Rifare il letto sì o no? L’eterna diatriba

Claudia Ruiz

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Esiste in natura una diatriba che ha diviso l’opinione pubblica in due fazioni; due filosofie di pensiero che hanno causato la fine di amicizie e relazioni d’amore: è giusto o no rifare il letto? Questo dilemma esistenziale si somma a quelli già consolidati nel passato: c’è chi mette una sola sveglia e schizza fuori dal letto in un secondo, chi la guarda speranzoso che sia solo un sogno e che ancora ha il tempo per dormire; quelli che appendono il rotolo di carta igienica così che cada dall’alto e chi invece sostiene che sia corretto posizionare gli strappi dal basso; chi preferisce il tè la mattina e chi senza un espresso forte non riesce nemmeno a pronunciare il proprio nome.

A rendere la questione più seria ci ha pensato Houzz, che ha raccolto le opinione dei suoi lettori sulle abitudini mattutine ed in base a questo lavoro di ricerca un gruppo di esperti mondiali ha cercato di capire quali sono i vantaggi e gli svantaggi di rifare il letto la mattina. Devo dire ne avevamo proprio bisogno!
Il sondaggio portato avanti da Houzz coinvolge i lettori di sette paesi differenti (Regno Unito, Australia, Germania, Italia, Francia, Spagna e Russia), i risultati rivelano che più della metà dei partecipanti per ogni Paese sistema ogni mattina i cuscini e le lenzuola.

Lo studio è molto più complesso di quello che può sembrare e coinvolge lenzuola, acari, buone e cattive abitudini e caldi piumoni. Ma non allarmiamoci e andiamo per gradi!

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I vantaggi di rifare il tuo letto
Si inizia la giornata con il piede giusto
Il vecchio detto dice chi ben comincia è a metà dell’opera, quindi un comportamento dinamico la mattina che ci porta a rifare il letto non può che essere una buona abitudine da coltivare, sinonimo di un atteggiamento propositivo. Tutto ciò va oltre i minuti spesi per sistemare le lenzuola, ma riflette il nostro approccio alla vita stessa. Insomma una specie di effetto domino che innescherà altre buone abitudini.

Aiuta a dormire meglio
Uno studio condotto dalla National Sleep Foundation afferma che:  “I partecipanti che hanno dichiarato di rifare regolarmente il proprio letto sono anche più propensi ad affermare di dormire bene la maggior parte delle notti”. Probabilmente questi soggetti dormono bene perché si sentono la coscienza pulita e non per la mancanza di pieghe nelle lenzuola.

Le conseguenze negative del rifare il letto

C’è chi invece di questa battaglia ne ha fatto la propria ragion d’essere, persone che cuscino tra i denti si battono per l’autodeterminazione del piumone così come si trova.
A sostegno abbiamo chi a gran voce afferma che rifare il letto appena svegli permetta agli acari che si nutrono della normale desquamazione della pelle, amanti degli ambienti caldi, di moltiplicarsi sotto le coperte. Un’immagine tanto schifosa da sembrare quasi convincente.

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Questo studio ha fornito a tutti quelli, che del letto disfatto hanno fatto il loro marchio di fabbrica, un alibi perfetto. Un movimento, quello del letto disfatto, che ha coinvolto numerosi artisti: dai poster giganteschi che hanno tappezzato New York nel 1991, opera di Félix Gonzàlez Torres che con quella foto dalle lenzuola arruffate e cuscini piegati al centro voleva rappresentare il peso di due corpi innamorati, oppure Tracey Emin che diede scandalo per il troppo disordine quando nel 2000 per il Turner Prize presentò My Bed, installazione del suo letto con preservativi e kleenex per terra.

Ma la moda del letto disfatto colpisce anche i social e così impazza la insta-mania che vuole filtri e hashtag iper romantici per postare il proprio letto in disordine.

Forse è meglio trovare un compromesso?!