In Sicilia non c’è spazio per le donne, quasi la totalità dei dirigenti è di sesso maschile

In MONDO by Claudia RuizLeave a Comment

Siamo lontani dalla agognata parità dei sessi in ambito lavorativo, i dati restano preoccupanti e le donne mostrano ancora grande fatica nell’inserimento ad alti livelli manageriali. Sembra proprio che in Italia (anche se il fenomeno è diffuso in tutto il mondo) se sei donna e vuoi avere una carriera devi accontentarti di uno stipendio inferiore al tuo collega uomo e di una mansione inferiore alle tue capacità.

Lo ha denunciato anche il Rettore dell’Università Normale di Pisa, se sei donna poco importa la tua bravura, se sei arrivata ad ottenere un ruolo lavorativo importante è perché sei scesa a compromessi.

La regione che preoccupa di più è la Sicilia, forse per deformazione culturale, forse per pregiudizio, forse un po’ per tutte queste ragioni insieme e molte altre: quasi la totalità dei dirigenti siciliani (86%) è di sesso maschile, con un’ età che in due casi su tre (65%) supera i 50 anni, mentre alle poche donne (14% del totale) va la palma delle manager siciliane più giovani: più della metà (56%) hanno un’età compresa tra i 30 e i 49 anni.

Sono i dati emersi da uno studio di DAS, compagnia di Generali Italia specializzata nella tutela legale. Come abbiamo spesso sostenuto, le donne per sentirsi all’altezza ed ottenere risultati devono lavorare il doppio, dimostrare di essere in grado di portare avanti un lavoro con la stessa competenza dei loro colleghi. 

In contro tendenza alla Sicilia però le donne non si arrendono e scalano in alcuni casi i vertici delle più importanti aziende internazionali come il caso di Silvia Vianello, manager italiana dalla brillante carriera internazionale, con esperienze importanti nel mondo accademico, aziendale e televisivo. E’ stata definita una delle donne più esperte nel Digital in Italia e Forbes l’ha inserita tra le 100 donne italiane di maggior successo nel mondo, recentemente si è aggiudicata il premio “top middle east woman leader” a Dubai, dove dirige l’Innovation Lab, (forse noi donne non facciamo proprio così schifo ndr).

Notizia di pochi mesi fa vede Stacey Cunningham rimpiazzare Thomas Farley a capo della più grande Borsa Valori del mondo, diventando il 67esimo presidente della New York Stock Exchange a soli 43 anni.

I dati riportati da DAS riguardano anche la percentuale di manager sul territorio nazionale e la loro età: i dirigenti che non superano i 49 anni sono più numerosi in Lombardia (47%) e Trentino Alto Adige (43%). Seguono le Marche (42%) e, con una quota del 40% ciascuna, Friuli Venezia Giulia, Lazio e Piemonte. Secondo quanto rielvato da DAS, quasi la metà (45%) dei dirigenti lavora in Lombardia e poco più del 15% nel Lazio. La loro presenza è significativa anche in Emilia-Romagna (9%) e Veneto (7%). Nel nostro Paese solo il 15% dei dirigenti è di sesso femminile, la percentuale sale al 19% in Basilicata e si attesta al 17% in Lombardia e nel Lazio.

Dall’analisi di DAS si evince che meno dell’1% (0,89%) dei lavoratori dipendenti delle imprese italiane sono manager, con una concentrazione più elevata in Lombardia (1,6%, quasi 48 mila), Lazio (1,1%, oltre 16 mila) e Piemonte (1,04, poco meno di 10 mila), più bassa in Calabria (0,12%), Basilicata e Molise (0,13 ciascuno).

Dobbiamo continuare a lotta ancora perché il concetto di parità è davvero lontano dal realizzarsi, nonostante tutto, nonostante i nostri sforzi.