Il Festival di Sanremo è finito, ecco i promossi e bocciati di questa edizione!

Sandy Sciuto

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È giunta al termine la 68° edizione del Festival di Sanremo ed è tempo di resoconti tra risultati raggiunti e gag imbarazzanti e della consueta domanda: “Baglioni bis a Sanremo?” È anche tempo di pagelle, nessuno escluso!

Conduttori ed artisti riceveranno un voto complessivo – da uno a dieci come a scuola – in base alla tenuta del palco, alla performance, alla canzone e al look in queste cinque sere all’Ariston.

DIRETTORE ARTISTICO: VOTO 8 …e un Baglioni bis!

Claudio Baglioni merita un bravo per la cura dell’intera kermesse, un bravo per la scelta delle canzoni, un bravo per i conduttori e un bravo per essersi lasciato trasportare nel magico e difficile meccanismo del mondo sanremese. In breve: la prima volta da Direttore artistico è da promuovere a pieni voti! Non chiedetegli di essere un presentatore perché Claudio Baglioni è un cantautore sin nelle viscere. E ci può pure stare che si permetta di cantare con tutti i suoi amici ospiti il suo repertorio immenso e bellissimo se garantisce record di ascolti, un Festival ben riuscito e qualche battuta simpatica da uomo cordiale e amabile. Ci aspettiamo un Baglioni bis, però! Ora che gli amici son finiti e le canzoni belle pure sarebbe interessante vedere un Claudio bis che si reinventa il Festival.

PIERFRANCESCO FAVINO: VOTO 9

Che Favino fosse un attore poliedrico ce n’eravamo accorti da tempo ma che riuscisse nell’impresa di farsi amare dal pubblico del Festival fino a diventare la rivelazione irresistibile di questa kermesse non era così scontato. E invece, Favino è entrato nel cuore di tutti come la Nutella, il panino con la mortadella e il cono gelato. La sua presenza sul palco è stata essenziale ed imprescindibile. Favino, infatti, è stato rassicurante, preparato, bravo ma modesto ed umile, sexy ma timidamente introverso, divertente ma col senso del ritmo. Gli si perdona tutto, pure la timidezza della prima sera.

MICHELLE HUNZIKER: VOTO 6/5 …e siamo stati generosi!

Michelle Hunziker ha portato l’incanto della bellezza sul palco dell’Ariston. Nelle cinque sere è stata impeccabile negli outfit scelti per lei da Armani, Trussardi, Moschino e Alberta Ferretti. Seppur negli anni sia cresciuta come empatia e comunicazione con lo spettatore, durante le cinque sere nessun salto di qualità ma sempre e ripetutamente la stessa conduzione da Striscia la notizia, lo stesso modo di approcciarsi con il pubblico e con i colleghi. Non ce ne voglia Michelle ma belle, però si è distinta per grazia ed eleganza non di certo per essere una brava presentatrice. Di strada ancora ce n’è e poi Michelle, tu lo sai, non c’è due senza tre!

LE VIBRAZIONI: VOTO 5

Il palco dell’Ariston doveva essere la ripartenza per la band torinese ed invece non convincono. Visibilmente cambiati nelle forme ma con lo stesso sound di sempre, Le Vibrazioni con “Così sbagliato” fanno rimpiangere la Giulia di “Dedicato a te”. E neppure la collaborazione con Skin nella sera dei duetti ha aiutato la band a risollevarsi. Peccato!

LO STATO SOCIALE: VOTO 8+

C’è da dirlo: i ragazzi hanno bisogno di un corso di musica perché non brillano per intonazione però il progetto portato al Festival è pregevole. Si va a Sanremo per motivi diversi e Lo Stato Sociale ci ha provato perché “Una vita in vacanza” meritava di essere di tutti. Noi li consideriamo avanguardisti e lungimiranti per aver studiato look, performance, ospitate strategiche con i bambini del coro dell’Antoniano e Paolo Rossi.

MAX GAZZE’: VOTO 10

Max è immenso. Ha portato a Sanremo una canzone su una storia d’amore leggendaria. La canzone non è di immediata comprensione, ma ascolto dopo ascolto, si fa intima e sembra abbracciare ogni cuore ferito ridandogli speranza. Max ci fosse la volta buona che scrivessi una boiata capiremmo che sei umano anche tu invece sei un essere assolutamente magico Max. Grazie!

NOEMI: VOTO 7-

Più volte a Sanremo ma è sempre mancato qualcosa per vincere. Stavolta manca il buon gusto degli outfit, ci sono canzoni molto più belle e Noemi non emerge come sa fare. “Non smettere mai di cercarmi” però è una bella canzone scritta e arrangiata bene e passerà in radio tanto. Mezzo gaudio.

RON: VOTO 7/5

Più che a Ron, il nostro è un voto alla canzone di Lucio Dalla interpretata da Ron. La canzone è meravigliosa: una delle migliori di questo Sanremo per profondità, intensità ma Ron non ha saputo veicolarla fino a renderla quel gioiellino che è in potenza. Ci si rende conto che Lucio Dalla manca come non mai e che Ron, seppur tanto bravo, stavolta Sanremo non è il suo.

MARIO BIONDI: VOTO 2

La domanda è: quale direzione sta prendendo la carriera artistica del Biondi? Aveva iniziato con un genere blues per poi finire a dei ritmi brasileiri e adesso? Incomprensibile come è fuori da ogni logica l’obiettivo che si era prefissato per questo festival. Felice lui…

DIODATO FEAT ROY PACI: VOTO 8/5

In questo Festival si son saputi difendere bene a tal punto che la canzone è amata ed è subito orecchiabile e canticchiabile. “Adesso” è un inno alla speranza, a vivere oggi le emozioni lasciando perdere i cellulari e la paura. La scelta di Ghemon pe il duetto è stata azzeccata e si spera la incidano anche in questa versione. Bravi!

GIOVANNI CACCAMO: VOTO 8

Ad ogni partecipazione a Sanremo si è sempre distinto per essere poeticamente emozionante. Anche con “Eterno” c’è riuscito. Con la sua voce delicata culla il cuore e vorresti non finisse più. Azzeccato anche il duetto con Arisa. Continua così Giovanni!

ANNALISA: VOTO 3

Dispiace ma non ci siamo. La canzone è molto radiofonica e poi il vuoto. Da una voce particolare come quella di Annalisa ci si aspetta di più di un mero prodotto commerciale. E poi presenza scenica inesistente ed outfit che se sono stati studiati meritano solo di essere bocciati. Neppure l’amico Bravi venuto in soccorso l’ha saputa aiutare. Ritenta Nali, sarai più fortunata.

LUCA BARBAROSSA: VOTO 8-

“Passame er sale” è una canzone orecchiabile, in dialetto romano. Spontanea, fresca che parla di un amore tormentato ma vero e voluto. Barbarossa è una certezza da anni per l’Italia canterina. Non vincerà Sanremo, ma il suo progetto discografico merita un plauso. Bella collaborazione con Anna Foglietta.

ERMAL META & FABRIZIO MORO: VOTO 7/5

Due voci opposte che hanno in comune la sensibilità per i temi delicati della società. I due hanno portato alla kermesse una canzone che prende spunto dalla paura per il terrorismo e si impongono in quanto a presenza scenica e look. Ma non ci convince fino in fondo, o meglio, ci aspettavamo qualcosa di diverso. I pronostici li vogliono vincitori: staremo a vedere.

THE KOLORS: VOTO 6/5

Con quel “Mai, mai, mai” come ritornello siamo certi che verremo tormentati per mesi. È una canzone radiofonica, molto orecchiabile, molto rumorosa, però poca sostanza. Il voto per la band è tutto basato sulla presenza scenica e per fortuna…

ENZO AVITABILE & PEPPE SERVILLO: VOTO 7

Coraggiosa la scelta di gareggiare a Sanremo per due che la musica è talento, studio, preparazione e importanza delle radici. Performance piena di virtuosismi però non arrivano allo spettatore.

I POOH A SANREMO IN VERSIONE DISGIUNTI: VOTO 2-

Non ha senso tutto ciò. Red, Roby e Riccardo voi siete i Pooh ed è ora che ve ne rendiate conto. O tutti uniti o non se ne fa nulla. Quindi, spiace, ma non ci siamo. Ai Pooh invece vogliamo sempre bene e non diremo mai NO.

 

ORNELLA VANONI, PACIFICO E BUNGARO: VOTO 8

Che divina Ornella! Meravigliosa lei, la canzone ed i suoi amici autori. Poesia e voce sublime nonostante l’età in queste serate del Festival. La canzone è un inno ad amare se stessi scritta in maniera semplice ed il messaggio arriva subito e diretto. Bravi tutti, anche per la scelta dell’ospite – Alessandro Preziosi – per il duetto.

DECIBEL: VOTO 2

Enrico Ruggeri perché? La canzone è un misto di inglese ed italiano, non si capisce perché scegliere Sanremo per informarci della lettera dal Duca. L’unica cosa interessante la presenza di Midge Ure per i duetti.

RENZO RUBINO: VOTO 6-….ma di incoraggiamento

Rubino ha cantato meraviglie rispetto a “Custodire” ed il suo album “Il gelato dopo il mare” contiene delle vere e proprie perle da ascoltare. Il brano si dimentica facilmente e manca tanto Renzo Rubino de “Il postino”.

ELIO E LE STORIE TESE: VOTO 7

Ci salutano dal 2017 ed anche a Sanremo hanno continuato. Stavolta con “Arrivedorci” non decollano però anche se è apprezzabile la collaborazione con i Neri per Caso. Pazienza, tanto siete fighi lo stesso!

NINA ZILLI: VOTO 6

Il messaggio della canzone è attuale e dirompente: il rispetto dell’essere donna però Nina cara per il look non ci siamo e si che potresti permetterti di tutto. Non è andato neppure bene il featuring con Sergio Cammariere. Sei brava, bella e talentuosa: Sanremo stasera finisce ma ci sentiremo in radio! Au revoir!

E voi, concordate con la nostra pagella?