Insegnare etica nelle scuole: un bisogno, una necessità

Analisi internazionali condotte da World Bank, un insieme di istituzioni internazionali che lottano contro povertà e organizzano missioni d’aiuto e di finanziamento per  Stati in difficoltà, e da Trasparency International, associazione non governativa e no profit che ha come obiettivo fondamentale quello di combattere la corruzione, hanno messo in luce punti critici per quanto riguarda il tasso di corruzione percepita in Italia in diversi ambiti: politica, finanza, enti burocratici ecc.  

I risultati, a livello sia economico che culturale, sono a dir poco disastrosi. Investireste soldi in un paese che ogni anno perde più 800 miliardi in mazzette, “favori” e “regali”? Probabilmente no. La stessa risposta è stata data dalla maggior parte delle imprese che, pur riconoscendo la qualità del lavoro Made in Italy, non vogliono investire nessun capitale nel “Bel Paese”. La causa? Esattamente queste dinamiche che sembrano essere ormai diventate parte integrante dell’identità Italiana.

Quella del nostro paese, esattamente come quella di qualsiasi altro, è una società che, sebbene risenta di una diminuzione del tasso di natalità totale, presenta ancora una percentuale non indifferente di individui appartenenti alla fascia d’età adolescenziale. Un periodo di transizione estremamente delicato che determina l’80% del carattere e della personalità di un individuo. Ma un sistema in cui il bene comune viene troppo spesso messo da parte in favore degli interessi personali, che tipo di persone e di cittadini può formare ? Come si può pretendere che, senza guida, la forza lavoro del domani possa esercitare la propria professione futura con integrità morale, principi etici forti, e con un senso di orgoglio patriottico che faccia dire loro : “ Sì, lavoro in Italia, e ne sono fiero!” ?

In un sistema educativo che prevede che uno studente delle superiori spenda più del 50% del suo tempo settimanale a scuola o in attività extrascolastiche con fini comunque educativi, pare scontato che educare i giovani ad essere cittadini integri sia un progetto che deve affondare le sue radici innanzitutto in campo scolastico. Per questo sarebbe utile e funzionale allo scopo, istituire apposite cattedre che puntino all’insegnamento dell’educazione civica, così da indirizzare la classe dirigente del domani verso un futuro basato su una solida etica professionale e una forte consapevolezza di cosa vuol dire lavorare, e talvolta anche sacrificarsi, per il bene comune.

Da qualche anno, un progetto che si pone obiettivi simili esiste; vengono chiamate Cattedre UNESCO, e si sviluppano principalmente su tre filoni: cittadinanza, intercultura e disabilità. Rispetto per la dignità umana e per i diritti umani, essere in grado di vivere in una situazione di pluralità culturale e di attivare in questo senso meccanismi di integrazione, e per ultimo, ma non per questo meno importante, essere in grado di passare dai concetti generali della cittadinanza attiva, alla loro messa in pratica: ecco i concetti di questo progetto che ha l’ambizione di coinvolgere il numero sempre maggiore di persone.

Si tratta quindi di educare a valori universali e duttili, applicabili in qualsiasi situazione e contesto, sempre all’insegna  dell’etica morale. Sono queste le basi su cui si vorrebbe che la futura classe dirigente si basasse per dare vita ad una società che segua davvero i principi di democrazia ed uguaglianza sanciti dalla nostra Costituzione. C’è però anche un altro aspetto che merita di essere considerato e riguarda i risultati che una simile educazione avrà direttamente sull’individuo e la percezione che egli avrà di sé stesso dopo aver appreso cosa vuol dire agire in nome di una comunità.

Innanzitutto svilupperà un senso di appartenenza ad una realtà comune che lo farà sentire parte di qualcosa di grande, che trascende dalla sua individualità; il suo agire sarà socialmente orientato apportando così valori positivi aggiunti a quella che si spera sarà ormai una società rinnovata su principi positivi che si saranno finalmente liberati dalla qualità utopica che fino ad ora sembra caratterizzarli.



Nausicaa Borsetti