“L’oro di famiglia”, un corto candidato ai David di Donatello

Un successo enorme ha registrato il cortometraggio indipendente prodotto e distribuito da “Pathos Distribution”, intitolato “L’oro di famiglia” (2020). A poco più di 1 anno dalla prima proiezione, l’opera ha già messo in bacheca il premio “Rai Cinema Channel” all’ “Ortigia Film Festival” e ricevuto più di 30 premi in festival nazionali ed internazionali.

Si narra la storia di un’esigenza, quella del legame viscerale che attanaglia l’uomo alle proprie origini e al proprio passato.
Salvo ed il suo amico Fabrizio rapinano una villa che sembra promettere grandi guadagni. I due portano la refurtiva da un rigattiere, ma riescono a racimolare solo pochi spiccioli. Tra la refurtiva rimasta invenduta c’è un album di foto di famiglia. Salvo è un duro ed ha cose più importanti per la testa, ma il pensiero che lui non abbia neanche una foto ricordo inizia a balenargli in mente, portandolo alla ricerca del suo album di famiglia.

Vediamo cosa ne pensa il sottoscritto di quest’esperimento creativo:

A tinte fosche e concitate, per suggestionare meglio il pubblico con la sottolineatura d’un certo dinamismo sin dall’intro, il corto, candidato ai David di Donatello 2021, diretto e scritto da Emanuele Pisano (sceneggiatura assieme ad Olimpia Sales), trova la sua forza nella tecnica, nella potenza dell’immagine, nella scelta di sospensione di una dura realtà di periferia, attraverso l’ignoto dell’ambientazione urbana che trova correlazione in terrazzi panoramici.

Che dell’armonia ozpetekiana, naturalmente, non hanno nulla, perché non sarebbe richiesta, ma al contrario contribuiscono ad intensificare quel senso di attesa, che neanche di messianico ha qualcosa.

È una fuga dal presente la storia del protagonista, interpretato da Danilo Arena, ma senza via d’uscita, perché la ricerca del ricordo porta soltanto, se si esclude il suo sorriso conclusivo, a vagare senza meta in città, senza passato, presente e futuro, smarrito ogni senso del tempo (correndovi semmai contro, ma inutilmente) in un’atmosfera dal sapore noir soltanto lievemente abbozzato, visto che neanche il suo macchiettismo, di tanto in tanto percepito, sarebbe stato necessario.

Gli attori sono tutti funzionali, ma nessuno eccelle particolarmente, se non il protagonista, ma solo in doti d’agilità fisica. Escludendo circa tre bruschi stacchi, il montaggio, le musiche, insomma l’aspetto audio-visivo è ciò che davvero funziona, ed è necessario anche per offrire un’opportunità nel narrare storie come questa oggi sempre più diffuse (nella realtà e al cinema).

Tuttavia, l’originalità visiva non basta quando manca un deciso supporto narrativo a rinsaldare con equilibrio un lavoro che avrebbe meritato di volare, se solo fosse stato ben curato in ogni minimo dettaglio.

Valutazione: 🌟🌟  e mezzo su 🌟🌟🌟🌟🌟!

Le foto ci sono state gentilmente concesse da BTL Prod – Booonzo.it



Christian Liguori