Ph. Emanuele Reguzzoni

Intervista a Tolkins: “Mojito è la metafora della persona ideale da amare!”

All’anagrafe è Mattia Del Conte, ma per il suo percorso musicale ha deciso di chiamarsi Tolkins.

Il 28 agosto ha pubbliato il singolo “Mojito”, scritto dall’icona della musica eurodance degli anni ’90 Sandy Chambers e prodotto dal chitarrista dei Bluevertigo Livio Magnini.

Il singolo è in inglese e intende portare in Italia un “mood” spensierato e allegro, perfetto per questo periodo sul finire dell’estate. Tolkins oltre che comporre le proprie canzoni, da anni è un collaboratore del Sinergy Studio di Milano che si occupa di produzioni discografiche, colonne sonore e arrangiamenti.

 

Benvenuto a Social Up! Tolkins raccontaci com’è nata la tua passione per la musica? 

 

La mia passione nasce da ragazzino, quando andavo a vedere le band live al Pub di mio zio e restavo a bocca aperta vedendo tutta quella energia e i sorrisi stampati sulla faccia delle persone sotto il palco.
Così ho deciso di iniziare a studiare chitarra classica, ma mentre tutti ai saggi portavano Bach, io mi ostinavo a portare brani rock riarrangiati, quindi la mia strada è andata in una direzione diversa.
Come tantissimi ragazzini della mia generazione ho iniziato a suonare e cantare in band Punk-Rock sognando di essere come i Blink182, i Green Day e compagnia bella.
Da lì ho iniziato a suonare in varie formazioni e ho aperto la mente a tanti generi diversi abbracciando mondi a cui non avrei mai pensato anni prima.
Sono sempre stato un grande ascoltatore di musica, di qualsiasi genere, Rock, Funk, Elettronica, Classica, Blues, Hip Hop e chi più ne ha più ne metta 🙂
Ad oggi sono arrivato ad una maturità di ascolto che mi fa andare oltre i generi…se una cosa è bella, è bella. Se una cosa è brutta..magari è bella per qualcun’altro.
La musica è un’esperienza totalmente soggettiva ed è proprio il suo bello.

 

Quando hai scoperto di avere questo talento e che avresti voluto farlo diventare un lavoro?

 

Ho iniziato a capire che potesse diventare un’opportunità quando ho firmato il mio primo contratto discografico. Avevo 18 anni e con la mia band di allora ho firmato un contratto che mi ha dato tante opportunità e mi ha permesso il lusso di condividere il palco con grandi Artisti ed imparare molto su questo mondo.
Nella vita faccio molte cose oltre al musicista, questo perchè preferisco sempre mantenere la mente occupata in ambiti diversi e sfruttare la mia creatività in tanti progetti che poi mi regalano spunti per scrivere nuove cose.
Oltre al lavorare sulla mia musica mi piace collaborare con altre realtà sia in progetti live, sia di scrittura, come la composizione di colonne sonore e soundtrack per l’audiovisivo.

Perché hai scelto come nome d’arte Tolkins?  

 

In realtà è stata una scelta del tutto casuale. Stavo cercando un nome per il mio progetto da solista, ma come spesso accade non trovavo quello giusto. Allora mi è venuto in aiuto il mio amico e collaboratore Richard Aardenburg che mi ha detto: “Hey, a me piace TolKins, dovresti chiamarti così” e così è stato. Nessuna storia pazzesca o significati particolari, suonava bene 🙂 

 

“Mojito” è il tuo nuovo singolo. Ci racconti com’è nato e qual è il suo messaggio?  

 

Mojito è un brano nato quasi per scherzo nel backstage di un concerto, un anno fa, con cui voglio raccontare con ironia, attraverso la metafora dei “drink”, l’amore per una persona.
Nella vita incontriamo tante persone, che possono piacerci in modi diversi, ma alla fine capiamo che solo una è la nostra persona preferita, quella che nonostante tutto sceglieremo sempre, ogni giorno, anche ad occhi chiusi: il nostro “Mojito”.
Sono un grande amante dei piaceri della vita. Amore, musica, viaggi e sono un grande amante dei drink, penso che bisognerebbe lanciarsi e provare sempre cose differenti per poter fare delle scelte consapevoli e trovare la nostra vera strada e poter cantare a tutta voce: I’m in love with Mojito!

 

Come avviene il processo di scrittura di una tua canzone?  

 

Solitamente parto da un giro di chitarra o guitalele su cui scrivo una melodia, solitamente in “Fake English”.
Quando il pezzo “Suona Bene” scelgo una tematica e inizio a svilupparla scrivendo la bozza di testo.
Arrivato a questo punto solitamente mando il brano ad uno dei miei collaboratori che scrive il testo definitivo.
Preferisco sempre collaborare con qualcuno che padroneggi molto bene la lingua quando si tratta di brani scritti in inglese.
Se il pezzo mi convince, lo mando al produttore per iniziare ad arrangiarlo e quindi registrarlo in studio.

  

Cosa c’è in agenda per i prossimi mesi?  

 

In questi mesi complicati, parlare di futuro risulta sempre molto complicato purtroppo. Ho già pronti altri 3 brani che usciranno nei prossimi mesi ed è in programma un ritorno live con la mia band, si spera nel 2021.

Presentare la musica live è fondamentale e soprattutto è la parte più divertente, quindi non vedo l’ora!



Sandy Sciuto