Ron Hicks: l’artista che parla di noi

Lucrezia Vardanega

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È quasi come essere lì con loro, come se i protagonisti diventassero lo specchio della nostra anima quando non riusciamo ad esprimere le nostre emozioni più intime e intense.

Chi si è imbattuto in un quadro dei Ron Hicks avrà sicuramente provato questa sensazione, vero marchio di fabbrica di tutte le sue opere. È quella capacità di raccontare il vero giocando sulla magia degli attimi, quelli che si imprimono nella mente. Sono i momenti che ci sconvolgono, che ci accendono, svelando una visione diversa della realtà.

Il mondo di Hicks si veste di un’atmosfera nuova: i profili degli oggetti e delle persone sono sfaccettati, mutevoli, incompleti, emblema stesso della natura umana, così incomprensibile.

La capacità di immortalare attimi, sguardi, gesti sommessi, delicate attenzioni, è un talento che va oltre al mero ricalco della realtà; è per questo che Hicks viene difficilmente incasellato in una sorta di “impressionismo realista“.

«Il mio lavoro non è solo quello che faccio, è quello che sono. Se non dipingessi qualcosa che alimenti la mia anima, sarebbe solo un posto di lavoro»

Una definizione che gli sta stretta, fin dalle origini: il giovane Ron, nato a Columbus, Ohio, ma cresciuto in Colorado, ha sempre saputo di voler essere un pittore.

Grazie a una borsa di studio, intraprese gli studi artistici al Columbus College of Art and Design, una delle migliori scuole d’arte del Paese. In seguito si trasferì a Denver e studiò presso l’Istituto d’Arte del Colorado, con laurea in Advertising Design. Come tutti i grandi artisti, passò del tempo prima che potesse vivere d’arte. Oggi Ron è docente presso  The Art Students League di Denver, affiliate presso grandi gallerie d’arte quali Arcadia Gallery (NY) e Vail International Gallery, Saks Galleries (Denver).

I luoghi scelti da Ron Hicks sono scorci di interni, dalla tipica architettura degli anni ’30: salotti, bar in stile Art Nouveau, giardinetti pubblici sulle cui panchine trascorrere attimi indimenticabili, dove dimenticare lo spazio e il tempo. Sono gli attimi prima di un bacio, freddato come in una fotografia, dove gli sguardi parlano, oppure sono le ore che si confondono con i minuti e i secondi degli innamorati: è la poesia la vera protagonista delle opere di Hicks.

Alle figure femminili, da sole, spetta l’atto sbalorditivo del perdersi nel loro mondo tutto interiore, mentre il resto ruota loro intorno. Languide e sinuose, belle e imperfette: sono donne che vivono di emozioni che non sanno di provare, che desiderano cose che non sanno di volere.