I 5 sbatti da città per una ragazza di periferia evoluta in imbruttita cronica

C’aveva visto lungo la buona Anna Tatangelo nel dire che le ragazze di periferia non se la passano mai alla grande. Povere, povere anime indifese vittime sacrificali di un destino che le ha sempre dipinte come l’anello di plastica delle patatine in busta, schiacciato in un mondo di sbrillocchi puro diamante.

Ma come la nostra Lady Tata insegna, se la specie umana di “ragazza di periferia”, subisce un’evoluzione antropomorfa, uno switch metafisico, un’arrampicata sociale e geografica, si tramuta allora in una temibile creatura che fa del FASTIDIO a prescindere, un’arma contundente di ottundimento delle masse.

Abbiamo cercato così di raccogliere i 5 sbattimenti che un’imbruttita acquisita incontra durante la nuova vita da metropoli.

QUANDO TI SABOTANO LO STALKERAGGIO SOCIAL SUI MEZZI

Location: tram. Momento: ogni momento è buono. Tu sei lì, che approfitti dei 10 minuti di nullafacenza che una giornata di operatività imbruttita ti concede, per dedicarti all’unico hobby di senso compiuto che ormai la società contemporanea ci offre: lo stalkeraggio social. Niente è lasciato al caso, ogni tocco touch è sincronizzato temporalmente, la sequenza di gesti è stata studiata a perfezione davanti allo specchio per giorni interi. Tutto affinché la sacra missione del riuscire a farsi i cazzi altrui in totale anonimato giunga anche questa volta a degno compimento. Ma poi, aiuto, succede quello che, oddio aiuto aiuto, mai mai mai dovrebbe accadere. Il pilota di Formula 1 che è alla guida del potente mezzo decide, per rompere la routine, di dare un colpo d’anca stile lambada a destra. Ed è lì, che quel troglodita da tram,  quello lì che è così tenero da lasciar il proprio posto all’anzianità, e così purista da non voler acchiapparsi a nulla pur di restare illibato da germi, ti si butta addosso dandoti una gomitata sul gomito che ti fa slittare il pollice dalla posizione schermo sud del cellulare anche detta “posizione a rischio zero” alla posizione schermo centro-sinistra anche detta posizione “hai messo il like su una foto del 1912 della persona che stavi stalkerando”. Quindi ragazzi per favore: IN PIEDI SENZA AGGRAPPARVI IN TRAM SOLO SE SIETE GLI EQUILIBRISTI DI PUNTA DEL CIRCO ORFEI GRAZIE!

QUANDO LA GENTE NON SA CAMMINARE E DARSI UN SENSO NEL MONDO

Allora, mi dico, ma se vivi in una città come Milano, sono le 9 di mattina e sei un burattino nelle mani dell’operatività imbruttita che aleggia nell’aria insieme allo smog, puoi ma puoi camminare come se fossi in promenade nelle valli de “La casa nella prateria” ??? Loro sono lì che con questa noschalance si muovono a rallenty a destra e sinistra, a sinistra e poi destra senza neanche darti la possibilità di sorpasso ignorante. Non so, ci esibiamo in un alligalli visto che ci siamo? Il ballo del pinguino? Sirtakino digestivo? No way.

QUANDO PER FORZA CIAO, CIAO PROPRIO, CIAONE

Odio salutare, veramente. Ce questa roba che devi andare in un posto e partecipare ad una sorta di giro dei sepolcri nel salutare per convenzione sociale ogni elemento del circondario proprio non la reggo. Che poi magari, cioè sicuramente, non hai niente da dire, però non ho capito perché in questa società l’arte del saluto a priori anche a chi “ma chi se ne frega” deve esser considerato un atto di educazione ed addebito di rispetto. Ma quando mai.  E poi mi soffermerei su due sottospecie di saluto forzato. Il saluto forzato con bacetto ed il doppio saluto forzato. 1) Ma a proposito di rispetto, ma un po’ di salvaguardia per le povere genti asociali che non amano il contatto fisico ce la vogliamo mettere? Ma perché io debbo per forza sfiorare le epidermidi sudate di qualcun’ altro? Perché tutta questa cattiveria? 2) Ma se in un momento di gentilezza ed estrema bontà mi sono piegata alla trafila del primo saluto all’entrata, perché poi bisogna salutare per forza anche all’uscita? Ma chi le ha create queste regole di buona condotta? Effetto boomerang solo su Instagram dai.

QUANDO MA LA VUOI ABBASSARE QUELLA VOCE QUANDO PARLI AL TELEFONO?!

Poi esistono quelle creature deliziose che, non cogliendo la bellezza di un momento di pace in cui non si ha da far niente e si potrebbe far niente, in un luogo comunemente condiviso tipo treno devono per forza darsi un senso stando al telefono. E fin qui potrei anche tollerare, se non fosse però che questo stare al cellulare debba esser riprodotto in mondovisione. Come se dovesse importare a tutti che Rodriga si metta lo smalto solo una volta a settimana o che Katrina dica che i calzini bianchi, nonostante siano comunemente schifati da tutti, abbiano il loro perché. Che poi in realtà, oddio, a me queste cose potrebbero anche interessare ma almeno apriamo un dialogo, interagiamo cribbio. Voglio dire, se proprio mi devi imporre la storia della tua vita almeno fammi dire che si è vero, i calzini bianchi wow!

QUANDO IL FASTIDIO VERSO CHI PROVA FASTIDIO

Ecco. Ora, chiunque tu sia ad aver appena letto i 4 punti precedenti, non potrai mai ritenerti una vera/o imbruttita/o acquisita/o se non hai provato fastidio nel leggere tutte queste lamentele sul fastidio. Perché non c’è niente che infastidisce tanto quanto chi ha troppo da dire. Perché ma al posto di sentenziare fatti una vita.  Perché basta questa plebaglia che deve per forza lamentarsi di continuo insultando tutti e tutto credendo di risultare simpatica. Perchè? Ah. Ah. Ah. No.



redazione