In viaggio con Social Up, alla scoperta di Triora

Uno dei borghi più belli d’Italia, Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, Città del Pane, Comune amico del turismo itinerante. Questi sono solo alcuni dei “riconoscimenti” che Triora, stupendo borgo medievale posto in provincia di Imperia, nella Riviera Ligure di Ponente, può vantare.

Arroccato a circa 800 metri, nella Valle Argentina, domina grazie al paesaggio montano ed ai suoi splendidi boschi la Valle. Nonostante la sua estensione molto vasca, circa 200 anime vivono a Triora, conosciuto come il Paese delle Streghe per una tragica storia accaduta negli anni 1587-89.

La leggenda delle streghe

Durante quegli anni alcune donne vennero accusate di aver causato una lunga carestia che durava da circa due anni. Secondo fonti storiche, sembra che essa fosse dovuta da una manovra economica di alcuni proprietari terrieri. Il popolo non ne era convinto, ed invece di scagliarsi contro questi personaggi facoltosi, decise di prendersela con alcune donna del villaggio, accusandole di stregoneria. Venti donne furono arrestate a causa di denunce, spesso estorte con torture e ricatti. Da venti divennero trenta. Tra di loro tredici donne, quattro ragazze e un fanciullo si dichiararono rei confessi. Alcune case private furono trasformate in carceri, la più famosa delle quali fu quella del Megia, oggi chiamata Ca’ de baggiure (Casa delle streghe). Poco dopo essere state rinchiuse alcune morirono. Tra queste Isotta Stella, una sessantenne di nobile famiglia, che morì a causa delle torture subite, un’altra donna invece si gettò dalla finestra. La caccia si estese anche in luoghi vicini, tra cui Sanremo e Castel Vittorio. Fu la più grande caccia alle streghe italiana della fine del XVI secolo, così feroce da far soprannominare il paese la “Salem d’Italia“. Dopo varie peripezie, il 23 aprile del 1589 il tragico processo alle streghe terminò. Non si sa esattamente che fine abbiano fatto le donne che erano state incarcerate per stregoneria. Alcuni storici sostengono che siano state liberate.

In memoria di questi tristi avvenimenti accaduti in questo meraviglioso borgo medievale è stata istituita una festa dedicata alla stregoneria chiamata Strigora che si svolge ogni anno la prima domenica dopo Ferragosto.

Il Museo Etnografico e della Stregoneria

E’ stato aperto nel 2016. Al suo interno sono conservati molti documenti relativi ai processi ed agli interrogatori fatti negli anni della “caccia alle streghe”.  Si trova proprio all’ingresso del borgo medievale e può essere visitato da grandi e piccini.

Il Borgo

A Triora, tutto sembra essersi un pò fermato ai quei bruttissimi anni dove molte donne sono state uccise e torture. Probabilmente è un modo per “sfruttare” economicamente il borgo, meta di molti turisti anche proprio per la sua storia. Le mura di cinta racchiudono un paese che si sviluppa tra stretti vicoli, piccole piazze e raffigurazioni streghe. Ci sono ancora resti delle antiche torri difensive e dell’antico castello.

I 3 itinerari

Al fine di far conoscere ai numerosi avventori il borgo di Triora, i cittadini hanno studiato 3 itinerari che si può decidere di “percorre”: uno artistico, contraddistinto dal colore rosso, uno “curioso” di colore azzurro e uno dedicato ai bambini che è giallo. Sui vicoli sono stati apposti degli adesivi circolari che indicano la strada da percorre a seconda del colore scelto. Alcuni luoghi sono tappa comune di più di un itinerario.

Arte

Tappe di questo itinerario sono: il Museo della stregoneria, l’antico forno, la cisterna centrale, la fontana Sottana, Palazzo Borelli, la Grotta di Lourdes, la Collegiata e l’oratorio di San Giovanni del 1600.

“Curiosity”

In questo itinerario si può ammirare: i resti del castello, la Chiesa di Santa Caterina del XV secolo (ormai un rudere) e il Poggio della croce, da cui si gode di una splendida vista sull’intera vallata. C’è poi la  fontana Soprana, la grotta delle streghe, il Museo della stregoneria e  Palazzo Stella.

Bambini

E’ ideale per le famiglie che decidono di portare i loro bambini a Triora, ma non vogliono che si spaventino. E’ il percorso più breve e le tappe prendono simpaticamente il nome di alcune streghe. La prima tapp, Battistina, è piazza del Mercato, la seconda è Isotta, nella piazza Tommaso Reggio, la terza è Franchetta ed è in corrispondenza della prima terrazza “cabotina” e infine l’ultima tappa chiamata Luchina corrisponde  è la piazza antistante il castello.



Sharon Santarelli