I social ai tempi del Coronavirus: da ironia a psicosi il passo è breve

Venerdì scorso sono comparsi ufficialmente i primi due focolai di Coronavirus nel Nord Italia, in Lombardia e in Veneto. L’arrivo dell’epidemia del virus cinese  nel Paese ha impressionato e colpito tutti i cittadini italiani, scatenando social media e i media.

I social media, in particolare, sono stati letteralmente inondati da centinaia di meme sul virus cinese, sia per stemperare la tensione, ma anche per far riflettere chi si è fatto prendere dalla psicosi.

E così l’internet si è scatenato, facendo ironia in primis sulle mille attività svolte dal paziente zero che, a quanto pare, ha diffuso il contagio a suon di partite di calcetto, maratone, cene e pranzi in sole due settimane (e nel mentre lavora pure eh sia chiaro).

Uno degli episodi più trattati è stato l’ingiustificato corri corri ai supermercati che ha interessato Milano lo scorso weekend.

Oltre all’ironia sulle enormi code e sulle scene di panico alla “Io sono leggenda”, gli internauti si sono concentrati su un particolare bene che non ha subito la razzia: le penne lisce.

Ebbene sì, a quanto pare gli italiani, anche in situazioni di panico e stress, preferiscono non mangiare le fastidiose e viscide penne lisce, rinunciando alla pasta in un eventuale quarantena.

Coronavirus: l’effetto sui consumi di Amuchina

La regina dei meme è stata, a mani basse, la cosa più indispensabile in situazioni del genere e di ansia: l’AMUCHINA. Il miracoloso detergente gel anti-tutto è letteralmente andato a ruba, non solo nelle zone interessate dai focolai (e questo deve far riflettere, scherzi a parte), facendolo apparire quasi come un bene di lusso.

Perché di lusso? Beh non sono mancati gli sciacalli, nello specifico venditori privati su Amazon, che hanno aumentato il prezzo dell’Amuchina fino ad arrivare a toccare anche le tre cifre. Qualcosa di incredibile,  subito notato e risolto dal colosso americano.

Ma non sono mancate anche le velate critiche ai classici e ormai immancabili tuttologi del web, che con le loro azioni alimentano solamente il panico e l’ansia nei più suscettibili e meno informati.

Tornando un attimo seri, c’è da riconoscere il ruolo giocato dai servizi di messaggistica istantanea come WhatsApp e Telegram. Le chat, infatti, sono molto utili a chi si trova relegato in quarantena e vuole avere aggiornamenti sull’apertura di strade o generi alimentari da poter raggiungere.

Da segnalare, in particolare, il canale Telegram “Tutto il Coronavirus minuto per minuto”, nato con l’obiettivo di postare in diretta gli aggiornamenti ufficiali delle autorità, ma anche le testimonianze foto-video di controlli sanitari effettuati in pubblico.

Il Coronavirus ha scalato, ahimè, rapidamente le posizioni sui social media, mostrando sicuramente la capacità degli italiani di scherzare anche in situazioni pesanti, ma anche l’enorme fragilità causata dalla sovrabbondanza di informazioni.



Paride Rossi