L’hotel che ricrea le ambientazioni e l’atmosfera del Grande Gatsby

In #Lifestyle by Francesca Valentina Troiano Comments

Il Faena Hotel di Miami occupa l’area dell’ex Saxony Resort, l’hotel che, negli anni ’40, diede vita all’opulento insediamento di South Beach, chiamata anche “The American Riviera”. Oggi l’hotel ha avuto nuovamente vita, vantando la bellezza di 58 stanze, 111 suite e 2 penthouses, con uno stile ispirato all’Opera e al Chateau Marmont di Los Angeles, un eclettico mix di Art Deco in perfetto stile Fitzgerald e gusto sudamericano dell’ospitalità. Si deve poi aggiungere un teatro per il cabaret, un cinema da 36 posti, una cantina di vini, una SPA con hammam, e un ristorante, situato sotto una cupola, con vista sull’oceano.

Alan Faena e la moglie, Ximena Caminos, curatrice artistica del progetto, sono ormai la coppia più potente di Miami. L’Hotel rappresenta solo una parte dell’enorme progetto che in quattro anni, ha trasformato l’area della città nella mecca della cultura d’avanguardia.

L’Hotel ha visto coinvolto nella sua progettazione, come consulenti creativi, Baz Luhrmann e sua moglie, la scenografa Catherine Martin. La coppia è stata infatti coinvolta da Alain Faena al Festival di Cannes appena dopo la proiezione del Grande Gatsby e pare proprio che queste atmosfere abbiamo ispirato i lavori della coppia di Hollywood.

La richiesta infatti era quella di tradurre sia negli interni che nelle uniformi del personale, l’essenza della visione del Faena Hotel di Buenos Aires. Il Faena accoglie il viaggiatore come un Giano bifronte: la prima facciata, rivolta sulla strada, e la seconda, un vero concentrato di colore, invece verso la spiaggia privata. Tutto è studiato per far rivivere l’allegria della Miami degli anni ’30 e ’50. I coloratissimi parasoli sulla piscina dalla forma Deco fanno pendant con i tendaggi di velluto rosso, gli ottoni e i cristalli da alcova di lusso, degli interni. Ma l’ironia è sempre in agguato per sdrammatizzare il tutto: un esempio ne è la teca di cristallo, in giardino, dove fa bella posta di sé lo scheletro dorato di un piccolo mammut: “Gone but not forgotten” dice il divertente titolo dell’opera di Damien Hirst e Science Ltd.