Lotta allo spreco: la nuova vita dei beni mobili di EXPO 2015

Catiuscia Polzella

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E’ passato più di un anno dalla fine di EXPO 2015, la grande esposizione universale che è andata in scesa a Milano. Tuttavia, i riflettori ancora non sono del tutto spenti su questo straordinario e controverso avvenimento di importanza mondiale. A far discutere è lo stesso argomento che ha infiammato fin dall’inizio lo spirito della manifestazione, ovvero la questione dello smaltimento o riutilizzo dei materiali utilizzati. La storia di EXPO nel mondo, infatti, lo aveva già insegnato: se da un lato tale manifestazione avrebbe rappresentato un volano importante per Milano e l’Italia intera, dall’altro avrebbe potuto paventare il rischio di abbandono delle aeree interessate, e dei materiali in esse situati, all’incuria e al deterioramento. Cosa fare, quindi, per ovviare al problema?

Sono stati cinque i bandi dedicati al riutilizzo gratuito dei beni mobili di EXPO 2015 che hanno registrato una partecipazione andata oltre le aspettative, che ha visto ancora una volta il Terzo settore come protagonista. Sono state 3501 le richieste di partecipazione da parte di organizzazioni non profit, scuole, comuni ed enti pubblici di tutta Italia, ma tra queste solo 194 sono le organizzazioni assegnatarie dei bandi. L’idea era stata proposta alla società EXPO 2015 SpA prima della chiusura dell’Esposizione Universale da Fondazione Triulza, la rete di realtà del terzo settore che ha gestito il Padiglione della Società Civile. Un’iniziativa che è stata concretizzata nel dicembre 2015 con la firma di un Protocollo d’intesa tra le due organizzazioni.

Le cucine utilizzate dai cluster sono stati i beni più richiesti (1209 domande, il 34,53% del totale), a cui seguono le domande per la cessione gratuita dei tablet in uso durante l’Esposizione (981 presentate dalle scuole, il 28% del totale). Il 37% delle richieste di partecipazione hanno riguardato i restanti tre bandi per la cessione di gadget, abbigliamento e accessori in dotazione dei Field Operator e ai volontari. Questi i dati resi noti durante la conferenza di presentazione dei risultati tenutasi nei locali della Fondazione Cariplo, che ha supportato l’iniziativa.

Grande la soddisfazione è stata espressa dal Presidente di Fondazione Triulza Sergio Silvotti: “Ci abbiamo messo la faccia nel 2014 quando decidemmo di gestire il padiglione della società civile di Expo Milano 2015. Proprio per questo abbiamo sviluppato i contenuti e le risorse per affrontare una sfida che in tanti ritenevano più grande di noi. Così abbiamo trovato determinazione, concretezza e coerenza necessarie per organizzare il primo padiglione della società civile di un’esposizione universale. Oggi consegniamo alle scuole, agli enti locali e del terzo settore i beni e le risorse di Expo per dimostrare che la lotta allo spreco oltre che giusta è possibile“.

Come spesso accade, anche in questo caso il Terzo Settore ha dimostrato la capacità di utilizzare al meglio le risorse“, queste le parole di Giuseppe Guzzetti, presidente di Fondazione Cariplo, che ha colto in pieno lo spirito dell’iniziativa della Fondazione Triulza, che già durante l’Esposizione universale ha mostrato un’attenzione particolare ai temi non solo dell’alimentazione, ma soprattutto a quello dello spreco in tutte le sue forme.