Intervista a Silvia Federica Boldetti: una campionessa nel mondo come nella vita

Alessia Cavallaro

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Noi di Social Up siamo innamorati della cucina. Per noi il cibo è tutto, non solo nutrimento, ma anche passione, colore, vita. In tante nostre interviste abbiamo avuto la possibilità di parlare, o meglio chiacchierare, con tantissime figure di spicco, ma oggi abbiamo avuto l’onore di poterci fare raccontare in prima persona la vita di una campionessa, sia mondiale, che nella vita, per quanto lei, in realtà, sia timida ad ammetterlo.

Silvia Federica è così: spontanea, genuina, combattiva. Non sarebbe dove si trova adesso se no, con una medaglia d’oro al collo, un libro in edicola, un programma televisivo (“Il Favoloso mondo di Silvia”, Gambero Rosso) e un sito, in cui si racconta e ci racconta della sua vita a 36o gradi.

credits Giovanni Panarotto per Italian Gourmet

 

Lei dice di sè: “Sono un’anima innamorata della vita, sognatrice, consapevole del non voler perdere nessun istante tra quelli che ho a disposizione, scegliendo di non vivere mai e poi mai nella vita che non vorrei.

Alla domanda “Che lavoro fai?” voglio poter rispondere “Quello che amo e che mi rende felice”. Per questo non mi definisco né pasticcera, né scrittrice, né mi incasello in una professione che mi tarperebbe le ali.

Non ci sono punti di arrivo e definizioni, posso però dire con certezza di non voler scegliere tra pasticceria e scrittura. Tra una penna e una frusta. Tra un foglio pieno di inchiostro e una ricetta. Tra punti e virgole e bilanciature. Perché sono fantasia. Entrambe creatività. Comunicare con mezzi diversi. Volare via e senza limiti. Due metodi di espressione e due specchi di una personalità. Due modi per non fermarsi e per non sentirsi mai arrivati. Sono le due metà di me.

E quindi sono anche pasticcera, sono anche scrittrice, ma soprattutto sono chi ha deciso di non incasellarsi in una professione, credendo che la vita sia qualcosa da vivere a 360°.

E così nasce la mia figura, in evoluzione continua: immersa in un mondo di pasticceria, ma non solo fisicamente preparando dolci, bensì la racconto, la spiego e la comunico. E non racconto solo quella, ma scrivo e scrivo parlando di emozioni, di sogni, di me. E’ il mio lavoro, la mia passione, è quello di poter condividere le mie competenze anche con gli altri, non solo attraverso una ricetta, ma attraverso la comunicazione che dietro tutto il nostro lavoro si nasconde, affinché nemmeno un grammo della nostra energia vada sprecato, ma possa essere veicolato esattamente verso l’obiettivo che desideriamo.”

Tutti ti conosciamo per la tua vittoria ai campionati mondiali di pasticceria 2016, ma chi è nella vita di tutti giorni Silvia Federica?

Un disastro, una sognatrice, una donna che è felice di guardare spesso il mondo ancora con una bambina. Una che non si piace ma sa di avere il cervello, che vive con i colori addosso e negli occhi perché la vita, anche quando fa schifo, le sorrida comunque. Una ragazza che insegue i sogni e la felicità a perdifiato, nonostante ogni tanto abbia scivoloni stratosferici. E’ una che scrive perché ama farlo e che non sa ancora cosa farà, chi sarà e dove vivrà da grande. E che non ha peli sulla lingua nemmeno quando dovrebbe.

credits Giovanni Panarotto per Italian Gourmet

Tra i tanti dolci che prepari, ce n’è uno che ti sta più a cuore, magari perché legato ad un ricordo d’infanzia?
Ricordo d’infanzia no. Più a cuore… non saprei… mi stufo in fretta delle cose perché, una volta che le fai, diventano passato e sono sempre proiettata verso il passo successivo. Forse il dolce più bello e che mi abbia più soddisfatto è l’anello del concorso, un esplosione di freschezza tra lampone passion fruit e cioccolato, glassato rosso lampone e sorretto da un anello in zucchero tirato. Quello, credo fosse davvero meraviglioso e raramente lo dico di qualcosa che faccio.
La vita è fatta dagli abbinamenti più impensabili che però spesso funzionano alla perfezione: quali sono due ingredienti che secondo te creano un connubio sensazionale?
La Nutella sulle patatine vale?  Scherzi a parte, adoro le arachidi salate con il cioccolato al latte. E’ uno dei miei cioccolatini preferiti.
Ami scrivere, lo si legge da come lo fai e da quello che sei in grado di trasmettere quando riporti nero su bianco i tuoi pensieri: com’è nata questa passione?
Non credo nasca, è semplicemente il modo con cui riesco a esprimermi meglio. Credo sia qualcosa di innato, non una dote, semplicemente un “modo”, come chi, con una matita in mano, crea capolavori senza aver mai studiato disegno.
Essere campionessa mondiale di pasticceria dev’essere stata una delle emozioni più grandi della tua vita. Ti aspettavi di arrivare alla medaglia d’oro quando hai deciso di parteciparvi?
Aspettavo no, perché a priori non si sa nulla, ma ho intrapreso la strada con quell’obiettivo. Se fai un concorso del genere e investi più di un anno della tua vita sacrificando molto del resto e non punti a vincere, credo sia gran parte di tempo sprecato. Con questo non dico che devi vincere per forza, ma quello deve essere l’obiettivo che percorri senza risparmiarti.
Oggi la maggior parte dei dolci cercano di reinterpretare grandi classici della pasticceria in veste moderna. Cosa ne pensi di questa chiave di lettura? Preferisci inventare o reinventare ciò che proponi?
Non sono prettamente d’accordo con l affermazione, in ogni caso tutto nasce da spunti ma il bello è inventare ciò che si secondo la propria indole. Ho sempre odiato chi copia e ancor di più chi spaccia per proprie idee di altri. Ancor di più se chi lo fa è un formatore che quindi  dovrebbe insegnare e trasmettere la propria personalità agli altri. Mi piace essere me, anche se a qualcuno, e più di qualcuno, non piaccio, ma so di essere coerente con me stessa e lasciare il fumo da parte per essere più arrosto che posso.
Per chi, come te, possiede un’enorme passione per la cucina, che percorso potrebbe intraprendere? Che consigli avresti da dare a giovani che vorrebbero ricalcare le tue orme?
Di non risparmiarsi mai e di seguire davvero quello che desiderano. Anche se non sarà facile, anche se non avranno l’appoggio della famiglia, del fidanzato, degli amici. Quando si fanno delle scelte si mette sempre sul piano della bilancia ciò che per noi conta di più e ciò che conta meno. Se credete ne valga la pena, allora è bene non mollare. E vale per qualsiasi ambito, non solo per la cucina e la pasticceria. E poi non bisogna aspettare. Nessuno ci regala nulla e le cose non “accadono”. Siamo noi artefici della nostra vita, quindi vale la pena provarci, ovunque ne si intravede la possibilità.