Infernum: Murubutu e Claver Gold come Dante e Virgilio

Murubutu e Claver Gold si sono uniti per dare vita a “Infernum“, il loro primo album interamente collaborativo. Il disco, prodotto dalla Glory Hole, è ispirato totalmente dal massimo capolavoro della letteratura mondiale, la “Divina Commedia” di Dante, in particolar modo dalla prima cantica, l’Inferno. L’album è composto da 11 tracce, ognuna riferita a un episodio particolare della prima cantica dell’opera: si parte con la selva oscura fino ad arrivare all’incontro con Lucifero, per poi uscire dall’inferno, proprio come avevano fatto Dante e Virgilio.

L’album vede la partecipazione anche di due esponenti della musica italiana, Giuliano Palma e Davide Shorty, cantautore siciliano forse meno noto ai più. Un’altra importante collaborazione, per il brano di apertura, dal titolo “Selva Oscura”, è quella con Vincenzo di Bonaventura, attore che, in passato, ha recitato più volte diversi canti dell’Inferno dantesco. Tra i DJ e produttori che hanno partecipato al progetto ricordiamo Dj FastCut o il Tenente.

La copertina dell’album. Da www.sentireascoltare.com

Il disco si presenta subito con delle sonorità cupe, oscure, coerenti con quello che è il tema che i due autori vogliono affrontare. Il vero punto di forza di questi pezzi, tuttavia, è il testo. Ogni brano, infatti, è intriso di citazioni, dantesche, passando da quelle più immediate (“Ulisse”, per fare un esempio) ad altre meno note (“Malebranche”). Questo dimostra una grandissima conoscenza dell’opera madre, la Commedia.

Il viaggio dei due artisti all’interno di “Infernum” inizia proprio dove tutto è cominciato, nella Selva Oscura. È il brano di apertura, ed è un brano senza testo. Sulla base si sente solamente la voce di Vincenzo di Bonaventura che recita alcuni tra i versi più famosi della Commedia. Il disco procede poi nell’Antinferno, dove i novelli Dante e Virgilio, con la partecipazione di Davide Shorty nel ritornello, incontrano gli ignavi. Nella Commedia, gli ignavi sono coloro che in vita non scelsero mai da che parte stare. Per usare le parole di Murubutu, sono “angeli vivi, no, no, angeli vili che alla sfida non partì né per Dio né per Lucifero”.

Si passa poi a “Caronte”, la traccia dedicata al famosissimo traghettatore delle anime in pena e in attesa sulla riva del fiume Acheronte. Dopo l’incontro con Minosse, il giudice delle anime, si arriva al singolo, “Paolo e Francesca”. È il brano, questo, rilasciato in anteprima e dalle sonorità più pop, dovute soprattutto alla presenza di Giuliano Palma.

L’immagine del singolo “Paolo e Francesca”. Da www.genius.com

“Infernum”, tuttavia, affronta anche temi spinosi e delicati, e questo lo si può vedere nella traccia “Pier”. Con riferimento a Pier delle Vigne, Murubutu e Claver Gold entrano in quella che è a tutti gli effetti la foresta dei suicidi (Inferno XIII); qui raccontano la storia di Pier, un bambino solo e vittima di bullismo. Considerando anche la corrispondenza del brano al Canto XIII dell’inferno, la fine a cui va incontro Pier è, nella finzione musicale, inevitabile. È una canzone di denuncia contro il bullismo in chiave dantesca, ed è qualcosa di sensazionale.

Il disco procede poi con “Malebranche”, in cui i due si trovano faccia a faccia con i diavoli omonimi i quali, capeggiati da Malacoda, devono assicurarsi che i dannati non escano dalla pece bollente. Dopo “Ulisse”, riferita al celebre canto XXVI, e “Taide” si arriva a “Lucifero”, la traccia forse più cupa dell’album sia per la base che per il testo. Siamo di fronte all’incarnazione del male, al cherubino dannato per l’eternità, e siamo anche quasi alla fine dell’album. Dopo “Lucifero”, infatti, c’è spazio solo per “Chiaro Mondo”, un brano in cui Murubutu e Claver Gold lasciano spazio alle parole di due loro vecchi brani, “Murubeide” e “La cicala”.

Un aspetto interessante di “Infernum” è che i due, per quanto possibile, hanno cercato di far coincidere il numero del brano con il canto a cui si rivolge: il brano numero 1 è “Selva oscura”, che richiama proprio il Canto I dell’Inferno, “Paolo e Francesca” è il 5, che invece si rifà al Canto V. Un dettaglio che sembra di poco conto ma che dà sicuramente valore in più a un prodotto già splendido.

Si conclude così un album magnifico, pieno di letteratura, intriso di cultura e che sicuramente rappresenta una novità interessantissima nel panorama musicale italiano.



Marco Nuzzo