Il mondo della moda e i suoi scheletri nell’armadio da Tom Ford a Galliano

Il difficile e malato mondo della moda tra modelle anoressiche e attacchi di panico può spaventare pur rimanendo affascinante.

Se si parla di moda solitamente si parla di scintillio, fashion week, stilisti, modelle e riviste. La moda è uno stile di vita, non solo una passione che si limita al saper abbinare i vestiti. È molto di più: è cultura, è storia. La moda siamo noi. Che ci piaccia o no, la vera moda la costruiamo noi, giorno dopo giorno facendo delle scelte di vita.

Ma tutto questo non è solo bei vestiti e non sempre è tutto rose e fiori come vogliono farci credere. Il mondo della moda può essere spietato e al contempo affascinante. È qualcosa di inspiegabilmente bello e magico che abbaglia e irretisce tra sfarzo e sacrifici. Si, sacrifici. Già trovare un lavoro normale ed affermare le proprie idee è difficile, quindi immaginatevi di dover abbattere barriere e pregiudizi per affermare il vostro stile e il vostro pensiero di continuo nel mondo del costante cambiamento che è la moda. Questo mondo non è per deboli di cuore, ma per gente con i coglioni che lavora senza sosta per rincorrere un attimo o un’eternità di successo.

Non è tutto oro quello che luccica. Il mondo della moda a volte non è come viene descritto ne “Il diavolo veste Prada”, è molto peggio. Ansia, depressione e anoressia sono solo alcuni dei disturbi che questo affascinante mondo può far crescere in noi. Il successo non è tutto nella vita, prima di tutto c’è la salute e alcuni volti noti del fashion system lo hanno sperimentao sulla propria pelle. Essere qualcuno non ti rende immune dall’ansia e dalla depressione.

Alexander McQueen

Credits: L’Officiel

Alexander McQueen nel 2010 si è suicidato con un cocktail di cocaina, tranquillanti e sonniferi a Londra. Era uno stilista britannico famoso in tutto il mondo che, come tutti noi, aveva delle fragilità. Ormai da tempo soffriva di ansia e depressione, infatti nella sua biografia (“Alexander McQueen: Blood Beneath The Skin”) uscita cinque anni dopo la sua morte si capisce che il grande maestro del fashion design premeditava il suicidio già da molto tempo. Pensate che aveva confidato ad un amico che sarebbe voluto morire alla fine di una sua sfilata, sparandosi alla testa davanti alla folla che lo acclamava e applaudiva.

John Galliano

 

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John Galliano è il tipico personaggio dallo stile e dall’umorismo british. Uno degli stilisti più illuminanti della sua generazione, una leggenda targata Dior tra esuberanza, eccessi e disintossicazione. Era depresso e malato e proprio per i suoi comportamenti inappropriati venne licenziato dalla maison a cui aveva donato la sua vita, ma la sfida più grande l’ha affrontata con sé stesso:

Non riuscivo neanche più a tenere in mano una matita. Quella è stata la mia riabilitazione creativa.

Tom Ford

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Credits: Fashion Network

Penso costantemente alla morte… Vivo nella paura costante che qualcosa potrebbe cambiare o andare male ed è faticoso, drenante, sconvolgente, tanto da portare all’infelicità.

Ebbene sì, anche colui che ha risollevato il nome della Maison Gucci prima di Alessandro Micheli, soffriva. Essere stato un pioniere per Gucci, aver creato un marchio a suo nome e ottenuto una candidatura agli Oscar non l’ha salvato dalla infida depressione e nonostante i successi continua a sopravvivere tra ansia e paura.

Roberto Cavalli

Robeto Cavalli: lo stilista delle stampe colorate e dalle fantasie avvincenti ed eccessive, tempo fa ha scritto sui suoi social:

Sono depresso. Stiamo partendo per le Maldive perché ho bisogno di riposare. Sono depresso e mio figlio viene con me.

È vero, dal tormento di questi meravigliosi stilisti sono nati capolavori, ma il costante volersi realizzare a volte ci porta autodistruzione e alla solitudine. Queste persone prima di essere stilisti famosi e ammirati da tutte le fashion addicted del mondo erano persone fragili, persone comuni.

Non serve essere famosi e di successo per soffrire di ansia, depressione o disturbi mentali di vario genere, può capitare a tutti e nessuno ne è immune (purtroppo).

Ma se la moda è il tuo sogno per favore, rivolgiti a persone specializzate come gli psicologi prima di romperti in mille pezzi.

Vuoi lavorare nel mondo della moda? Sei pronto a sopportare tutto questo?



Silvia Menon