GCDS SS22: non perdere la bussola, scopri l’orientamento dello stile

GCDS e Giuliano Calza per la SS22 ha optato per il digital in una Milano Fashion Week quasi tutta in presenza. Avrà fatto la scelta giusta?

La sfilata di GCDS per la primavera – estate 2022 è controcorrente. Se tutti tornano a calcare le passerelle e a gremire le strade di Milano, Giuliano Calza propone un micro film di moda tra mix di stili e styling.

GCDS ti porta in un altro mondo

In un’ambientazione mutevole Giuliano Calza ti porta alla scoperta di vari mondi, come Monkey D. Rufy di One Piece fa con la sua ciurma. La sfilata, o per meglio dire il corto, si apre con una scena di devastazione: la musica tesa, una spiaggia, i modelli stesi sulla sabbia e i pezzi di un’imbarcazione ormai inesistente. I modelli si alzano e il fashion show inizia. Si alternano stili, styling, tessuti, decorazioni, modelli e la moda uomo/donna di GCDS per la SS22 prende pian piano forma. Da una spiaggia desolata si apre sullo schermo una luce. Sembra, per pochi istanti di essere in Odissea nello spazio di Kubrik e invece siamo sott’acqua. Un relitto affondato fa da scenario alla conclusione della sfilata. I titoli di coda scorrono inesorabili e noi ci chiediamo cosa rimane.

Lo stile di GCDS per la SS22

Ormai nella nostra mente sono impressi molti stili. Dal beach wear con i cappelli di paglia a tesa larga, micro costumi sgambati e impreziositi da gioielli, ai clog in pvc. Lo street wear si trasforma e incontra le linee e le forme degli anni 70 e le fantasie dei 60. Per non parlare dell’uso magistrale del demin, del knitwear, delle frange e dei punti luce. Lui diventa lei indossando un bustino ricoperto di strass, mentre lei sfila con luminosi ciclisti trasparenti. I confine tra intimo e pubblico è sparito e non esistono più barriere. La moda di GCDS e Giuliano Calza ci rende consapevoli, ancora una volta, che in tutto ciò che è moda bisogna sentirsi liberi di esplorare se stessi, il proprio mondo e il mondo altrui. Viaggiando per epoche diverse, stili differenti abbiamo capito che non potremo mai perdere la bussola della moda (anche perchè era compresa nell’invito alla sfilata!)



Silvia Menon