Intervista a Giovanni Vernia: “Farò emergere il lato divertente dei cantanti”

Prende il via stasera “Prima Festival”, il programma pensato per anticipare ogni puntata del Festival di Sanremo, svelando retroscena o aneddoti sconosciuti dell’edizione.

Andrà in onda alle 20:30 subito dopo il Tg1 per otto puntate che saranno condotte da Giovanni Vernia affiancato da Giovanna Civitiello e Graci Valeria.

Artista poliedrico che ha riscosso un successo popolare con il personaggio di Jhonny Groove a Zelig, nel tempo Giovanni Vernia ha saputo rinnovarsi e reinventarsi cercando di insistere sul suo talento. Nel suo curriculum vanta cinema, teatro e il programma radiofonico su RDS con Petra Loreggian.

Durante la quarantena è stato tra i pochi artisti che ha cercato di empatizzare con il suo pubblico, mettendo l’arte del far ridere a disposizione della sua community.

Ha realizzato #Ancheioshowacasa: un format home-made dalle caratteristiche di un vero show televisivo che ha ottenuto grande popolarità tradotta in milioni di views e attenzione da parte della stampa. Ma ha creato altri contenuti social che sono diventati virali ossia “Un giorno capirai”, la rubrica da milioni di click in cui l’attore spiega a suo figlio i paradossali fatti di attualità del nostro Paese e “News Cantata”, una rubrica in cui l’artista riesce con abilità a tradurre, sulle notte di canzoni famose, i fatti di attualità più controversi, che per magia diventano divertenti.

Da ingegnere in una multifunzionale ad artista poliedrico, stasera Giovanni Vernia ritorna a Sanremo per una prima volta all’insegna dell’ironia.

Stasera debutterai col “Prima Festival”, andrai in onda ogni sera fino al 6 marzo, poco prima del Festival di Sanremo

Ho cercato di darmi spiegazioni su questa chiamata che mi è arrivata. Forse il Direttore di Rai Uno voleva chiamare Vessicchio, io sulla rubrica ero lì vicino, ha sbagliato a schiacciare e quindi hanno chiamato me. L’unica spiegazione è questa. Oppure, viste le restrizioni tra le regioni, hanno preso un comico che era già in Liguria così non c’erano problemi che non arrivasse. Per questa chiamata non so darmi altre spiegazioni, veramente.

A poche ore dal debutto come stai?

Felice, allegro! Il mio obiettivo è di far passare qualche minuto di allegria ai telespettatori. E poi sono anche molto attento a cosa andrò a fare. Non è niente di trascendentale, però lo voglio fare bene. Quindi il mio scopo al Prima Festival è far venir fuori il lato divertente dei cantanti con delle gag preparate con loro.

Parliamo del “Prima Festival”. Cosa dobbiamo aspettarci?

Sarà un contenitore velocissimo: dura sei minuti. L’obiettivo è di non annoiare le persone ma di scaldarle per far godere il Festival nel migliore dei modi. Un contenitore veloce con un ritmo molto alto e con tante cose divertenti all’interno. Ad esempio si vedrà un Ermal Meta che parla in barese o un Fedez che parla per gif.

Sarai affiancato da Giovanna Civitiello e Valeria Graci. Ci racconti che tipo di rapporto c’è tra di voi?

È un rapporto molto tranquillo e sereno. Sono due ragazze molto simpatiche e molto alla mano. Non ci sono prime donne.

Cosa ti piace del lavorare con loro: mi dici una qualità dell’una e dell’altra?

Giovanna è solare, Valeria è ironica come la conoscete, quindi anche nella vita normale. Con Valeria potremmo andare avanti a fare battute per un’ora mentre facciamo i video perché ci divertiamo molto insieme. Ci devono fermare perché non può durare un’ora il Prima Festival.

È un Festival unico nel suo genere. Per la prima volta si realizza un Festival di Sanremo con la pandemia mondiale. Come ha influito sul programma e sull’umore tuo e delle colleghe?

Sul Prima Festival ha influito perché non c’è quel bagno di folla che di solito c’era negli anni scorsi. È tutto fatto all’interno dell’Ariston. Non si può fare all’aperto per evitare i famosi assembramenti. Questa è la più grande differenza. Nonostante si faccia all’interno, secondo il protocollo, dobbiamo rispettare le distanze anche se siamo monitorati costantemente.

Per quanto riguarda il pubblico, si lavorerà con un ritmo molto alto proprio perché non c’è il pubblico su cui appoggiarsi. È più stile programma radiofonico dove il ritmo lo gestisci tu.

Due anni fa ho vissuto il Festival di Sanremo trovandomi a Sanremo. Ricordo il caos e l’inaccessibilità della città. E adesso?

Adesso Sanremo è inaccessibile ma non è caotica (ndr. ride), purtroppo però. Sebbene con qualche sprazzo di ritorno alla normalità perché qualche ristorante rimane aperto per i dipendenti Rai, gli alberghi sono aperti per ospitare i cantanti e chi lavora attorno al Festival, però tutto il resto è come il resto d’Italia, non è un’isola felice dove tutto può succedere perché si è dimenticavo il Covid.

Si cerca di dimenticare il Covid dentro l’Ariston facendo uno spettacolo piacevole, ma appena esci fuori sei solo con te stesso anche qua. Io mangio da solo in camera e grazie a Dio ci sono questi rider che ti portano da mangiare.

Immagino avrai avuto modo di ascoltare le canzoni, hai qualche preferito?

Ad essere sincero, io le canzoni non le ho ascoltate bene perché le ho sentite aldilà delle tende e della sala dell’Ariston perché siamo sempre impegnati a fare interviste e video. Non ti saprei dire un preferito e non te lo direi mai anche perché sennò mi cacciano. Per adesso penso alle prime rate del mutuo e non te lo dico (ndr ride) però sono forti tutti. Mi piace molto questa nuova generazione che c’è in questo festival. Sicuramente ai molti qualche nome sarà sconosciuto però appena li ascolterete, vedrete che c’è tanto talento e ironia, una cosa che mi piace vedere nei cantanti.

Penso al video virale di Colapesce e Dimartino che ha suscitato ovviamente le polemiche, però il video è molto divertente. Penso al video di Ghemon di ieri per racimolare i voti, molto ironico pure quello. Mi piace questa effervescenza che c’è nell’aria, grazie anche a questa nuova corrente perché sono tutti ragazzi giovani e questo è il loro linguaggio.

Non so se te ne sei accorto ma per questo Festival di Sanremo gli unici conduttori sarete tu e Amadeus. Rimanendo ironici, senti la rivalità?

In realtà c’è una fratellanza. Dicono che io lavoro con la moglie di Amadeus, ma la moglie di Amadeus è Fiorello secondo me perché gli sta vicino sempre nei momenti più difficili. Non c’è rivalità ma un parallelismo.

Sei stato uno dei pochi che durante la quarantena si è messo in gioco cercando di empatizzare con la sua community. I tempi di Zelig sono oramai parecchio lontani. Da anni fai cinema, teatro e anche radio. Hai esordendo dicendomi che non te lo spieghi perché ti abbiano chiamato, ma invece il tuo percorso è stato notato e sei stato ripagato.

Speriamo che sia per quello. Io, non è che ce la metto tutta ma proprio mi diverte fare questa cosa, mi piace lavorare su me stesso. Come dice Jovanotti: “è questa la vita che sognavo da bambino”. Io conducevo una vita tra virgolette normale. Appena mi sono trovato catapultato dall’ufficio come ingegnere dentro il mondo dello spettacolo, vivendo il sogno che ho sempre avuto perciò lo faccio con grande passione e con grande divertimento. Cerco sempre di rinnovarmi perché mi piace e mi diverte. In questo rinnovarmi, mi fa piacere se qualcuno sta notando questa cosa.

Fino al 6 marzo sarai impegnato con il “Prima Festival”, ma cosa c’è in agenda per il dopo?

Andrò avanti con la radio perché su RDS mi diverto come un matto. È diventato un programma cucito un po’ sulla mia pelle. Con Petra Loreggian dalle 14:00 alle 15:00 i “Peggo più peggio” è proprio il mio cortile dei giochi. Ci sono tante idee. Dopo tanti anni, finalmente ho scritto un film perché avevo l’idea di una bella storia e chissà che non si riesca a realizzare. C’è anche l’idea di fare qualcosa in televisione, anche se lì sono un po’ più rassegnato perché per adesso gli spazi in tv sono pochi pochi con questa emergenza Covid.



Sandy Sciuto