“Batman v Superman: Dawn of Justice”, la nostra recensione

La DC Comics è ufficialmente sbarcata al cinema appena tre anni fa con “L’Uomo d’Acciaio”, film che ha fatto da apripista all’universo narrativo che nei prossimi anni popolerà le sale di tutto il mondo. “Batman v Superman: Dawn of Jusitce”, diretto da Zack Snyder, è il perfetto esempio di come i cinecomic abbiano rivoluzionato il modo di fare cinema. Ancor più delle pellicole della Marvel (almeno quelle della fase 1 e della fase 2 incentrate sui singoli supereroi), questo film appare come parte di una macro saga incentrata su una moltitudine di personaggi. Oltre ai due protagonisti, Batman e Superman, sono presenti chiarissimi riferimenti ai protagonisti -e agli antagonisti- del DC Extended Universe ed anzi, il termine “riferimenti” risulta oltremodo riduttivo. Già con questo film la DC intende giocare a carte scoperte introducendo i metaumani (esseri umani dotati di poteri sovrannaturali) che saranno protagonisti dei prossimi film previsti per gli anni a venire, infatti i vari Flash, Acquaman e Cyborg fanno delle brevi apparizioni. E non mancano nemmeno i riferimenti al Joker (che verrà interpretato da Jared Leto e farà la sua prima apparizione ufficiale in “Suicide Squad” in uscita tra pochi mesi), come quando Bruce Wayne, confrontandosi con Clark Kent circa la sua avversione verso Superman, dice “di aver avuto dei brutti trascorsi con gli squilibrati vestiti da clown”.


Il film è comunque ricco di spunti di riflessione, i riferimenti alle future pellicole non sono l’unica cosa rilevante, ovviamente. A fare da sfondo all’intero film è il dualismo tra Batman, un uomo, e Superman che viene visto e presentato come un dio dopo gli eventi de “L’Uomo d’Acciaio”. Ed è proprio la divinizzazione di Superman il carburante che alimenta il film. 
Gli abitanti della Terra iniziano a chiedersi cosa potrebbe succedere se l’ultimo Figlio di Krypton dovesse decidere di ribellarsi all’umanità, e in questa confusione generale sono principalmente due le figure che emergono.

Lex Luthor è un giovane miliardario filantropo di Metropolis che vuole procurarsi una roccia di Kryptonite per far fuori Superman. L’interpretazione di Jesse Eisenberg è ottima, il problema è che questo Lex Luthor appare poco convincente, vuoi per la giovane quanto insolita età, vuoi perché la vena di follia sembra prevalere in maniera eccessiva sulla spietata intelligenza tipica del personaggio.

L’altro personaggio che, ancor più di Luthor, emerge nell’andare contro Superman è, naturalmente, Bruce Wayne/Batman. I due supereroi non si sopportano, l’uomo d’acciaio vede l’uomo pipistrello come un vigilante senza morale, mentre Wayne vede Superman come una minaccia per il mondo. Ottima l’interpretazione di Ben Affleck, il suo è un Batman navigato, che porta sulle spalle il peso di vent’anni di battaglie per le strade di Gotham City e arriva a Metropolis col giusto background per affrontare il suo avversario, e l’attore statunitense sembra perfetto nel calarsi nei panni di questo personaggio.

La trama di per se non è affatto male, ma presenta almeno due grosse lacune. Innanzi tutto la prima metà del film ci è sembrata tremendamente lenta, a tratti quasi pesante -mentre la seconda parte, va riconosciuto, è veramente ben riuscita-, e poi non si può non notare che in certi momenti sembra quasi che il film vada in confusione. Ok che siamo nel DC Extended Universe e probabilmente ogni cosa che possa sembrarci strana oggi ci apparirà come necessaria tra qualche anno con i nuovi film, ma c’era davvero bisogno di far comparire Flash in sogno a Bruce Wayne? Forse sì, perché gli eventi delle prossime pellicole faranno chiarezza in merito. Tuttavia siamo proprio sicuri che tutti questi riferimenti a personaggi sconosciuti, o quasi, agli spettatori occasionali non abbiano generato più confusione che altro? D’altronde, la Marvel insegna, per creare attesa per i nuovi film basta una scena dopo i titoli di coda -assente in Batman v Superman: Dawn of Justice-, piuttosto che mettere nel pentolone personaggi come Wonder Woman che sembra essere stata inserita nella pellicola solo per introdurre in fretta e furia gli altri metaumani che andranno a formare la Justice League.

Possiamo in definitiva dire che il film segue due filoni narrativi. Da un lato abbiamo la “trama principale”, quella su cui il film è costruito e che mette al centro il contrasto tra Superman e Batman, con Lex Luthor sullo sfondo che fa di tutto per metterli l’uno contro l’altro. Parallelamente -come già detto in precedenza- il film getta le basi per il prosieguo della storia, tramite il rapporto tra Batman e Wonder Woman che prima scoprono l’esistenza degli altri metaumani, e poi decidono di andare a cercarli.

“Batman v Superman: Dawn of Justice”, come ogni cinecomic che si rispetti, lascia diverse questioni irrisolte: dopo essere stato ucciso nello scontro con Doomsday come farà Superman a tornare in vita (il suo ritorno è pressoché scontato visto che il personaggio è stato già annunciato per i due film “Justice League” parte 1 e 2, ed è difficile che appaia esclusivamente tramite flashback)? Sarà Flash a salvarlo tornando indietro nel tempo? E a chi alludeva Lex Luthor quando parla con Batman dopo essere stato chiuso in carcere? E come deciderà di procedere Bruce Wayne nel suo progetto di reclutamento dei metaumani?

Questo nuovo film della DC Comics e della Warner Bros potrebbe far storcere il naso a molti, il ritmo troppo lento e confusionario della prima parte potrebbe penalizzarlo nelle valutazioni. Tuttavia questa pellicola va vista in un’ottica diversa, non è un film auto-conclusivo bensì il secondo capitolo di una storia che da qui ai prossimi anni verrà arricchita con tanti altri film che andranno sicuramente a chiarire le questioni lasciate in sospeso. La DC Comics ha deciso di optare per una strategia diversa, ha buttato nella mischia quasi tutti i protagonisti sin da subito, lasciando molti interrogativi nel tentativo di invogliare il pubblico a tornare in sala per assistere alla continuazione di una saga che punta a far concorrenza, e a battere, gli “Avengers” di casa Marvel. Sarà la strategia vincente? Ai posteri l’ardua sentenza.



Gabriele Fardella