Raya: l’app per pochi eletti che non ti vuole

Sharon Santarelli

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Ve lo immaginate un social network per pochi eletti? Come un club esclusivo, uno di quelli per cui serve, oltre alla fantomatica “tessera”, anche qualche conoscenza. Noi in realtà non pensavamo potesse esistere, perché oramai i social network sono la piattaforma di tutti…. ma soprattutto hanno dato diritto di parola a tutti coloro che si siedono davanti la tastiera di un pc.

Questa app esclusiva però esiste, esattamente dal 2015,  si chiama Raya ed è un app per incontri con circa diecimila iscritti e quasi cinquemila persone che sono in lista per entrare a farvi parte.  Nella descrizione troviamo testuali parole: “l’app di una esclusiva comunità online per organizzare appuntamenti, conoscere persone e farsi nuovi amici”.  Negli ultimi anni è stata definita come la “Tinder degli Illuminati“ o come una sorta di  “società segreta”.

Penserete a questo punto che per entrare a far parte di Raya si debba essere belli,  famosi, seguiti su Instagram, magari anche Influencer ed avere milamila follower. Invece no, un profilo Instagram alla Chiara Biasi potrebbe non bastare e comunque noi non ce l’abbiamo!

Tra gli iscritti a Raya ci sono attori, sportivi e musicisti, modelli, influencer (c’è speranza per molti allora!) e dirigenti di importanti aziende californiane. Funzione esattamente come Tinder: affinché due persone interagiscano serve che entrambe siano d’accordo. Le informazioni su Raya non sono certo semplici da reperire: agli iscritti è assolutamente impedito rivelare informazioni sulla app, pena la rimozione dell’account che siete riusciti a guadarvi non certo semplicemente.

Raya è un pò come il Fight Club , che aveva come prima e seconda regola il “non parlare mai del Fight Club”.  Ovviamente tutto questo “silenzio” fa si che l’esclusività del social cresca a dismisura. Di recente ne hanno scritto testate come il New York Times e TechCrunch, uno dei più importanti siti di tecnologia al mondo.

Dal gennaio 2017 ha aggiunto la sezione “Work” , così da diventare un’app di incontri di ogni tipo, anche di lavoro. Raya ha raggiunto il successo, se così possiamo definirlo, quando a fine 2016 ha acquistato Chime, un’app di video-messaggi sviluppata da Jared Morgenstern, un ex dipendente di Facebook. Da allora Raya ha aggiunto la possibilità di localizzare su una mappa gli altri iscritti che hanno acconsentito a farsi localizzare e la possibilità, un po’ come su Tinder, di pagare un extra per mandare una richiesta diretta a un altro membro.

Il nome “Raya” deriva dall’ebraico e significa “amico”. Ha sede a Los Angeles, in California, e ha 13 dipendenti a tempo pieno ed un costo decisamente abbordabile, nonostante il suo essere d’élite : 7,99 dollari al mese e 2,99 dollari per ogni richiesta di contatto diretto (quello che su Tinder è il Super Like). La società non dice quanti soldi spende o guadagna, ma ha detto al New York Times che, dopo gli investimenti dei primi anni, prevede di andare in attivo entro il 2018. Ha aggiunto che potrebbe iniziare a guadagnare soldi organizzando feste, incontri ed eventi riservati ai suoi membri.

Una volta che si è finalmente iscritti al sito, le regole sono  abbastanza semplici: bisogna evitare di infastidire o turbare gli altri iscritti, è vietato fare e diffondere screenshot di conversazioni o profili di altri iscritti. Stassi Schroeder, una conduttrice americana con oltre un milione di follower su Instagram, disse di essere stata rimossa dal sito dopo aver pubblicamente detto di aver conversato in Raya insieme al nuotatore Ryan Lochte, vincitore di sei ori olimpici. Raya dice però che in genere tutti gli utenti si comportano bene e che solo in un caso su 11mila ci sono persone che richiamano l’attenzione dell’app sul comportamento scorretto che qualcuno tiene dopo un match (un incontro). Insomma, siete avvisati!!!

Esistono altre app simili a Raya, che selezionano gli utenti in base a parametri di bellezza, ricchezza o intelligenza: Beautiful People, Sparkology, Mensa Match, The League (la più grande, che non è forse un gran record per un’app che punta sull’esclusività) e Luxy, che si descrive come una “Tinder senza i poveri“. Raya però non utilizza un parametro per la scelta dei suoi utenti: non basta avere una Lamborghini, non basta fare il modello o la modella, non basta essere un Influencer o avere più di un milione di followers. Troppo facile così!

Insomma, ci verrebbe da dirvi di scaricarla e di provare ad iscrivervi, ma non vi assicuriamo nessun risultato, in caso potrete sempre ripiegare, come noi del resto, al club del Burraco vicino casa!