Netflix presenta Luna Nera: stop alla violenza sulle donne

Per il lancio della serie Luna Nera, Netflix presenta a Milano un’installazione interattiva che invita le persone in Piazza XXV Aprile a segnalare gli insulti rivolti sui social verso le donne, contrastando la violenza delle parole.

Si tratta di un rogo all’interno del quale le persone potranno immergersi metaforicamente nelle fiamme dell’odio.

Oggi come ieri le persecuzioni persistono.

A cambiare è solo il contesto.

 

Mentre una volta erano accusate di essere streghe e venivano bruciate pubblicamente nelle piazze, come raccontato nella serie, oggi la donna continua ad essere messa alla gogna, sul web e sui social.

Lo spazio interno di quest’istallazione è completamente invaso da frasi di odio realmente pubblicate online contro le donne.

“Isterica, acida, brutta, cessa, incompetente, stupida, …”  un elenco che potrebbe non avere fine, fatto di insinuazioni, attacchi alla persona, al fisico, alla professionalità.

Il pubblico, grazie all’utilizzo di un’interfaccia creata ad hoc, può selezionare uno degli insulti proiettati e cancellarlo. 

L’insulto scelto sarà segnalato e potrà essere cancellato definitivamente grazie alla collaborazione con “parole ostili”, il progetto sociale di sensibilizzazione contro la violenza delle parole.

Quanto alla serie invece, é la prima del genere fantasy italiana targata Netflix.

Tutto nasce dal romanzo di Tiziana Triana Le città Perdute. La peculiarità è la presenza di protagoniste dotate di poteri magici. Supereroine? Macché, streghe. Donne perseguitate per la loro forza non per la debolezza.

Siamo nel XVII secolo.

Al centro della narrazione troviamo Ade, una levatrice di 16 anni accusata di stregoneria e costretta a rifugiarsi presso una comunità di donne che si nasconde nei boschi. Una storia tra ragione e misticismo, fino a quando dovrà decidere se seguire il proprio destino o l’amore impossibile per Pietro (figlio del capo dei cacciatori di streghe).

Una storia per le donne e alle donne, raccontata anche al femminile da tre registe: Francesca Comencini, Paola Randi e Susanna Nicchiarelli. Luna nera è una grandissima allegoria della condizione femminile di ieri ma purtroppo soprattutto di oggi. In molti casi l’essere strega equivale semplicemente all’essere donna, a essere cioè un elemento della società marginalizzato, colpevolizzato e perseguitato.

Ade, Tebe e le altre hanno il colpito di salvare tutte le donne perseguitate da un mondo maschile e oscurantista.

L’obiettivo, dichiarato esplicitamente, è quello di “creare un mondo nuovo, un mondo dal volto di donna“.

Luna nera è una serie convintamente e coraggiosamente femminista, che parla però a un pubblico più ampio possibile. Se lo spettatore si porterà a casa almeno questo, sarà già un risultato importantissimo.

A dare il suo contributo è stata anche Treccani.  La più famosa enciclopedia italiana ha infatti dedicato un’intera pagina del dizionario online a “Le parole della cacce alle streghe” proprio in collaborazione con Netflix.

Sono state prese in considerazione le 10 parole più tristemente diffuse rivolte alle donne e per esse viene richiamato il significato da non dare. Così che la nostra lingua possa essere utilizzato senza offendere nessuno.

Stop alla violenza.

Girl Power, aggiungerei.



Rachele Pezzella