In viaggio con Social up, alla scoperta di Conca dei Marini

“Conca di cielo si dovrebbe chiamare, perché qui è più blu, ed è tutt’uno col mare…”

(G. Cavaliere)

 

C’è chi giura che i tramonti di Conca dei Marini  siano i più paradisiaci della Costiera Amalfitana, tant’è che qui le chiese svettano verso il cielo, più vicine a Dio.

Comune sparso, tra il suo famoso Capo, i terrazzamenti, le scalinatelle, i gradini e le discese a mare, questo borgo tra i più belli d’Italia è autentico proprio perché frammentato.

 

Ci pensano mare, cielo e terra ad unificarlo in senso armonico, rendendolo perla nascosta di un’area nota al mondo solo per Amalfi e Positano.

Conca è come Cetara, Furore e Praiano, ché son gemme ove si respira l’aria costiera più genuina, limpida ed incontaminata come la sua popolarissima Grotta dello Smeraldo e i suoi tramonti metafisici, che accecano sul serio con la loro bellezza da scherzo della natura.

 

Ma cosa c’è da vedere esattamente in questo piccolo borgo della provincia di Salerno, in Campania? In particolar modo chiese, poiché il trionfo del sacro è indubbio in una terra baciata dal Padre Eterno.

 

CHIESA DI SAN PANCRAZIO

È dal 1362 che si ha notizia di questo luogo di culto, il più suggestivo dell’intero territorio. Infatti, tutt’intorno vi sono a circondarla magnificamente ulivi e palme sul sagrato, e non di rado la luce rievoca atmosfere messicane.

 

CHIESA DI SANT’ANTONIO

Panoramica per il suo belvedere sul mare tutto azzurro, la costruzione presenta un’armoniosa facciata e un campanile con volta a cuspide ricoperta da piastrelle maiolicate.

 

EX CONVENTO DI SANTA ROSA

Vi è annessa la chiesa di Santa Maria di Grado e fu eretto a strapiombo sul mare nel 1681 per volere di suor Rosa Pandolfi, appartenente a una ricca famiglia locale. In questo precipizio di luce e di azzurro, le monache di clausura domenicane colloquiavano con Dio. Deceduta l’ultima di esse nel 1912, il convento è stato trasformato in albergo. È qui che sarebbe nata la famosa sfogliatella Santa Rosa.

 

GROTTA DELLO SMERALDO

Infine, lasciatevi incantare dalla grotta dello Smeraldo col suo simpatico marinaio: tra “smeraldini e smeraldoni” di buon augurio, come s’evince dal video, sarete accolti in un antro marino nascosto in una piega della costiera, le cui acque, incise da una lama di luce proveniente da un foro sotterraneo, assumono riflessi smeraldini, appunto, in un paesaggio stupefacente di stalattiti e stalagmiti, sintesi surreale di un’area protetta dall’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità.

Buon viaggio e buona visione: foto e clip sono di Christian Liguori!



Christian Liguori