La Tintoretta: la pittrice dimenticata e senza opere

Benito Dell'Aquila

In ARTE / Benito Dell'Aquila / Comments

La Storia dell’Arte è costellata di donne, ma essere una donna e fare Arte non è mai stata cosa semplice. Marietta Robusti, detta la Tintoretta, incarna tutte le difficoltà dell’essere una pittrice in pieno Cinquecento. Lo stesso appellativo, la Tintoretta, racchiude l’esigenza di identificarla e associarla, ed un morbido tentativo di salvare il suo nome.

Marietta Robusti era la figlia di Jacopo Robusti, noto come il Tintoretto, grande esponente della scuola veneziana e ultima stella del Rinascimento italiano. Marietta era nata fuori dal matrimonio, ma non per questo meno amata degli altri figli. Da piccola era solita accompagnare il padre alla bottega, dove imparò l’arte del disegno e i segreti della pittura. La bravura crebbe al punto tale, che lo stesso Tintoretto si fece assistere in diverse occasioni. Il suo talento era evidente nella ritrattistica, tanto che fu richiesta alla corte del re Filippo II di Spagna e da Massimiliano II d’Austria. Entrambi gli inviti furono declinati, troppo legata ai suoi affetti o impedita dalla mano paterna, la stessa mano che la diede in sposa molto giovane.

Le cronache a lei contemporanee parlano della Tintoretta come una donna talentuosa nell’arte pittorica. Un’epoca, la sua, in cui le donne tentavano di imporsi e di ritagliarsi un posto in un mestiere occupato da soli uomini. Una bravura quella della Tintoretta che doveva pur esserci, per oltrepassare i confini della Serenissima e giungere in Austria e alla corte di Spagna, luoghi in cui i servigi di Marietta erano richiesti.

Oggi vi è una grande difficoltà nel rintracciare le sue opere. La sua mano viene confusa con le altre bravure della bottega paterna e resta difficile restituirle opere e stile. La Tintoretta resta una pittrice senza opere. Si sono susseguiti diversi tentativi ipotetici e la critica d’arte ritiene possa essere di sua mano il ritratto di una giovane donna, forse un autoritratto. Una donna davanti ad una spinetta che regge una partitura di un madrigale. Il quadro è oggi conservato agli Uffizi di Firenze.

Secondo Vida Hull, una storica dell’arte americana, sarebbe da attribuire alla Tintoretta anche un ritratto d’uomo con bambino. Sebbene l’opera sia considerata tra i migliori ritratti di Jacopo Robusti, la sigla M, presente sul dipinto, smentirebbe ciò, attribuendolo a Marietta.

Storia curiosa, invece, è quella sulla Presentazione di Maria al Tempio nella chiesa della Madonna dell’Orto. Questa storia, già tramandata nel XVII secolo, racconta che il Tintoretto avesse ritratto Marietta e la madre all’interno del quadro. La vicenda, tratta da un vangelo apocrifo, racconta la storia di Maria che viene accompagnata al Tempio dai genitori. La scena viene rappresentata dal basso, dai gradoni del tempio, con una donna che indica alla figlioletta la scelta della Vergine. E’ proprio in queste due figure che vengono riconosciute la Tintoretta con la madre. Un’opera questa che coinvolge lo spettatore e che lo stesso Vasari, duro critico del Tintoretto, apprezzò molto.

La storia della Tintoretta si concluse ben presto, dopo la morte del piccolo figlio. Non sono chiare le cause del decesso, forse un tumore o probabilmente di parto. Oggi la Marietta Robusti è sepolta nella chiesa di Santa Maria dell’Orto a Venezia, insieme al padre Jacopo.