Russell Crowe con la sua ultima sfida “Il giorno sbagliato”

“Quando ho letto la sceneggiatura la prima volta ho detto, assolutamente no. Non faccio questo film, mi spaventa a morte, questo personaggio è troppo oscuro .. ma appena mi è uscito di bocca, mi sono immediatamente detto, da quando ho smesso di farlo? Perché,questo invece è quello che cerco… le sfide”.  Una sfida bella e buona per Russell Crowe, che ammette di avere avuto dei seri dubbi prima di accettare il ruolo di protagonista semina terrore nel film che è appena uscito sul grande cinema “il giorno sbagliato”. La trama intriga proprio per la situazione che nella sua quotidianità potrebbe essere il contesto di noi tutti in qualsiasi momento. Un thriller psicologico molto serrato, che esplora il fragile equilibrio di una società sempre al limite, mostrandoci qualcosa che tutti noi conosciamo bene , la rabbia al volante in mezzo al traffico e del conseguente sfogo con esiti imprevedibili e terrificanti. La vittima in questo caso è Rachel (Caren Pistorius), una donna che, in ritardo al lavoro, si trova a discutere al semaforo con uno sconosciuto (Crowe) che si trova in una delicata fase della sua esistenza in cui si sente impotente e invisibile. Così Rachel diventerà, insieme a tutti quelli che ama, il bersaglio di un uomo che decide di lasciare un ultimo segno nel mondo impartendole una serie di lezioni… mortali. “Il Giorno sbagliato”, focalizza una particolare giornata, con un incontro casuale, che ognuno di noi potrebbe avere in qualsiasi momento”, afferma lo sceneggiatore Carl Ellsworth. Ellsworth è un grande fan di quei thriller psicologici asciutti, guidati da una “situazione” comprensibile a tutti, ma terrificante, che ognuno di noi un giorno potrebbe dover affrontare. Avendo osservato l’escalation della rabbia nel traffico, a livello mondiale, si è chiesto perché così tante persone covino tanta rabbia repressa. “Ho provato a scrivere la cosa più intensa che avessi mai scritto – spiega -, con un ritmo e un’urgenza incalzanti, che si svolgesse in tempo reale, senza mai rallentare fino alla fine”.  Non ci resta che sperare che l’effetto mitomania che circonda ogni effetto spettacolare non distribuisca “giornate particolari” tra gli spettatori e non ci resta che augurare a parte una buona visione che prudenza alla guida a quanto pare.



Alessandra Filippello