“Il padre d’Italia” è un film da non perdere!

L’estate è la stagione delle vacanze e del relax, ma può essere anche una buona occasione per recuperare la visione di film usciti nei cinema italiani in autunno e che meritano attenzione per non essere dimenticati.

Più nello specifico, stiamo parlando de “Il padre d’Italia” di Fabio Mollo, uscito nelle sale italiane il 9 marzo 2017 e distribuito da Good Films. Recentemente oggetto di polemica per la decisione presa da Mollo di non far proiettare il film durante il “Porte aperte festival” di Cremona perché la stessa amministrazione comunale si è mostrata contraria: l’ultima fatica cinematografica del regista è stato un modo per parlare d’Amore nelle sue molteplici sfumature.

“Una storia di amore assoluto, puro e universale. Perché i sentimenti, così come gli esseri umani, non devono mai essere etichettati” sono le parole usate da Fabio Mollo per descrivere il senso del film che racconta la storia di due sconosciuti che si scoprono essere inaspettatamente complementari.

Mia e Paolo si conoscono una sera e le loro vite sono in declino anche se provano a negarlo a loro stessi. Mia è sbandata e visibilmente incinta; Paolo, invece, lavora in un centro commerciale come commesso, è omosessuale e soffre maledettamente perché Mario l’ha lasciato.

Per un susseguirsi di eventi, nella stessa sera Paolo, vedendo le condizioni di Mia, decide di accompagnarla a casa. Attraversano l’Italia, passando per Roma, Napoli e poi arrivando al Sud, nel paese d’origine di Mia. Durante il viaggio, i due iniziano a conoscersi. Da diffidenti e scostanti, diventano intimi, solidali e buoni amici. Si raccontano, si amano e si perdonano scoprendo che il loro essere diversi – o per meglio dire “contro natura” – li avvicina fortificandoli e che una casa non è un luogo, ma è lì dove si alimentano le emozioni. Paolo e Mia progettano, sognano di vivere insieme e, soprattutto, di dare un padre alla figlia che Mia porta in grembo.

Ma non è tutto così facile. Mia prenderà una decisione che sconvolgerà Paolo e che lo spettatore farà fatica ad accettare, ma il grande mistero della vita spesso è proprio questo: lasciare che la vita si compia specialmente nel modo in cui meno ce la saremmo immaginata.

La bellezza di questo film non si basa solo sulla trama e sul messaggio che lancia, ma principalmente sugli attori Luca Marinelli e Isabella Ragonese, protagonisti del film, che interpretano rispettivamente Paolo e Mia.

Non è banale piaggeria affermare che, dove c’è una buona storia e una profondità del personaggio, lì vi è un ottimo progetto cinematografico e, di conseguenza, vi sarà Luca Marinelli. Eclettico, bravissimo, intenso in tutte le sue interpretazioni, in “Il padre d’Italia” Luca Marinelli regala la storia di un trentenne omosessuale che sopravvive e riscopre la vita con un incontro casuale. L’attore riesce a rendere coi movimenti e con lo sguardo la fatica della sopravvivenza, la sofferta capacità di accontentarsi quotidianamente, ma anche la bellezza dell’imparare a nuotare e a fidarsi da adulti  o del ricordarsi che non si deve finire mai di sperare e provare a ricominciare.

Non da meno Isabella Ragonese particolarmente brava ed autentica in questo progetto cinematografico. L’attrice è cresciuta notevolmente e si comprende il perché della vittoria del Globo d’oro 2017 nella categoria “Miglior attrice protagonista” de “Il padre d’Italia”. Il personaggio di Mia è un mix di stati d’animo altalenanti e rappresenta la ribellione, gli sbagli e la tenerezza. “È Mia che insegna a Paolo ad andare oltre le etichette, a superare l’idea di come ti vedono gli altri. E tutto accade grazie a quell’amore puro, lo stesso che porta Paolo a riflettere sulla paternità, una possibilità che all’inizio nega a se stesso poi, nonostante la giudichi contro natura, inizia a pensare che si può fare” spiega il regista.

Toccante la scena di Mia e Paolo sdraiati nel letto intenti a svelarsi e commovente l’interpretazione appena sussurrata del brano “Il mare d’inverno” di Luca Marinelli.

Molti hanno provato ad etichettare il film definendolo un modo per parlare di omogenitorialità o un tentativo mal riuscito di affrontare la diversità come ricchezza. Ma il film è molto ed altro. Come ha affermato il regista Fabio Mollo: Non c’è un intento di denuncia, non voleva essere un film politico o un film che parla dei gay. È una storia basata sui sentimenti e i sentimenti sono universali. Ma soprattutto mi piaceva l’idea di parlare a chi ha voglia di immaginare un futuro, anche diverso da quello al quale crede di essere destinato. A chi ha il coraggio di seguire se stesso, la propria natura e di costruirselo, quel futuro. Per questo l’idea di due persone che attraversano l’Italia, non solo in senso geografico ma anche emotivo per parlare a tutto il paese“.

“Il padre d’Italia” ha ricevuto ben quattro candidature per i Nastri d’Argento 2017 nelle categorie: “Migliore soggetto” a Fabio Mollo e Josella Porto, “Migliore attore protagonista” a Luca Marinelli, “Migliore attrice protagonista” a Isabella Ragonese e “Migliore attrice non protagonista” ad Anna Ferruzzo. Due candidature al Globo d’Oro 2017 per “Miglior attrice” a Isabella Ragonese e “Miglior attore” a Luca Marinelli.

Buona visione!



Sandy Sciuto