Impianti depurazione acque industriali: cosa sono, a cosa servono

Negli ultimi anni l’utilizzo di acqua da parte delle industrie è aumentato moltissimo. Questo ha portato ad un aumento delle acque reflue e di conseguenza una maggiore necessità da parte delle industrie di installare impianti di depurazione che potessero consentire il riutilizzo dell’acqua.

Proprio perché sia in termini ambientali che in termini economici il consumo d’acqua era diventato troppo squilibrato, le industrie hanno provveduto ad aggiornare i loro impianti affinché potessero trattare le acque già  usate, depurarle e ridurre in questo modo anche l’impatto sull’inquinamento.

Le industrie hanno preposto al lavoro del personale altamente qualificato, destinato a gestire gli impianti e ad occuparsi della manutenzione della rete fognaria.

Depurare le acque reflue è un processo complesso, meticoloso e che richiede particolare attenzione, in quanto si pone in essere una combinazione di trattamenti meccanici, chimici e biologici.

L’obiettivo delle industrie è quello di rimuovere gli inquinanti dall’ acqua di scarico e renderla così abbastanza pulita da poter essere rilasciata nel suolo o nei corpi idrici senza danneggiare l’ambiente.

Trattamento delle acque reflue nelle industrie, come funziona 

Il trattamento delle acque reflue altri non è che un processo volto a rimuovere residui, particelle e contaminanti dalle acque utilizzate per le produzioni industriali (processo simile viene impiegato anche per il trattamento delle acque reflue civili ed urbanistiche).

Oggi quasi tutti i comparti impiegano gli impianti di depurazione acque industriali per pulire le acque utilizzate durante la produzione dei loro beni.

Tuttavia, la legge, anche nel nostro Paese, impone dei requisiti molto rigidi e precisi per la riammissione delle acque reflue nell’ambiente.

Questo vuol dire che l’acqua utilizzata in tali processi, per poter essere riversata nell’ambiente, deve soddisfare determinati requisiti.

Se non trattata in un determinato modo, l’acqua oltre a rimanere altamente inquinata e dunque inutilizzabile per altri scopi, produce altresì grandi quantità di anidride carbonica, nitriti e solfati che danneggiano l’ambiente.

Lo sviluppo industriale e la crescente urbanizzazione hanno posto fortemente la questione di un degrado ambientale non più sostenibile.

Per far fronte al problema esistono ormai diverse tecnologie e impianti innovativi e all’avanguardia, dal momento che i reflui industriali variano a seconda del processo industriale utilizzato e in base al tipo di produzione  (anche per questo motivo la legge impone ad alcune attività come lavanderie industriali, cantine vinicole, industrie chimiche un trattamento specifico delle acque reflue).

Qual è il ruolo dell’impianto di depurazione

Quando un’industria installa un impianto di depurazione, lo fa innanzitutto per eliminare gli agenti contaminanti che si annidano nell’acqua industriale.

Questa fase di ripulimento idrico si divide in diversi step, affinché anche le più piccole e impercettibili sostanze inquinanti possano essere escluse dall’acqua.

Quando vengono sottoposti a trattamenti di depurazione, i liquidi reflui subiscono un processo di trasformazione, diventando fango, tale da essere idoneo allo sversamento in un corpo recettore (terreno, lago, fiume o mare mediante condotta sottomarina), senza che questo ne possa subire danni (ad esempio dal punto di vista dell’ecosistema ad esso afferente). 

Le industrie cercano di optare per impianti di depurazione ben funzionanti e altamente tecnologici che possano permettere il riutilizzo delle acque reflue depurate (come stabilisce anche il D.M. 185/2003).

Ad esempio le donne riutilizzano l’acqua depurata per irrigare, per alimentare i sistemi di riscaldamento e caldaie o i sistemi di raffreddamento, per alimentare gli impianti antincendio, per essere riutilizzata all’interno dei processi produttivi, ad esempio nei cicli termici, e tutti gli utilizzi generici che non sia richiesta l’utilizzo di acqua potabile.

La composizione degli impianti di depurazione 

Un impianto di depurazione si costituisce di manufatti in calcestruzzo armato, collegati alle apparecchiature, ognuna delle quali con specifiche funzioni, e pensate per depurare  gli scarichi di origine industriale.

Di solito questi impianti si dividono in due parti, una destinata a trattare le acque, l’altra destinata a trattare i fanghi.

Nella linea acque confluiscono tutti i liquidi delle fognature, i quali vengono sottoposti a tre fasi, un pretrattamento, un trattamento ossidativo biologico e trattamenti ulteriori. 

Nella linea fanghi confluiscono invece i fanghi (come detto sono le acque depurate ad essere trasformate in fanghi). 

Cosi facendo lo smaltimento non solo non andrà ad incidere negativamente sull’ambiente, ma avrà anche un costo inferiore.

Ormai sono sempre di più le aziende sul territorio italiano che si occupano proprio della costruzione di impianti di depurazione altamente tecnologici.

Lo scarico delle acque industriali

Infine precisiamo che per effettuare lo scarico di acque reflue industriali, è importante che l’impianto abbia depurato completamente la risorsa idrica dagli elementi inquinanti per i quali risulta obbligatorio un trattamento chimico-fisico.

Questo perché a volte il trattamento biologico dell’acqua non risulta sufficiente.

Le industrie devono cioè porre in essere prima un processo chimico ad hoc, per far sì che gli inquinanti organici ed inorganici diventino insolubili, e poi anche un processo fisico necessario per separare la parte insolubile da quella acquosa.

Oggi, gli impianti di depurazione di ultima generazione, pur seguendo in linea di massima i passaggi del ciclo di depurazione standard, sono in grado di sintetizzare e migliorare notevolmente le varie fasi del processo.



redazione