Intervista a Mario Più, il “Fatboy Slim” italiano

Classe 1965, con la sua musica ha fatto ballare migliaia di persone. Ad oggi dj e Producer, è cresciuto nella culla della musica progressive e techno del nostro Paese, la toscana.

Durante questi oltre trent’anni di attività, ha suonato nei club più famosi della penisola, tra cui il Jaiss, l’Insomnia, l’Imperiale, l’Ecu, riuscendo a vantare il soprannome di “SuperMario Nazionale”. Mario è diventato poi conosciuto in tutto il Mondo, ed ad oggi vanta dj set in locali di spicco come il Privilege di Ibiza,  l’Arc di New York, L’U60 a Francoforte.

Nel 1999 ha conquistato il quinto posto nella Sales Chart inglese, con le oltre 200mila copie vendute di “Communication”. Nel 2001 ha raggiunto il  54esimo posto della DJ Mag Top 100. Le collaborazioni con produttori importanti non sono state certo da meno: da Mauro Picotto, a Scott Bond, sino all’amico e collega Joy Kitikonti. Con quest’ultimo ha creato “Light My Fire”, rifacimento in versione elettronica del celeberrimo pezzo dei Doors, firmato con lo pseudonimo Roctronick Orchestra.

Vent’anni fa, insieme ad alcuni amici-colleghi come Franchino, Ricky le Roy, Luca Pechino e anche Joy Kitikonti ha creato “Metempsicosi”. Molto più di un’agenzia o di un brand. Una filosofia che ha portato un grande riscontro da parte del pubblico che si è rinnovato durante questi lunghi anni, dimostrando sempre interesse nei confronti di questo mondo musicale.

 Come e quando hai deciso di approcciarti alla musica elettronica?
 Ho iniziato ad amare la musica dance fin da giovanissimo, alla fine degli anni 70 primi anni 80 ai tempi dell’Earth Wind and Fire per capirsi. Nel tempo ho continuato a seguire con passione i Dj’s di quel periodo fino all’avvento della musica elettronica, momento in cui decisi di tentare ed intraprendere la carriera di dj. Sentivo che il cambiamento era nell’aria, stava per nascere un movimento musicale che sarebbe diventato storico, eravamo agli inizi del clubbing, pertanto c’erano possibilità di farne parte. E fortunatamente ebbi ragione.
25 anni fa, con dj come Ricky le Roy, Farfa e la voce di Franchino, in club come l’Insomnia e l’Imperiale, avete fatto ballare una generazione di italiani. Com’è cambiato il mondo del clubbing italiano d’allora ad oggi?

Come dicevo prima, in quel periodo tutto appariva come una novità, tutto era nuovo e da scoprire, sia nelle moda che nella musica, che nei club. Oggi è tutto semplice da trovare anche online; credo che questo sia uno dei motivi per cui le nuove generazioni non provino più grande entusiasmo verso il mondo della notte e tutto ciò che lo circonda.

Con il progetto Metempsicosi avete creato un’etichetta che vi ha consentito di rimanere sempre riconoscibili sul mercato. Qual è la vostra filosofia?

Oggi i brand nascono e muoiono con grande velocità. Metempsicosi non è così, e io credo che alla base della longevità ci sia sicuramente anche l’amicizia che ci unisce da anni e si sa, l’unione fa la forza. Poi oltre questo c’è anche la grande attenzione verso il pubblico, nessuno di noi suona per se stesso, alle serate Metempsicosi la gente si diverte e noi andiamo nei locali proprio con questo spirito.
 Hai suonato nelle discoteche più famose del mondo, ma qual è il luogo dove ti è piaciuto di più farlo?
Oltre all’Italia, il Sud America, in particolare la Colombia, è uno  dei Paesi dove mi sono sempre divertito a suonare, la gente sente la musica dentro.
I vinili hanno un fascino unico e tu ne sei un sostenitore ed un amante. Come utilizzi le nuove tecnologie per non allontanarti troppo dalla vera tradizione musicale?
Il vinile ha sempre il suo fascino ed è vero, però nel 2017 in piena era digitale e bisogna essere consapevoli che è ormai un supporto del passato. Nonostante tutto non disdegno di partecipare a serate classic con i vinili, oppure ad usare Traktor con Vinyl Timecode.

La conquista più bella di tutti questi anni?

Ci sono stati vari momenti significativi e molto belli nella mia carriera. Come produttore, per esempio, aver raggiunto con un mio pezzo la posizione 5 e la 15 nella Top 75 di vendita in Inghilterra è stata senza dubbio una conquista, come dj sono stato nominato per cinque anni volte nella Top 100 di Dj Mag,  in un periodo in cui esserci contava molto. Ma pensandoci ne avrei veramente tanti di obiettivi raggiunti.
Con la Media Records è partito il tuo nuovo progetto “Neurals”. Di cosa si tratta?
 Una nuova label, dedicata a prodotti dalle sonorità trance in tutte le sue derivazioni: progressive, uplifting, technotrance. Il mio intento è di portare in Italia quel sound che in passato avevamo reso grande con la BXR, però aggiornato ai giorni nostri.

 Cosa bolle in pentola per questo 2018?

Discograficamente ho diversi progetti per il 2018, specialmente con Media Records e G.Bortolotti, ma preferisco svelarli in corso d’opera. Per quel che riguarda Metempsicosi, sicuramente in programmazione ci sarà un nuovo tour che farà tappa nei migliori club d’Italia come sempre.

Per seguire Mario e lo Staff Metempsicosi: http://www.metempsicosi.com



Sharon Santarelli