Gli eSports alla lente d’ingrandimento: intervista ad un pro player di FIFA 18

Giuseppe Forte

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L’universo degli eSports rappresenta un fenomeno talmente intrigante che negli ultimi anni ha suscitato un sensibile interesse nei confronti degli appassionati di tutto il mondo, elevando le svariate piattaforme dei videogiochi ad un livello competitivo, organizzato e soprattutto professionistico. I tornei di giochi elettronici hanno repentinamente subito una crescita esponenziale fino a costituire una delle fonti principali e più promettenti dell’online economy; tra quelli maggiormente apprezzati si piazza senza dubbio FIFA 18, il prodotto sviluppato da EA Sports e pubblicato da Electronic Arts che tiene incollati davanti lo schermo milioni e milioni di giocatori.

Talento, determinazione e un gran feeling con le dinamiche del videogioco calcistico più famoso di sempre sono tutte caratteristiche che appartengono ad uno dei fenomeni del panorama italiano ed internazionale. Il suo nome è Andrea Morfino, ma il popolo dell’online lo conosce con il nome di Andreas17_. Classe 1993, Andreas si è distinto durante l’ultima stagione di FUT Champions scalando rapidamente le classifiche mondiali fino ad entrare stabilmente tra i migliori 100 player europei e contando anche svariate apparizioni nella top 100 al mondo.

In attesa di pianificare il proprio futuro nel mondo FIFA, magari intraprendendo la carriera di altri pro gamer che approdano alla corte dei sempre più numerosi team eSports, Andreas si è concesso ai nostri microfoni raccontandoci la propria esperienza.

Ciao Andreas! Raccontaci come ti sei avvicinato al mondo di FIFA.

Ho sempre avuto la passione per il calcio avendolo praticato anche da giovane. Una volta acquistata una PlayStation, per me giocare a FIFA era come un must.

Quando hai scoperto di poterti cimentare anche nel competitivo?

È successo tutto quest’anno con FIFA 18. Non conoscevo ancora l’ambiente competitivo come quello legato alla Weekend League. Grazie ad un amico sono stato coinvolto anch’io e da quel momento non ho più saputo rinunciare a giocare.

Quando e come ti sei reso conto di avere grandi potenzialità di scalare posizioni nel ranking mondiale?

Circa a metà stagione. Non avendo la possibilità di spendere eccessivo denaro per migliorare la squadra, ho studiato, documentandomi un po’ in giro per il web; sono migliorato inevitabilmente anche nelle fasi di compravendita e in questo modo sono riuscito ad ottenere una rosa abbastanza valida per poter ambire a buoni risultati.

La capacità di saper gestire le fasi di compravendita: quanto è importante questo aspetto nelle abilità complessive di un player? 

A FIFA la compravendita è un po’ come investire in borsa. Bisogna avere le conoscenze giuste per prevedere l’andamento del mercato e cercare di giocare in anticipo con quello che verrà proposto dal gioco. In aggiunta a questo, i risultati in Weekend League e ovviamente una buona dose di fortuna nel trovare i giocatori giusti sono comunque fondamentali.

La Weekend League è naturalmente il palcoscenico principale per i giocatori di tutto il mondo. Qual è il tuo approccio nell’affrontare le insidie di quelle 40 partite del fine settimana?

Prima di tutto ci vuole testa. L’aspetto mentale è importantissimo, perché se non mantieni la calma anche le partite apparentemente facili sulla carta possono trasformarsi in vere e proprie trappole.

Quali sono le partite che ricordi con maggior piacere? Che soddisfazione hai provato nell’entrare stabilmente nella top 100 europea? 

Ricordo due vittorie in particolare: una contro BenediktSaltzer, player sotto contratto con il Wolfsburg e con una grande esperienza a FIFA, l’altra contro Zimmmeghj, player ufficiale dell’AS Roma. Queste sono delle sfide in cui devi vendere cara la pelle e in cui paghi ogni disattenzione a carissimo prezzo. Vedersi sempre nella top 100 europea e talvolta anche in quella mondiale è sempre una grandissima soddisfazione se consideriamo quanti player ci sono nell’universo FIFA.

Molti player apprezzati si servono di piattaforme di livestreaming come Youtube o Twitch per pubblicare i propri contenuti e renderli visibili al pubblico. Possiedi un canale?

Sì, ho un canale Twitch in cui mi capita spesso di streammare i miei incontri di Weekend League o sessioni di training per i più interessati. Credo sia positivo dare il proprio contributo ai player che vogliono migliorare le proprie qualità e che mostrano attenzione e partecipazione verso i livelli più competitivi del game.

Diversi giocatori nel mondo competitive hanno già un team di appartenenza. In Italia molte squadre di calcio hanno cominciato a investire in professionisti di videogame cavalcando l’onda del fenomeno eSports. Sei già membro di un team o hai pensato di entrarne a far parte di qualcuno?

Non ancora, per il momento sono un free agent ma sono in contatto con un’azienda emergente nel mondo eSports che si chiama 0775 Esports. Per adesso mi occupo del servizio training nel loro gruppo Facebook, ma sono pronto a prendere in considerazione l’idea di entrare a far parte del team a tempo pieno. Rappresentare l’Italia ad un evento internazionale sarebbe sicuramente fantastico e uno stimolo in più per far bene.

Quali consigli daresti a chi si sta avvicinando al mondo del competitive e che come te vorrebbe fare il salto di qualità?

Tanto allenamento e tanto studio. Rivedere spesso le proprie partite per capire meglio gli errori che si commettono volta per volta e ovviamente cercare di giocare con player sempre migliori per alzare continuamente l’asticella del grado di difficoltà.

Quali sono i tuoi obiettivi in vista del rilascio di FIFA 19 che avverrà tra poche settimane?

Voglio impegnarmi al massimo cercando di ottenere il prima possibile una squadra per competere, per poi entrare sin da subito nella classifica dei migliori. Non sarà facile ma farò il possibile per migliorare i risultati già ottimi ottenuti su FIFA 18.