I murderabilia e l’arte dell’orrore

In #Instaworld, SPETTACOLO by Alice SpotoLeave a Comment

Il mercato dell’arte è molto vasto e variegato, ma non molti sanno che esiste anche un bizzarro commercio di nicchia di oggetti appartenuti ai serial killer più celebri, o dipinti e lettere realizzati da loro stessi in carcere.

Questi oggetti vengono chiamati “murderabilia”, sostantivo composto dal termine inglese “murder”: omicidio e quello latino “memorabilia”: ricordo.                                                       Può sembrare un’usanza strana e un po macabra, ma esiste un così alto numero di collezionisti che su internet vi è addirittura uno specifico sito dove viene messo in vendita questo particolare materiale. Dentro quest’ultimo, infatti è possibile trovare qualsiasi cosa: disegni, lettere, magliette, altri effetti personali dei suddetti criminali e persino foto raccapriccianti dei loro efferati delitti e immagini inedite delle scene del crimine.

 

L’esempio più eclatante e famoso è rappresentato dai disegni di Wayne Gacy, soprannominato Killer Clown per aver rapito, torturato, sodomizzato e ucciso 33 uomini, 27 dei quali seppelliti sotto la sua casa. Lo pseudonimo con cui è diventato celebre deriva dal suo lavoro come clown per le feste dei bambini, facendosi chiamare Pogo il Clown. Il movente degli omicidi era la sua omosessualità repressa; pochi sospettavano ciò, anche perché era sposato.                                                                   Il killer dopo il processo venne condannato a morte e giustiziato con l’iniezione letale nel 1994.                                           Durante i 14 anni di carcere, Wayne creò 73 opere tra disegni, schizzi e dipinti, molti dei quali raffiguranti proprio il suo alter ego “Pogo il Clown” e anche altri disegni riguardanti i sette nani di Walt Disney. In un suo dipinto vi sono i sette nani mentre giocano a baseball contro i Chicago Cubs. L’acquirente di questo disegno, per aumentarne il valore, lo fece autografare da giocatori famosi di baseball: Ted Williams, Willie Mays, Mickey Mantle, e Joe Dimaggio, senza dire loro di cosa si trattasse prima di aver ottenuto l’autografo.                                                               Le perizie psichiatriche effettuate su di lui, anche grazie a questi disegni, dimostrarono una notevole intelligenza e una spiccata nonché inquietante immaginazione.                                         Nei mesi seguenti alla sua morte, molti dei quadri che egli aveva dipinto nel corso della lunga permanenza in carcere furono messi all’asta e oggi diventati parte di collezioni private. La vicenda e gli omicidi di Gacy contribuirono ad alimentare l’immaginario del clown malvagio, fino ad oggi protagonista di molti film e romanzi.

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John Wayne Gacy con Rosalynn Carter, la First lady degli Stati Uniti d’America dal 1977 al 1981

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Un disegno raffigurante John Wayne Gacy nelle vesti di “Pogo il clown”.

John Wayne Gacy "Pogo il clown e i 7 nani"

John Wayne Gacy “Pogo il clown e i 7 nani”

 

 

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About the Author
Alice Spoto

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Mi chiamo Alice, studentessa universitaria di Beni Culturali a Catania, con la speranza di laurearmi presto. Sono nata in Svizzera ventitré anni fa, ma ben presto mi sono trasferita in Sicilia. Ho una grande passione per l'arte e la letteratura, e per tutti i campi della cultura che riguardano l'attualità e il mondo contemporaneo, dalla fotografia al cinema d'autore, dalla musica indie alla street art. Mi diletto a scrivere poesie e a fare lunghe passeggiate in mezzo al verde. Ah si, sono anche molto attenta ai temi dell'ambiente e dell'ecologia, e come scelta etica ho intrapreso la dieta vegetariana. Da settembre 2015, unendo la mia passione per la scrittura e l'aspirazione ad entrare nel mondo del giornalismo, ho cominciato a collaborare con molto entusiasmo per il sito #SocialUp.

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