Il caso Logan Paul: perché mostrare il cadavere di un suicida potrebbe non essere una buona idea

Noemi D'Alessandro

In #Reportage, #Weeklysh*t, GOSSIP, WEB / Noemi D'Alessandro / 5 Comments

Lo so cosa vi state chiedendo: chi diavolo è Logan Paul?

Per i più “social” tra di voi, questo ragazzetto biondo col capello da surfer non è un volto nuovo: trattasi infatti di un giovane youtuber che ha cominciato la sua carriera su Vine, ormai defunto social sul quale era possibile caricare brevissimi video (se la memoria non m’inganna, roba di massimo 7 secondi o giù di lì).

Logan è il tipico youtuber americano che ha fondato il suo impero su milioni (15, per l’esattezza) di iscritti perlopiù dodicenni che lo idolatrano e lo venerano come fosse una specie di divinità. E cosa fa nei suoi video, questo Logan Paul per meritarsi tanta adorazione da parte dei giovanissimi?

Quello che fanno tutti gli youtuber di successo: vloggano ogni santa giornata della loro vita, si filmano mentre fanno “pranks” (scherzi assolutamente per nulla fintissimi e già organizzati ma nooo raga dai che andate a pensare), esperimenti sociali, cose così insomma.

Ogni tanto mi chiedo per quale motivo non abbia ancora mollato tutto per imbracciare una telecamera e vloggare pure io e farmi i miliardi sulle views di malleabili ragazzini in età prepuberale, poi mi ricordo che la mia vita è composta perlopiù da code alle Poste e liti condominiali e penso che, in fondo, non voglio poi così male alle nuove generazioni.

Che poi, alla fine, questa cosa degli youtuber è anche ammirevole. Questa è gente che ha capito come gira il mondo, che sa come vendersi, che sa cosa piace alle persone e che sfrutta tutti questi fattori per erigersi a un livello superiore e, banalmente, far soldi. Basti pensare a tutti gli youtuber (compreso qualche “orgoglio” della nostra italica scuderia) che hanno cominciato la loro scalata verso il successo filmandosi nel buio della loro cameretta a fare gli scemi con parrucche e occhialoni di plastica colorata e sono finiti a recitare in produzioni importanti, ad avere programmi televisivi tutti loro e a fare tutte quelle cose che spero si stiano godendo prima di finire nell’oblio.

Hello darkness my old friend

Ciò detto, torniamo a Logan.

Il 2018 è iniziato da quattro giorni e già ha toccato il fondo per quanto riguarda la monnezza propinataci dal Tubo, proprio grazie a Logan.

Ma cosa ha fatto, questo simpatico ventiduenne americano per meritarsi l’odio di migliaia, milioni di utenti tra i quali spiccano per celebrità Sophie Turner (Sansa di Game of Thrones), Aaron Paul (Jesse di Breaking Bad) e la sottoscritta (Pastorella nella recita di Natale delle elementari del ’96)?

La risposta è banale quanto agghiacciante:

Lo youtuber, in pieno delirio da vlog, ha pensato fosse

una buona idea farsi una scampagnata ad Aokigahara, meglio nota come foresta dei suicidi, in Giappone.

Vabbè, la storia che il Giappone è il Paese col più alto tasso di suicidi al mondo, la sappiamo tutti. E in ogni caso, anche se non lo sapessimo, potremmo facilmente usare l’intuito per arrivare all’ovvia conclusione che, se un posto si chiama “foresta dei suicidi”, probabilmente andare a farci campeggio con gli amichetti non è una buona idea.

Logan si è difeso dicendo che per loro era una cosa “divertente” da fare, tipo passare una notte in una casa stregata. Con la piccola, trascurabile, differenza, che la foresta dei suicidi non è un posto che si dice essere stregato o maledetto o frequentato da vampiri. Aokigahara è un posto dove la gente davvero si toglie la vita.

C’è bisogno che sprechi il mio (e il vostro) tempo a sottolineare in righe e righe piene di pathos che il suicidio non è una cosa sulla quale scherzare, nemmeno per tutte le views del mondo? C’è bisogno che io sottolinei che la gente non si ammazza per mancanza di cose da fare la domenica pomeriggio? Siamo tutti d’accordo sul fatto che un suicidio è una tragedia? 

Supponendo che abbiate detto di sì, andiamo avanti.

Il video (cancellato da Logan stesso – e NON da Youtube! – ) inizia con un pianoforte struggente, due righe in cui Logan scrive che il video contiene immagini forti blabla che non è clickbait blabla che se hai bisogno di aiuto perché hai pensieri suicidi allora sappi che lui è lì per te blabla numero di prevenzione al suicidio blabla.

Insomma, arriviamo al dunque: c’è Logan (che in nome del profondo rispetto che nutre nei confronti dei suicidi, indossa un sobrio cappello-peluche a forma di alieno di Toy Story) che con i suoi amici ride e scherza mentre si addentra nella foresta. Giocano tra loro, fanno chiasso, fanno battute. Oh sì, che funny, ahahah.

Dopo un po’, Logan si blocca e inizia ad assumere una serie di faccette “da fumetto” che secondo lui dovrebbero essere espressioni di sgomento e inizia a urlare “oh mio dio c’è un cadavere lì!“, sempre con quel cappello idiota, sempre con quella faccia falsissima che vorrebbe sembrare divertente anche in un momento tragico come quello che sta vivendo.

Gli amici gli consigliano di chiamare la polizia e lui pensa bene di avvicinarsi a meno di un metro dal cadavere (un uomo che si era da poco impiccato), facendogli l’enorme cortesia di censurargli la faccia sempre in segno del profondo rispetto di cui sopra, mentre gli gira attorno come un imbecille, urlando quanto sia INCREDIBILE ASSURDO OH MY GOD il fatto che abbia trovato un CADAVERE nel mezzo della foresta dei suicidi OMG THIS IS SO CRAZY.

In tutto questo ride, fa le faccette, fa versi e io immagino quanto forte in quel momento fosse la vocina nella sua testa di cavolo, mentre gli suggeriva di continuare a comporarsi da deficiente irrispettoso perché “nessuno su youtube ha mai fatto una cosa del genere ahahah chissà quante views! chissà quanti soldi!“. Avete presente quell’aria malvagia che assumono le mosche quando si posano su uno stronzo particolarmente succulento e iniziano a sfregarsi le zampine tipo villain dei fumetti? 

Esatto, così immagino Logan Paul.

Arriva la polizia, Logan continua con il suo show, anche quando qualcuno (un signore giapponese) gli dice che, lui e i suoi amici, non sarebbero dovuti andare in quella zona perché proibita.

Nel parcheggio della foresta, Logan incontra una bambina, sua fan, e le dice – sempre ridendo e scherzando – di non andare “da quella parte“, indicando il punto in cui aveva rinvenuto il corpo, usando il tono che userei io per dire a un amico “non camminare su quel marciapiede, ché c’è una merda di cane colossale, non vorrei ti sporcassi le Nike ahahaha“.

Insomma, dopo un irragionevole numero di ore e un ragionevolissimo (ma non adeguato) numero di insulti, Logan si decide a rimuovere il video e a rilasciare un paio di dichiarazioni (una scritta e un video) in cui si dice estremamente dispiaciuto per il suo comportamento, che ha imparato la lezione, che è solo un essere umano e che pensava (facciamoci na risata) che il suo video avrebbe in qualche modo aiutato le persone che lo seguono e che hanno pensieri suicidi, scoraggiandoli a compiere l’empio gesto.

Della serie: non t’ammazzare, siamai un deficiente della mia stessa levatura morale dovesse trovarti morto e farci un video, monetizzandolo, in cui ride e scherza con un cappello a forma di pupazzo dei cartoni animati.

In tutto questo, gran parte dello scandalo sta nel fatto che Youtube (che naturalmente tratta con vari occhi di riguardo i vlogger più famosi, come appunto Logan) non solo non ha rimosso immediatamente il video, ma non ha nemmeno rilasciato uno straccio di dichiarazione sulla vicenda.

Centinaia di ragazzi si vedono demonetizzare i propri video per un “fuck” di troppo, mentre Logan ha mostrato un cadavere al suo pubblico di dodicenni in un video monetizzato (e finito, naturalmente, in tendenza) senza che nessuno battesse ciglio.

Dai, YouTube. Dai.

Questa gente ha una responsabilità enorme, proprio in virtù del pubblico cui fa riferimento. Come dice lo zio Ben di Spiderman: da grandi poteri derivano grandi responsabilità e, si sa, l’adolescenza è un periodo delicato durante il quale si pensano e si fanno cose stupide. Io stessa vengo da una generazione per la quale tagliarsi i polsi (o millantare di farlo) era considerato “cool“. Non dimentichiamoci il fenomeno degli emo, a inizio anni duemila. Che impatto può avere, un video del genere, su un pubblico di bambini malleabili in una fase così delicata?

Morale della favola: cari ragazzi e ragazzini che seguite ‘sta gente, per piacere, sceglietevi bene i vostri idoli. Scegliete con cura le persone alle quali donare preziosi minuti di visualizzazioni e sappiate che non tutto è divertente, che non tutto è black humor e che, per fortuna, non tutti sono come Logan Paul.