Madre aiuta il padre a violentare il figlio, chiesti 20 anni

Questa storia arriva dalla Francia e fa davvero paura: una madre dovrebbe avere un istinto di protezione verso il proprio figlio. Una madre sana non permetterebbe che nulla faccia soffrire il suo piccolo.
Nel maggio 2011 Sabrina Bonner una francese di 25 anni ha aiutato suo marito a stuprare suo bambino di quattro anni.
L’uomo era detenuto in carcere con l’accusa di violenza domestica e durante una visita privata la sua consorte ha portato con se il figlio.
Ha poi usato alcune buste di plastica da mettere alle finestre dell’aula visite, ha bendato il piccolo gli ha portato le mani dietro la schiena e ha permesso che il papà abusasse di lui assecondando l’atto.
Tutta la vicenda è stata logicamente ripresa e per la donna ora è stato chiesto il massimo della pena: 20 anni di carcere.
Viene da chiedersi in tutto questo dove fossero i secondini dal momento che hanno lasciato un bambino di quattro anni ed una donna da sole con un detenuto accusato per altro di violenza domestica e definito dagli inquirenti e dagli piscologi “Un Sadico puro” quindi una persona alla quale piace far del male al prossimo.
Mi sorgono anche alcuni interrogativi sul modo in cui la donna sia riuscita a mettere sacchi neri alle finestre indisturbata dentro una struttura piena di agenti con il compito di controllare e di garantire l’incolumità dei visitatori.
Racconti del genere lasciano sconvolti, forse la donna era ancora soggiogata e spaventata dall’uomo anche se ormai con il suo aguzzino in carcere non ne aveva più motivo.
Nulla giustifica il fatto che che sul quel povero piccino è stato commesso un gesto brutale ed inumano in un posto in cui non sarebbe mai dovuto avvenire in nessun modo ad opera di due persone che avrebbero dovuto amare il proprio figlio nella loro forma più pura non torturarlo ed umiliarlo rovinandogli l’infanzia nel peggiore dei modi.



redazione