Il genio femminile di Marie Curie: 5 invenzioni rivoluzionarie

In SCIENZE by Andrea ColoreLeave a Comment

Marie Curie, o se preferite Maria Slodowska, moglie del fisico francese Pierre Curie, è stata una scienziata che ha cambiato la storia grazie alla sua personalità e alla sua genialità. Vinse ben 2 premi Nobel (per la fisica nel 1903 e per la chimica nel 1911) – cosa assai rara, visto che solo ad altre 3 persone è toccato in sorte lo stesso destino. Il nome della Curie è legato soprattutto ai suoi studi compiuti sul radio e la sua scoperta, insieme a quella del polonio.

Polacca di origine e naturalizzata francese, Curie è stata inoltre la prima donna in assoluto ad insegnare nella prestigiosa università Sorbona di Parigi dopo la morte del marito. Tale è stata la sua importanza che a lei sono spettati due importanti riconoscimenti, oltre ai già citati Nobel: il curie è diventato l’unità di misura per indicare la radioattività (insieme al becquerel, da Antoine Henri Becquerel che nel 1903 vinse con Marie e Pierre) e ad oggi il giorno del suo compleanno, il 7 novembre, è riconosciuto come la Giornata Internazionale della Fisica Medica.

Tutto questo è eccellente, non c’è che dire. Ma in che cosa consistono gli studi di Curie? In che modo hanno rivoluzionato la nostra vita, a distanza di più di 100 anni? Marie Curie è stata una grande scienziata che ci ha consegnato 5 invenzioni che hanno radicalmente cambiato il nostro modo di vedere la scienza e la medicina. Scopriamole quindi insieme.

La radioattività

E’ certamente il suo merito più importante che le è valso il Nobel. Curie riuscì ad isolare radio e polonio da dei minerali estratti da una cava della Repubblica Ceca. Grazie a questa scoperta, è stato possibile approfondire la ricerca sulle radiazioni: noi stessi infatti siamo circondati da radiazioni naturali, come alcuni tipi di raggi cosmici, e da radiazioni artificiali. Pericolosi, su questo non c’è dubbio. Ma siamo riusciti anche a trarre dei vantaggi terapeutici da queste sostanze.

I radiofarmaci

Fortemente legati alle radiazioni sono appunto i radiofarmaci, cure che appartengono alla moderna branca della medicina definita per l’appunto nucleare. E’ stata infatti Marie Curie, il cui lavoro è stato proseguito dalla figlia Irene, a gettare le basi per lo sviluppo della medicina nucleare, sfruttando così le radiazioni artificiali. Con questo non solo si è aperta la strada alla lotta contro i tumori, ma moltissimi tracciati oggi in uso nella medicina sono eredi degli studi di Curie. Uno fra tanti il PET, la tomografia a emissione di positroni.

Radiografie per la cura dei tumori

L’ascesa al Parnaso scientifico della Curie continuò durante tutto il corso della sua vita. Una data importante fu il suo secondo Nobel, per la chimica. Dopo aver isolato i materiali radioattivi, Madame Curie scorpì anche gli effetti distruttivi del radio sulle cellule tumorali. Per lungo tempo il radio venne usato nella ancora oggi nota “radioterapia”: solo recentemente si è diffuso l’impiego di altri materiali radioattivi come il cesio oppure lo iodio per specifici tumori (quelli alla tiroide).

Le radiografie… In guerra

La prima radiografia risale a molto prima di Marie Curie: infatti fu eseguita nel 1895 dal fisico e medico tedesco Wilhelm Conrad Rontgen alla mano della moglie. Consapevole di una scienza “che potesse giovare a tutti”, Madame Curie, insieme alla figlia Irene, durante la Prima Guerra Mondiale, realizzò sul campo di battaglia degli appostamenti mobili disposti di apparecchi radiografici così da operare sul posto, diagnosticando immediatamente lo stato di salute dei feriti in battaglia. Ancora oggi, dei veri e propri “reparti di radiologia su ruote” vengono utilizzati in zone privi di servizi o colpi da calamità naturali.

Filantropismo in medicina

Le rivoluzioni possono anche essere mentali. Prima si è accennato alla scienza “che potesse giovare a tutti”. Madame Curie e il marito non depositarono il brevetto dei loro studi sul radio, lasciandolo così libero affinché la comunità scientifica potesse continuare a compiere ricerche senza ostacoli. Allora fu una proposta scandalosa, ma fu la stessa Curie nel 1933 a difendere la sua proposta dalla “logica del profitto”. Un’idea che anni dopo sarà conforme al pensiero di un grande medico e ricercatore: Albert Bruce Sabin, famoso per aver sviluppato e diffuso il vaccino contro la poliomielite.

 

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Nato a Milano nel 1996, dopo essersi diplomato al liceo scientifico di Cantù (CO), si iscrive al corso di laurea in lettere classiche presso l’Università degli Studi di Milano. Collabora da agosto 2015 con il sito “Social Up! Your daily lifestyle magazine”. I suoi interessi spaziano in molti campi dello scibile e afferisce, all’occorrenza, a molte sezioni del sito. E’ responsabile della sezione cultura.