“La teta protesta”: quando l’arte si schiera

Una lente d’ingrandimento dentro la vita delle donne: è questa l’arte di Julian Landini. Pezzi di vita ritagliati dalla quotidianità, ispirazioni semplici che vogliono stupire. Penne, matite, vernice, acquerelli, il talento nelle mani di questo artista e il gioco è fatto!

Sono volti vivi, espressivi, a volte stanchi. Come una fotografia improvvisa, in cui non abbiamo il tempo di metterci la maschera di come vorremmo apparire, i disegni di Landini navigano dentro la realtà. Non schiave della bellezza, delle buone maniere, del “pancia in dentro e schiena dritta” che abbiamo sentito dire, ma donne che si mostrano per quello che sono, senza nascondere nulla, né il proprio corpo, né l’ estati o la rassegnazione sui loro visi.

Guardano chi le ha disegnate, si perdono nelle proprie riflessioni, in tutte le piccole cose, i dettagli che rapiscono un po’ di noi, ogni giorno. Così, ogni disegno ci lascia la possibilità di immaginare cosa è successo prima e cosa dopo quell’attimo incastonato dall’arte.

La ragazza che arrossisce, forse, al ricordo di qualcosa, quella che beve il tè e pensa, la donna che si avvicina al giradischi e così via. Possiamo costruire una storia, magari anche vicina alla nostra, per ognuna di loro.

Vicino alle donne e, quindi, vicino anche alle lotte delle donne, Julian sta partecipando alle proteste in Argentina contro la censura al topless. Infatti, dopo l’intervento della polizia a Necochea, località di mare, contro alcune ragazze colpevoli di esporsi al sole senza la parte superiore del bikini, si sono scatenate le manifestazioni al femminile, quelle che ribadiscono ancora, ancora e ancora che esiste la diseguaglianza tra uomini e donne.

E, se le argentine hanno protestato a seno nudo, Julien protesta spogliando le sue muse. Figure in topless che si coprono gli occhi, disegni che sfondano le false moralità e i muri pesanti delle case dei bigotti.



Alessandra Nepa