La casa degli specchi, elegante abitazione infestata dai fantasmi

Questa è una di quelle storie che va letta con beneficio del dubbio, anche perché di riferimenti su nomi e date ce ne sono pochi.

A Cadice (in Spagna), nei pressi della Torre Tavira, c’è una casa ormai disabitata da almeno una cinquantina di anni che ad un turista non dice nulla di che, ma a cui gli abitanti della città evitano di avvicinarsi. È conosciuta come “La Casa de los Espejos” (La Casa degli Specchi) e solo i ragazzini in cerca di brividi o gli amanti del mistero provenienti da fuori città cercano di intrufolarsi al suo interno forzando le inferriate delle finestre.

Dall’esterno è tutto sommato piuttosto curata e sembra che il tempo sia molto clemente nei suoi confronti: si tratta di un’elegante casa a tre piani con un’architettura barocca e pare davvero un peccato che sia lasciata all’incuria e in totale abbandono.

Le voci vogliono che la casa sia infestata dallo spettro di una giovane e bellissima ragazza che uccide chiunque tocchi o rompa uno dei suoi specchi che ancora sarebbero appesi alle pareti in tutta la casa.

La leggenda, perché di questo si deve parlare, narra che all’inizio del 1900 vi andò a vivere un ammiragli della marina spagnola assieme alla moglie e una figlia avuta da una relazione precedente al matrimonio. Il lavoro dell’uomo gli imponeva spesso lunghi viaggi e di conseguenza doveva stare lontano da casa per lunghi periodi; si dice che, almeno inizialmente, la moglie e la figliastra 15enne andassero tutto sommato d’accordo, o almeno accettarono di convivere per amore dello stesso uomo.

L’amore dell’ammiraglio per sua figlia però era superiore ad ogni altro sentimento, persino quello per la sua consorte, e ciò ben presto fu chiaro anche a lei, nonostante cercasse in tutti i modi di assecondarlo quando era a casa. Ma l’ammiraglio aveva per la sua Liana (il nome gliel’ho dato io) una vera adorazione ed era solito vantarsi con i colleghi e amici di avere come figlia la ragazza più bella della Spagna; si dice che ogni volta che partiva per un viaggio le lacrime rigassero le sue guance e che ogni volta che tornava a casa le portava uno specchio come segno del suo profondo affetto per lei e affinchè Liana stessa si rendesse conto di quanto fosse bella.

Col passare del tempo la casa si riempì di specchi, tutti costosi e fatti amano; la ragazza si divertiva a passeggiare per la sua casa e ad osservare la propria immagine riflessa in ogni specchio, ma la cosa iniziò a disturbare la matrigna che, al contrario, doveva fare i conti con gli effetti dell’età e la bellezza che iniziava a sfiorire.

La donna odiava dover vedere se stessa in quegli specchi perché ogni giorno che passava mettevano in risalto una ruga che prima non c’era. Quella rabbia divenne depressione e poi gelosia per la giovane e bella Liana, che al contrario diventava sempre più bella e sempre più donna; tutto sfociò in risentimento e spesso in litigi anche per le cose più futili.

Il rapporto tra matrigna e figlia fu irrimediabilmente compromesso e all’ennesima volta che l’ammiraglio si vantò con i vicina della bellezza delle figlia, la donna si convinse a liberarsi della bella Liana. Attese che l’ammiraglio ripartisse per il prossimo viaggio, e poi avvelenò la cena della figliastra: Liana soffrì per giorni in preda a dolori lancinanti, sanguinamenti dalla bocca e dagli occhi e infine morì. La donna era convinta che togliendo la figlia di mezzo lei e suo marito avrebbero riacceso il loro amore, ma al ritorno l’uomo non ebbe la reazione sperata.

La donna disse che Liana aveva contratto una malattia orribile e, nonostante avesse tentato ogni cura, era morta mentre lui era via. L’ammiraglio fu completamente devastato dalla perdita: si ritirò a vita privata e trascorse gran parte dei suoi giorni seduto nella camera da letto di sua figlia piangendo amaramente.

Una sera, mentre l’uomo si stava asciugando le lacrime di dolore, gli capitò di guardare in uno degli specchi appesi alla parete della camera da letto e ciò che vide lo fece tremare di paura: al di là dello specchio c’era la figura spettrale della sua amata figlia che gli mimò il modo in cui era stata uccisa dalla matrigna. Riflessa nello specchio, vide la moglie avvelenare un bicchiere e offrirlo a sua figlia; poi vide la figura di Liana, questa volta con sangue che fuoriusciva dalla bocca e dagli occhi e infine nuovamente la moglie che gongolava al capezzale della figlia morta.

Scioccato e pieno di rabbia, l’ammiraglio prese la sua pistola, corse al piano di sotto e uccise la moglie, per poi andare a confessare tutto alla polizia. La casa da allora risulta abbandonata, ma al suo interno le pareti sarebbero ancora coperte di specchi.

Le persone che vivevano nelle vicinanze hanno più volte affermato che a tarda notte si potevano sentire urla agghiaccianti e pianti provenire dal vecchio edificio: dicevano che erano urla di dolore di una ragazza e che erano talmente spaventose da far loro cercare un’altra sistemazione. Alcuni affermano di ombre vaganti e di una figura eterea che di tanto in tanto si mostrerebbe attraverso le fessure delle persiane e di movimenti non ben definiti visibili attraverso le fessure nel legno degli scudi e delle finestre del terzo piano.

Negli ultimi anni, nonostante la casa sia recintata da un muro piuttosto alto, in molti hanno scavalcato e hanno forzato le inferiate del piano terra; alcuni hanno affermato che all’interno ci siano ancora degli specchi, sebbene la maggior parte sia distrutta e in frantumi sul pavimento, ma la cosa più inquietante è che più di un curioso si è presentato in chiesa scosso affermando di aver “disturbato” l’anima di Liana.

Qui ci sono due aneddoti che di solito si raccontano a riguardo: il primo dice che un ragazzino si intrufolò in casa per rubare qualcosa di valore, ma accidentalmente ruppe uno degli specchi e quando osservò la sua immagine nei frammenti a terra vide il volto di una ragazza morta arrabbiata che lo fece scappare a gambe levate; il secondo invece parla della sensazione di essere osservati quando si entra in casa e di poter vedere con al coda dell’occhio una figura femminile che osserva da oltre gli specchi appesi alle pareti.

A Cadice la storia della Casa degli Specchi è molto famosa e la maggior parte di quelli che vivono nella zona non ci si avvicinano, specialmente di notte; per contro la leggenda stuzzica molti giovani e non è raro che qualcuno sfidi qualcun’altro a dimostrare il proprio coraggio nel rimanere più a lungo possibile all’interno della casa.



redazione