In U.S.A. una studentessa cuce gratis mascherine trasparenti per i non udenti

Pensate, però, a quanto può essere difficile per una persona non udente, “muoversi” nel mondo di oggi senza avere la possibilità di comprendere. Per queste persone leggere il labiale è una necessità. Un’abilità che apprendono fin da subito, insieme al linguaggio dei segni. In questo modo accorciano le distanze con il mondo che li circonda e con chi non riesce a comunicare con loro.
Indossare una mascherina significa coprire le labbra. Di conseguenza viene a mancare un passaggio fondamentale in questa comunicazione. Esistono delle mascherine che hanno una parte centrale trasparente, ma purtroppo, ad oggi, sono introvabili come del resto lo sono tutti gli altri tipi.

L’idea di Ashley

Ashley ha 21 anni e vive nel Kentucky insieme ai genitori. Dopo aver visto su Facebook che molti suoi amici si stavano cucendo le protezioni individuali da soli, ha deciso di provare a cucirne una con la parte trasparente. Ha riadattato uno dei tanti modelli trovati su internet e si è messa all’opera.

“Ho modificato il modello per essere adattato a coloro che leggono le labbra o che, durante la comunicazione con la lingua dei segni, si affidano alle espressioni facciali per comprendere significati e intenzioni – continua Ashley – le espressioni facciali fanno parte della grammatica della lingua dei segni, come anche il labiale. Si perdono informazioni se non si può vedere il volto”.

Per crearle Ashley  sta usando delle lenzuola nuove e un rotolo di plastica avanzato da un vecchio lavoro fatto in casa. Ma presto avrà bisogno di comprare altro materiale ed è per questo che ha aperto una raccolta fondi su GoFundMe per finanziare il progetto. Campagna che dal 31 marzo al 2 aprile ha raccolto oltre tremila dollari.

La situazione in Italia

Il 28 marzo, da un istituto per sordi di Messina è partita la richiesta, ora al vaglio del ministero dello Sviluppo Economico, di produrre dispositivi di protezione specifici per chi ha bisogno di leggere il movimento delle labbra. Ad oggi sono ovviamente introvabili. In un momento così importante e tragico per il nostro Paese, e per tutto il mondo, durante il quale c’è un fortissimo distanziamento sociale, il ruolo dell’inclusione rimane fondamentale.

Durante l’appuntamento quotidiano delle 18.00 con il bollettino del Capo della Protezione Civile, un’addetta traduce la conferenza stampa in lingua Lis, la lingua dei segni italiana. Grazie a questa importantissima attività, anche i non udenti possono conoscere gli ultimi numeri riguardanti la pandemia. Purtroppo però, se una persona sorda si dovesse recare (anche a causa del Covid 19) al pronto soccorso, ad oggi sarebbe completamente isolata. Medici, infermieri, farmacisti, non hanno nessun tipo di conoscenza del Lis. Dovendo inoltre portare continuamente la mascherina, creano un muro invalicabile tra loro ed il soggetto non udente, che riuscirebbe a comprendere cosa gli sta accadendo solo grazie alla lettura del labiale.

 



Sharon Santarelli