualsiasi ma con lo smartphone in mano pronti a tweettare o a chattare con gli amici sulle performance e, allo stesso tempo, a ridere grazie ai meme, alle gif e ai commenti perfidi degli sconosciuti del web. Insomma, oramai è consolidata l’idea che non esiste evento televisivo senza che sia oggetto di satira, di ironia e di sberleffo.

La satira in sé considerata, ossia la possibilità di parlare di qualcosa con la consapevolezza di rimanere sempre su un doppio livello di comunicazione è il metro di misura della libertà di espressione di una nazione. Il Festival in quanto evento che coinvolge tanti non poteva esserne esente. Così non sono mancate foto modificate, battute poco politically correct e video che hanno evidenziato i momenti più no sense, più trash, più iconici di questa edizione. Ma anche momenti che sono stati ben raccontati sui social.

A chi dobbiamo dire grazie per tutte queste risate gratuite?

A due tra tutti: i fondatori delle pagine Sapore di Male e Trash Italiano per aver ironizzato con intelligenza ed audacia su quanto abbiamo visto. Non si sono fermati di fronte ad ogni momento del Festival. Sempre sul pezzo, brillanti e soprattutto agili nel battere il secondo e contendersi la vittoria per chi riusciva a far ridere per prima. Entrambe le pagine, infatti, hanno fatto di tutto per ridicolizzare con intelligenza l’uscita fuoriluogo di Amadeus, la durata inifinita del Festival, il caso Bugo e Morgan, Tiziano Ferro schifato dopo il bacio con Fiorello o l’acuto sulla A di Gigi D’Alessio. Straordinari ad essere presenti minuto per minuto a raccontare il Festival secondo un punto di vista senza freni ed altamente divertito.

La stessa genuinità e spontaneità che queste due pagine hanno mostrato e mantenuto per tutte e cinque le serate, sono state dimenticate dai The Jackal. Forti della collaborazione che quest’anno hanno instaurato con la Rai, il loro lavoro è stato molto strutturato, quasi studiato a tavolino. La sensazione è stata che il gruppo sapesse già cosa avremmo visto di lì a poco, altrimenti la rapidità di certi meme sarebbe inspiegabile come di alcune battute così istantanee. Inoltre, se l’anno scorso i The Jackal con “termostato” sono stati bravi ad imporsi direttamente proprio con i protagonisti del Festival, quest’anno hanno lasciato perdere per concentrarsi su video più elaborati o su un modo di approcciare allo spettacolo più professionale, venendo meno quell’elemento di cazzeggio a cuor leggero che fa sempre la differenza.

Poi, una parte importante dell’allegria che accompagna ogni anno il Festival è data dai commenti, talvolta anche al vetriolo, dei tanti naviganti e fruitori dei social che dimenticano le buone maniere e il bon ton e si lasciano andare ad ogni tipo di commento racimolando mille mila like o cuoricini.

Interessante e abbastanza divertente l’approccio di Gianni Morandi alla kermesse. Sarà la paura di essere dimenticato o forse solo la voglia di passare del tempo in compagnia con i suoi follower, ma il cantante bolognese ha passato le serate a postare la foto di lui con dietro lo schermo del televisore e poi a commentare coi follower esibizioni e il personaggio di Achille Lauro.

L’esperimento di Elodie su Telegram ha funzionato alla grande. La cantante romana si è inventata la creazione di un gruppo in cui chattare con i suoi fan durante le cinque giornate del Festival.

Per il resto si deve a Fiorello l’aver animato con battute tra una canzone ed un ospite le serate del Festival, riuscendo pure ad inventarsi il gioco dell’ -ismo partito dalla polemica del sessismo di Amadeus. È stato per Fiorello un modo per scherzarci su usando forme come bacismo, ballismo ecc. Insomma, menomale che c’è chi sa ironizzare ma soprattutto chi sa ridere e comprendere il lato comico anche nel dramma. Il Festival è stato un momento per ricordarci quanto il web sia fonte di divertimento e che non è mai tardi per non smettere di ridere!