Mostra I Gladiatori al MANN: riscoprire la vera umanità degli eroi di Roma

Panem et circenses. Datele un po’ di grano, datele gli spettacoli dei gladiatori, e la plebe di Roma non si ribellerà mai al potere. Conosciamo tutti questo modo di dire; ma conosciamo meno come fosse stare dall’altra parte della barricata. Come fosse vivere da gladiatori; combattere da gladiatori; da gladiatori morire. Ed è per rispondere a queste domande che il Museo Archeologico Nazionale di Napoli (MANN) ha pensato ad una nuova esibizione. La mostra “I Gladiatori”, che si estenderà dalla riapertura del museo fino al 6 gennaio 2022, tenterà infatti di avvicinare quanto più possibile i visitatori e le visitatrici a queste figure; figure senza dubbio forti, eroiche, ma anche complesse, anzi dotate di una ricca e sofferta vita interiore.

Andrea Bignasca, direttore dell’Antikenmuseums di Basilea, ci spiega infatti che l’obiettivo del progetto è quello di smontare i luoghi comuni hollywoodiani; riscoprire l’uomo, lo schiavo, il suo dolore, ben oltre la maschera da eroe.

È cosa ben dura – si dirà – mostrare la vita interiore attraverso mosaici e blocchi di marmo. Non è un caso, però, se i curatori dell’esposizione ci fanno sapere che “l’affascinante viaggio di ricerca in sei sezioni” (che conta ben 160 reperti provenienti dall’Italia e dalla Svizzera) termina con una settima tappa del tutto innovativa. Avendo camminato nel mondo della vita dei gladiatori, delle loro armi, dei loro funerali; essendosi immersi tra le loro cacce spettacolari, i loro anfiteatri, i loro luoghi abituali; dopo tutto ciò, il visitatore e la visitatrice si ritroveranno nella sezione tecnologica “Gladiatorimania”.

Ci spiegano i curatori de “I Gladiatori” al MANN che quest’ultimo tassello della mostra “costituisce un vero e proprio strumento didattico e divulgativo; è pensato per rendere accessibili a tutti e tutte, adulti e ragazzi, i diversi temi della mostra”. 

Lo sforzo di far dialogare l’archeologia e la tecnologia non è solo alla base di questa esposizione, ma anche dell’attività della regione Campania. È infatti in corso la digitalizzazione di tutto il suo patrimonio artistico e culturale; chiunque potrà dunque accedervi attraverso i propri dispositivi personali, così da permetterne una fruizione quanto più larga possibile.

La mostra “I Gladiatori” al MANN non avrà però luogo solo grazie al sostegno della regione Campania. Ma anche grazie alla partnership del Parco Archeologico del Colosseo; o grazie alla collaborazione con il Parco Archeologico di Pompei e con l’Antikenmusems di Basilea. Tutto ciò non fa che confermare la dimensione insieme locale e insieme internazionale del progetto. Conferma cioè la sua volontà di porsi come occasione non solo di ripartenza ma anche di crescita del turismo di carattere regionale. E conferma la sua volontà che questa ripartenza e questa crescita siano sempre giocate con un occhio teso all’internazionalità, che è il lievito di ogni cultura.

La fama dei gladiatori deriva, infine, dalla loro immagine di sovversivi; così la spiega Paolo Giulierini, che del MANN è il direttore. I gladiatori raccontano a tutti e a tutte che, contro ogni potere, contro ogni avversità, uniti si vince. E uniti – conclude – “scateneremo l’inferno”.



Matteo Liguori