Leonardo da Vinci: i misteri e i segreti di un genio

Benito Dell'Aquila

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Leonardo da Vinci è l’artista per eccellenza, le sue opere sono riconosciute come gemme dell’ARTE e la sua fama è cresciuta, diventando ineguagliabile.

Le tecniche sperimentate e sviluppate dal maestro hanno fatto scuola per tutti gli artisti successivi e la sua eredità d’ingegneria è STORIA. Inoltre le bizzarrie e le intuizioni futuristiche di Leonardo, in un’epoca così lontana dal vederle realizzate, hanno messo in luce la sua universalità. Nessun altro genio può vantare la stessa capacità intellettuale, nessun altro potrebbe reggerne il confronto.

C’è d’aggiungere che l’immaginario comune e un certo tipo di letteratura hanno fortemente alimentato il genio mistico di Leonardo da Vinci.

Le opere del maestro conterrebbero messaggi occulti ed i bozzetti futuristi delle sue invenzioni lo renderebbero anticipatore di secoli. Se da una parte c’è chi sostiene che Leonardo abbia dedicato se stesso alla scienza e alla sperimentazione per essere associato al mondo del mistico, dall’altra parte c’è chi, invece, vede proprio in questo l’esatto ritratto di un alchimista, un uomo dedito allo studio raffinato e custode di segreti.

Confrontarsi con l’enorme capacità di Leonardo da Vinci è complicato ed ingegnosi scrittori hanno saputo cogliere gli spunti che l’artista ha disseminato ovunque nei suoi lavori.

Tra le opere ritenute più misteriose e pregne di simboli, vi sono il Cenacolo e la Vergine delle grotte.

Cenacolo, Santa Maria delle Grazie, 1498

Il Cenacolo o Ultima Cena è un affresco conservato nella Chiesa di Santa Maria delle Grazie di Milano. Questa è forse l’opera più discussa dopo l’enigmatico sorriso della Gioconda.
L’affresco rappresenta in primo piano una lunga tavola con gli apostoli e Gesù al centro. Giochi di prospettiva rendono proprio Gesù il punto di fuga, il punto su cui ricade l’attenzione di chi guarda. Una rappresentazione sacra, ma che a parere di molti, nasconderebbe chiari messaggi.
La posizione di Gesù e dell’apostolo Giovanni, creerebbe una V, simbolo del femminino sacro. A tal proposito, i tratti gentili di Giovanni hanno fatto supporre si tratti di una donna, in particolare Maria Maddalena. Tali spunti hanno alimentato le teorie alla base del romanzo “Il Codice da Vinci” di Dan Brown.

La Vergine delle Rocce, di cui ne esistono ben due versioni diverse, è l’altro dipinto che racchiude un gran quantitativo di simboli. Le figure di Maria, Gesù, San Giovanni e dell’angelo si ritrovano all’ingresso di una grotta. I personaggi sono legati tra loro, in una sorta di cerchio fatto di gesti. La Vergine al centro volge lo sguardo e cinge Giovanni, Gesù con la mano benedice Giovanni mentre l’angelo si rivolge a chi guarda e indica il Battista. Tutti racchiusi in una piramide con a vertice Maria.

Vergine delle Rocce, Louvre, 1486

Proprio nella versione del dipinto conservato al Louvre di Parigi, alcuni notano un ribaltamento del classico modo di rappresentare i personaggi sacri. I due bambini sono molto simili e il gesto affettuoso di Maria lascerebbe supporre che protegga il figlio, mentre con l’altra mano benedica o allontani Giovanni. Lo stesso Arcangelo indicherebbe Gesù guardando gli spettatori, mentre sorregge il battista che benedice il Bambino. Ruoli capovolti, che lascerebbero supporre ad una visione differente di Leonardo. Soprattutto è l’importanza che viene data al mondo naturale a rendere questo dipinto ancora più allegorico e significativo.

A voler rendere ancora più intrigata la visione su Leonardo, sono in molti a sostenere che ci sia una grande somiglianza tra il Salai e altri personaggi dipinti dal maestro. Gian Giacomo Caprotti, detto il Salai fu allievo di Leonardo da Vinci e a dire del Vasari, suo unico allievo. Il Salai ha posato per la realizzazione di San Giovanni Battista, ma in molti rivedono lo stesso volto anche nel San Giovanni del Cenacolo, nella Monna Vanna e addirittura nella Gioconda.  A supporto di queste ipotesi vi è la somiglianza tra i volti raffigurati. Una ricerca sul quadro della Gioconda ha portato alla luce una curiosità. Negli occhi della Gioconda ci sono due lettere, una S ed una L. Per alcuni studiosi la S, sarebbe un chiaro omaggio al Salai, mentre la L potrebbe omaggiare Lisa Gherardini, la prima modella o lo stesso Leonardo.

1° San Giovanni Battista, 2* Gioconda, 3* Monna Vanna, 4 Bacco

Si tratta di teorie dibattute e con prove a favore e contrarie. Tutto questo, però, alimenta sempre di più il fascino di Leonardo da Vinci, rendendo l’artista sempre più amato dagli appassionati di misteri.