Intervista agli Alterego: il duo musicale dalle tematiche profonde

Un ragazzo e una ragazza accomunati dalla passione per la musica. Scopriamo insieme qualcosa di più sul duo Alterego che quest’estate ha esordito con il pezzo Panico. Il 4 settembre è inoltre uscito il loro nuovo singolo Maschere in cui si racconta di un uomo e della sua crisi di identità che risolve con una maschera che in realtà non gli appartiene. Come raccontano, Maschere è una delle prime canzoni scritte ed è quindi il vero inizio della loro carriera musicale. Come con Panico, l’obiettivo è ancora una volta quello di far riflettere chi ascolta. Insomma non potevamo non intervistare questi due ragazzi che mettono in musica tematiche così originali e profonde.

Perché vi chiamate così?

Il nome deriva dalle tantissime cose che ci distinguono, che però riescono ad intrecciarsi quasi alla perfezione. Al di là delle differenze caratteriali, abbiamo percorsi davvero antitetici: Asia ha studiato musica classica e si è laureata in pianoforte, Leonardo è totalmente autodidatta ed è nato con la musica Country. Inoltre Asia ha una voce molto delicata e sottile, Leonardo molto forte e scura, due timbri estremamente diversi ma che insieme si bilanciano perfettamente. Poi siamo un ragazzo e una ragazza… insomma, ci sono davvero tante cose su cui siamo uno il polo opposto dell’altra, ma ci compensiamo totalmente a vicenda, proprio come pezzi di un puzzle. Quando le nostre personalità si incontrano si crea qualcosa di unico, e di incredibilmente forte, si forma una sinergia bellissima.

Ingegneria e musica: come riuscite a conciliare queste due realtà?

Con tanto impegno. Cerchiamo di fare sempre tutto al meglio, sono due realtà che ci appartengono. Se da un lato vorremmo concludere il percorso nel migliore dei modi, dall’altra allo stesso tempo cerchiamo di andare sempre più forte sperando che un giorno la musica possa prevalere e farci evadere nel modo più bello di tutti.

Nella vita siete una coppia o solo ottimi amici e compagni di musica?

Abbiamo iniziato come amici, ma poi abbiamo scoperto sempre più cose l’uno dell’altra, ci siamo appassionati insieme a questo progetto e piano piano ci siamo avvicinati sempre di più. Ora stiamo insieme, e possiamo dire che la sensazione che si prova nel condividere una passione così grande con il proprio partner è assolutamente indescrivibile.

Vi ricordate la prima volta su un palco? Che emozioni avete provato?

Grandissima emozione, eravamo in un locale di Roma e ci dovevamo esibire con delle cover. Avevamo provato tanto, ma il duo era nato da davvero poco tempo. Avevamo paura da una parte ma ci siamo sciolti subito e ci siamo divertiti tantissimo. È un giorno che non scorderemo.

Il 6 luglio è uscito il vostro singolo Panico, che parla di disturbi legati allo stress, all’ansia e appunto al panico. Quanto è importante parlare di queste tematiche oggi?

In questo periodo sicuramente più che mai, è un modo per essere vicini alle persone che ne soffrono e poterlo affrontare insieme. Il Panico è un argomento di cui si parla poco soprattutto in musica ma che in realtà è molto frequente nella vita di tutti i giorni. Il nostro obiettivo è stato fin da subito quello di voler creare questo brano in maniera tale che le persone soggette a questo tipo di problemi potessero trovare conforto e forza e anche per far capire a chi non ne soffre cosa significa. Per questo la canzone è in gran parte descrittiva. Speriamo di essere riusciti nell’intento.

Come avete raccontato il testo nasce da una realtà autobiografica, in quanto Asia ha sofferto di attacchi di panico. Quale consiglio vi sentite di dare a chi vive questa situazione? Asia come hai affrontato questo problema?

Diciamo che il segreto è razionalizzare ciò che sta succedendo, capire che in realtà tutto il “rischio” e le paure sono solo nella nostra testa, per cui dobbiamo assolutamente fermare i pensieri e, come diciamo nella canzone, non pensarci più. Effettivamente il segreto è proprio questo, fare in modo di trovare la chiave per “spegnere” la mente e focalizzarci su altro, capire che non siamo in pericolo, che nessuno ci sta facendo del male ma che è tutto frutto della nostra testa.

Nel momento in cui realizziamo questa cosa, allora il problema si riduce quasi completamente.

Porto ad esempio un mio aneddoto stupido ma efficace: ho sempre detestato le saune perché avevo il terrore di rimanerci chiusa dentro. Quelle poche volte che ho tentato di entrarci, mi salivano ansia e panico ed uscivo subito terrorizzata. Un giorno però ho deciso di affrontare questa cosa e una volta entrata mi sono detta:” ok hai paura di rimanere bloccata dentro? Bene, e anche se succedesse? Beh, rompi il vetro, oppure premi il pulsante di aiuto, sicuramente qualcuno viene ad aiutarti, puoi starne certa. Risultato? Non ti succede nulla, in qualsiasi caso, che tu rimanga bloccata oppure no”.

Questa banale riflessione mi ha fatto rendere conto del fatto che effettivamente non ero in pericolo in nessuna maniera, ma che era tutto nella mia testa, quindi sono riuscita ad affrontare il problema e a fare la mia prima sauna di ben 15 minuti, a differenza dei soliti 10 secondi di sempre!

Comunque questo è per dire quanto è importante rendersi realmente conto della logica dei nostri pensieri, quanti sono effettivamente realizzabili e quanti invece sono solo paure senza fondamenta.

Cosa vi aspettate dal futuro?

Aspettative meglio non farsene, di speranze e sogni però ne abbiamo tanti. Vogliamo far arrivare la nostra musica a quante più persone possibili. Speriamo che questo possa essere il nostro futuro e non smetteremo mai di crederci, di impegnarci e di dare alla musica qualcosa di nostro.



Eleonora Corso