merini e casiraghy

Merini e Casiraghy, storia di un'amicizia, la mostra continua a Milano

Grazie al grande successo riscosso, la mostra "ALDA MERINI E ALBERTO CASIRAGHY. Storia di un'amicizia", accolta al piano nobile della Casa Museo Boschi Di Stefanoè prorogata fino al 10 novembre. La rassegna si inserisce nel contesto delle celebrazioni della poetessa milanese a dieci anni dalla sua scomparsa.
Il sodalizio tra la Merini e Casiraghy
La mostra, ideata e curata da Andrea Tomasetig, è dedicata all'intenso sodalizio intellettuale e umano tra la poetessa Alda Merini e il poliedrico brianzolo Alberto Casiraghy. Un'amicizia che ha prodotto il sorprendente numero di 1.189 volumetti, di cui ne sono esposti oltre un centinaio. Del legame tra i due artisti resta quindi grande testimonianza in quei librini editi in poche preziose copie, confluiti nel catalogo Pulcinoelefante. Entrambi hanno contribuito producendone in media più di uno alla settimana, Merini scrivendo aforismi o brevi poesie, Casiraghy stampando e creando un'opera grafica.

Dal gennaio 1992, data del primo librino creato insieme, fino alla scomparsa della Merini emerge un'amicizia a tutto tondo. Amicizia meritevole di essere raccontata in occasione di un anniversario che si annuncia denso di celebrazioni in tutta Italia.

Il vasto materiale di partenza è stato selezionato e integrato con documenti, fotografie e cimeli messi a disposizione dallo stesso Casiraghy. L'esposizione si sviluppa quindi in sei sezioniPoesieAforismiAlda e AlbertoIl mondo di AldaAmici artisti, Cimeli. Il tutto rivela l'importanza della produzione letteraria della Merini riversata nelle edizioni Pulcinoelefante, così come quella dell'empatico editore che l'ha saputa capire e sostenere.

Con questa esposizione le edizioni Pulcinoelefante ritornano per la seconda volta alla Casa Museo Boschi Di Stefano presentando un nuovo tema.
L'intero Archivio comprende oltre 10.000 pubblicazioni, con centinaia di autori e artisti coinvolti, edite dallo straordinario "artista del libro" Alberto Casiraghy. L'originale allestimento, a cura di Cristiana Vannini, nelle sale della quadreria al secondo piano, vede i librini gremire i ripiani in ordine sparso. Questi hanno un legame tra loro, una sottile trama di fili elastici, una sorta di gabbia concettuale da cui emerge la forza della libertà poetica.