“Guariscilo dalla testa”: combattere il cancro con i foulard delle donne africane

Combattere il cancro è una delle sfide più difficili che la vita ci mette davanti e, nonostante il coraggio e la forza, a volte è lo sconforto a prendere il sopravvento. Soprattutto quando allo specchio riusciamo a distinguere tutti i segni della malattia. Per una donna, in particolare, accettare la perdita dei capelli a causa della cura chemioterapica è il momento più difficile da superare. Già in passato noi di Social Up ci siamo occupati di questo tema e delle varie iniziative di solidarietà promosse da associazioni, stilisti e case di moda per aiutare le donne malate di cancro. Lo faremo anche oggi, raccontandovi il progetto “Guariscilo dalla testa”.

Si tratta di un progetto solidale che si rivolge al reparto oncologico dell’Ospedale Perrino di Brindisi, promosso da African Fashion Gate, l’Associazione No Profit ideata da Nicola Paparusso che punta a favorire lo sviluppo sociale e culturale dell’Africa attraverso la moda e l’arte. L’iniziativa mette al centro dell’azione la donna ed il suo bisogno di femminilità che va oltre la malattia e le cure. Un modo per aiutare chi si sottopone ad interventi e chemioterapie a superare i traumi di cicatrici fisiche e psicologiche, a non rinunciare alla bellezza, a combattere la malattia senza accantonare la propria vita. A dare una mano alle tante pazienti sono state alcune modelle africane, che insegnano loro ad intrecciare, in modo femminile e nello stile tipico della cultura africana, foulard realizzati dalle mani di stilisti affermati. Perché, nella sua semplicità, un copricapo potrebbe attivare meccanismi di resilienza efficaci in tutte quelle donne che si trovano ad affrontare la perdita dei capelli nel percorso di cura del tumore al seno: preservare e valorizzare la propria femminilità, in una situazione che non può essere cambiata, consentirebbe loro di proteggere la sfera psicologica, già fortemente intaccata dalla malattia e dalla terapie per la sua cura.

La manifestazione, prevista per la prima decade del mese di luglio, si svolgerà in due fasi, una prima che prevede la selezione delle dieci modelle tra le pazienti da parte dell’associazione, ed una seconda a cura dello stilista Anggy Haif, insieme al designer italiano Massimo Orsini, i quali si occuperanno di curare lo stilyng delle modelle, creando capi perfetti per ognuna di esse. Una volta realizzato il copricapo ad hoc, ogni donna si trasformerà in una vera e propria modella e poseranno davanti alla macchina fotografica partecipando a un vero shooting professionale per creare un calendario il cui ricavato sarà destinato per la realizzazione di un’area relax del reparto oncologia dell’Ospedale.

I colori e la tradizione africana, quindi, proveranno a umanizzare ancora di più le corsie dell’ospedale, a restituire fiducia e speranza alle donne in cura e a dare loro un nota di colore, in contrasto alla vita grigia che coglie una persona quando scopre di doversi curare.