Intervista a Paolo Cellammare – Il regista geniale dal “talento culinario”

Claudia Ruiz

In SPETTACOLO / Claudia Ruiz / Comments

Fotografo per passione, regista per vocazione Paolo Cellammare, classe ’80, ha davvero un talento innato per la fotografia cosplay e il racconto di storie fantastiche.

Ha immortalato alcuni tra i più bei cosplay di sempre ed ora conosciuto per i suoi video su YouTube in cui recensisce film e ideatore di Cotto e Frullato condotto da Maurizio Merluzzo, un duo davvero esplosivo. Il format ha avuto un notevole successo tanto da vincere il Los Angeles Web Festival 2014 come Miglior Serie “Cotto & Frullato”, Miglior Attore Protagonista “Maurizio Merluzzo” e Miglior Sceneggiatura “Paolo Cellammare”.

Cotto e Frullato ha portato i due alla creazione di un Film che ha avuto grande successo di critica e incassi: Cotto & Frullato Z – The Crystal Gear. La pellicola vedere Maurizio Merluzzo chef del web convinto che non ci sia un modo migliore per gustare il cibo se non frullandolo. Durante le ultime puntate della sua web serie un hater psicopatico dal nome Nino Seiseisei lo rapisce. Intrappolato in un mondo artificiale, il nostro eroe cercherà di liberarsi e di ottenere vendetta grazie all’aiuto di bizzarri personaggi.

Abbiamo chiesto a Paolo Cellammare di raccontarci della sua carriera, dei suoi lavori e dei futuri progetti.

Possiamo dire che nasci come fotografo e ti evolvi come regista. Quando è nata la tua passione per la cinepresa?

In realtà fin da ragazzino la mia naturale attitudine mi ha sempre spinto verso lo storytelling, e le mie passioni sono sempre state cinema, videogiochi e fumetti.
Il mio sogno era quello di poter fare dei film, ma al tempi era decisamente fuori dalla mia portata, iniziai quindi a sfogare la mia creatività con il disegno.
Ricordo che arrivai, nel periodo delle superiori a creare storie a fumetti che coinvolgevano i miei compagni e i nostri professori. Queste storie erano diventate talmente popolari e richieste che ci dedicavo un sacco di tempo durante le ore a scuola e non seguendo le lezioni un anno quasi rischiavo di essere bocciato.
Crescendo ho provato a girare più di un corto usando la mia prima videocamera, ma non avevo ancora le capacità per portarli a termine, soprattutto perché i miei amici non erano veramente coinvolti nel processo e il loro impegno era limitato. Quei progetti rimasero incompiuti, e la frustrazione fu tale che abbandonai il film-making per un po’, buttandomi sulla fotografia.
Facendo eccezione per un corto e un breve documentario, ho portato avanti la mia passione per la fotografia per un bel po’ di anni, anche se sotto sotto pensavo che le cose che imparavo mi sarebbero tornate utili un giorno per fare film, e così è stato.

Come fotografo hai collezionato importanti collaborazioni con Repubblica, Metro ma anche con il Giappone “Layers Magazine”, Germania, Gran Bretagna e Messico. Cosa cerchi negli scatti che realizzi e cosa ti piace raccontare?
In realtà hai dimenticato la pubblicazione di cui vado più fiero, quella su Playboy, con degli scatti che feci a Los Angeles all’attrice Chloe Dykstra in cosplay di un personaggio di Skyrim. Sono tra i miei preferiti, e l’onore di finire su Playboy è stato grandissimo.
Il mio pensiero è sempre quello di creare delle immagini che siano sorprendenti, che abbiano una buona dose di “wow factor” e che siano oggettivamente belle. Mi affido quindi al mio personale gusto estetico e cerco di metterci sempre un pizzico di follia, facendo qualche scelta non convenzionale, qualcosa che si discosti dalla massa. Non è facile e non è sempre qualcosa di ottenibile, ma se uno mantiene chiaro l’obbiettivo in testa, si questo goal si può realizzare spesso. E’ un po’ lo stesso metodo che uso anche nella costruzione delle scene che giro e delle cose che scrivo.

In che modo il cosplay è entrato nella tua vita?
Conoscevo il mondo del cosplay fin dalla metà degli anni 90, quando vidi i primi rudimentali cosplayer a Lucca Comics, fiera che, vivendo al tempo a Firenze, frequentavo già da giovanissimo, e che era ben diversa da quella di oggi.
Però entrai nel giro casualmente, perché mi misi insieme ad una ragazza che era al tempo una tra le più famose cosplayer nel mondo, Francesca Dani. Dal 2000 al 2008 unimmo le nostre passioni e misi al servizio del cosplay la mia opera di fotografo. Devo dire che furono anni molto entusiasmanti e li ricordo con grande affetto, girammo per eventi in mezzo mondo e il nostro lavoro veniva largamente apprezzato. Inoltre quest’attività mi permise di conoscere la community dei cosplayer in molti paesi e di far nascere tante bellissime amicizie e collaborazioni.

Secondo te come è cambiato il mondo del cosplay italiano in questi anni?
Onestamente, sebbene abbia molti amici coinvolti nel cosplay in Italia, ho smesso di seguire gli sviluppi della community negli ultimi anni, e non saprei rispondere a questa domanda. Inoltre c’è stato più di un cambio generazionale che mi ha piuttosto spiazzato.

Come è nata l’idea di “Cotto & Frullato”? 
Come è nata la collaborazione con Maurizio Merluzzo?
Cotto & Frullato nasce dalla volontà di lavorare su un progetto comedy. Avevo conosciuto Maurizio da qualche anno, mi era stato presentato proprio da un’amica comune, nell’ambiente cosplay, Nadia Baiardi, anche conosciuta come NadiaSK.
Avevo notato fin da subito la capacità istrionica di divertire i presenti tipica di Maurizio, e mi aveva sinceramente impressionato il suo talento innato. Eravamo diventati amici e cercavo un modo per poter collaborare con lui e permettergli di esprimere a pieno questa sua capacità.
Un giorno, stupito dall’incredibile proliferare di programmi di cucina in televisione, mi viene l’idea di creare qualcosa che a una prima occhiata sembrasse l’ennesimo programma di cucina, ma che poi sotto sotto fosse qualcos’altro. Maurizio mi diede subito fiducia e fu subito a bordo con estremo entusiasmo. Poi misi insieme un team di amici talentuosi, tra cui anche Nadia, che lavoravano come me nel settore televisivo o dello spettacolo e che avevano voglia di poter esprimersi su qualcosa di nuovo, diverso, ma soprattutto nostro. Frullammo insieme un po’ di idee e di ispirazioni da varie cose che ci piacevano, e nacque Cotto & Frullato. L’idea di base di per se era molto semplice, ma tutto il lavoro che c’è stato dietro nel tempo per arricchirla di dettagli, darle vita, e una visione anche a lungo termine, credo sia stato il vero valore aggiunto che ha decretato il successo del progetto.


Nasce un progetto Cotto & Frullato Z The Crystal Gear, raccontaci 
l’evoluzione e la nascita di questo film?

Abbiamo iniziato a pensare al film quando, dopo ormai 4 anni, il progetto di Cotto & Frullato aveva avuto un arco molto particolare. Noi non ci siamo mai accontentati di quello che facevamo ed avevamo sempre mirato ad alzare l’asticella ogni volta un po’ più in alto. Eravamo però arrivati ad un punto di stallo. Con la seconda stagione della serie, chiamata Z, le difficoltà produttive dovute al livello di qualità che volevamo mantenere, iniziavano a non essere più sostenibili, e a rallentare di troppo la realizzazione degli episodi. L’idea che ci è venuta è stata quella di chiedere aiuto ai fan con una campagna di Crowdfunding per finanziare gli ultimi 3 episodi della serie. Una volta che eravamo in ballo però, abbiamo pensato che questi 3 episodi potevano benissimo essere i 3 atti di un film vero e proprio, e così è nato The Crystal Gear.
Quasi un anno per scriverlo, in quanto ho iniziato ben prima di lanciare la campagna. Un altro per girarlo, perché a causa degli impegni lavorativi di tutti, abbiamo dovuto frammentare la produzione, e poi quasi un anno di post-produzione per portarlo a termine. Post che si è accavallata ovviamente con l’anno di produzione, ma che è stata molto molto complessa, e chi ha visto il film e notato la quantità di effetti visivi e la qualità della produzione, potrà ben capire il perché.

La difficoltà, realizzando un film di questo tipo con un budget comunque molto ridotto, sono state infinite, ma col senno di poi, la più grande, secondo me, è stata quella di creare un prodotto che fosse allo stesso tempo un film autoconclusivo godibile per chiunque e allo stesso tempo totalmente soddisfacente per i fan che avevano seguito tutti gli episodi di Cotto & Frullato sul web. Sono molto fiero e contento di essere riuscito nell’impresa che vi assicuro era davvero difficile. La cosa che mi fa sorridere è che, probabilmente ci siamo riusciti talmente bene che, chi non ha mai visto la serie e vede il film come prodotto a se stante commenta entusiasta, dicendo che è godibile e divertente e che non si è perso niente, mentre chi ha seguito tutta la serie rimane talmente coinvolto che dice che sia assolutamente necessario vedere tutti gli episodi per godersi il film. Sono decisamente stupito e meravigliato da questo esito che va oltre le mie più rosee aspettative.
 
Ci sarà un secondo film? 
Se ti riferisci ad un secondo film mio, spero proprio di sì, visto che lo sto attualmente scrivendo. In questo settore non si sa mai come va a finire, ma il futuro riserva sempre tante sorprese. Per quanto riguarda un secondo film di Cotto & Frullato, per quanto mi riguarda non penso che vedrà mai la luce, la voglia di andare avanti e fare cose nuove è troppo forte per rinunciarvi, anche se, come dicevo prima, il futuro riserva sempre tante sorprese… quindi chi lo sa. Sicuramente Cotto & Frullato rappresenta un periodo bellissimo delle nostre vite, è un mondo che amiamo, e ci ha permesso di radunare un gruppo di persone davvero speciali che adoriamo e alle quali dobbiamo tutto, che è il nostro eccezionale pubblico di Frullomani.
Per concludere, se ancora non conoscete la nostra serie, andate a recuperarvi gli episodi su YouTube, o se volete direttamente godervi un film fuori dagli schemi, potete anche spararvi direttamente il nostro film in vena. Non dimenticate di scriverci e farci avere il vostro parere, e che la Frullanza sia con voi!
Il film può essere acquistato su Amazon, o a questo indirizzo sul sito di CG Entertainment che vi da 5€ di sconto se vi iscrivete alla Newsletter  https://tinyurl.com/ybqx7c92