Ecco cosa significa essere uno studente fuori sede

Alessandra Nepa

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Quando scegli di diventare uno studente fuori sede, lo fai per due motivi principali: voler dimostrare a te stesso di sapertela cavare, di essere in grado di guadagnare e gestire una tua indipendenza o, più semplicemente, perché la facoltà che ti interessa, o meglio la miglior sede universitaria per la facoltà che ti interessa, è lontana da casa tua. Una valigia per i vestiti, l’altra accuratamente riempita dalla mamma di provviste, uno zaino pieno di fotografie e cianfrusaglie varie, cuffie nelle orecchie e si sale sul treno. La notte prima di partire sarà piena di domande e curiosità, un coraggio travestito di paure e sogni e una voglia smodata di mettersi in gioco, di vincere le proprie ansie tremende e guardarsi crescere e camminare dentro case nuove, strade di sassolini e con persone belle. Si sa bene che il tempo passa in fretta ed eccoci nella città che abbiamo scelto, a portarci le valigie da soli, a scoprire nuovi pezzi di mondo. I primi tempi è tutto nuovo, diverso, ogni cosa è una piccola conquista quotidiana; all’inizio tieni tutto in ordine, alcuni, addirittura, seguono un libro di ricette per garantirsi una saporita e sana vita culinaria, poi, man mano, senti la mancanza degli affetti veri, di quelli che ci sono sempre stati per te e, a volte, arrivi a chiederti se hai fatto la scelta giusta.

Vediamo, per ordine, quali sono gli ingredienti principali della vita di uno studente universitario fuori sede:

I COINQUILINI: UN VERO E PROPRIO TERNO AL LOTTO.

Se si ha la fortuna di dividere l’appartamento assieme ad amici o di trovare delle persone squisite, con cui ci sono ottime affinità caratteriali, sarà una bellissima esperienza condividere la quotidianità. Se, invece, il MAIUNAGIOIA è diventato parte del vostro DNA, può capitare di confrontarsi con persone lontane da noi anni luce e, di certo, la tensione si farà sentire. Tuttavia, come in tutte le situazioni, basta farsi gli affari propri ed evitare il contatto il più possibile e la cosa, alla fine, non vi peserà più di tanto (si spera).

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SAPER FARE LA SPESA E CUCINARE: STOP AL KEBAB.

Vi sarà capitato che la mamma, intenta a cucinare, abbia detto: ”guarda e impara, cosi, quando vivrai da solo, saprai cavartela”. Ebbene, due erano i casi: o capitavamo sempre nel giorno in cui si preparava la piadina o i celebri bastoncini di pesce, oppure non guardavamo abbastanza. Inizialmente, se si parte dal livello uovo al tegamino, sarà dura relazionarsi con i fornelli, alcune cose si bruceranno e si opterà per pasti veloci e semplici. th (6)Ma, a passi incerti, quel luogo mistico e affascinante che è la cucina vi chiamerà a sé e, via via, si comincerà a sperimentare, aiutandosi con i libri, le video ricette, con la creatività e sarà anche divertente, a volte.

GESTIRE IL PROPRIO TEMPO.

Soprattutto per chi studia, vive da solo e lavora, gestire la propria “libertà” al meglio è molto importante. A volte si avverte il primordiale istinto di mandare tutto all’aria e lasciarsi trasportare dal caso, ma proprio quei momenti aiutano a crescere e a saper dare il giusto spazio e la giusta priorità ad ogni cosa.

COLTIVARE DELLE PASSIONI.

th (4)Vivere da soli vuol dire vivere, in primis, con se stessi, fare affidamento su se stessi e prendersi cura di se stessi. Spesso, ci sono dei momenti di sconforto, dei momenti in cui ti manca un abbraccio vero e una persona sincera che c’è sempre e sempre c’è stata, ti mancano gli affetti più intimi. Allora, coltivare le proprie passioni può rivelarsi un modo per oltrepassare questi ostacoli e guardare oltre. Una passione, un hobby diventa lo specchio in cui osservare la proprio positività e sentirsi più sereni.

CREARE DEI LEGAMI.

Non è sempre facile e scontato trovare delle persone con cui stare bene, con cui condividere qualcosa e sentirsi sulla stessa lunghezza d’onda. In alcuni casi, i rapporti universitari si rivelano solo dei modi per avere vita facile, per scambiarsi appunti, parlarsi e confrontarsi sui modi per prepararsi ad un esame e, poi, ognuno torna alla sua vita. Non fermarsi solo all’ambiente universitario ha, quindi, i suoi benefici. Tuttavia, sono pochi quelli su cui si può contare veramente e la differenza la fai quando sei tu a scegliere con chi stare o non stare, quando, pur di rimanere da solo, non accetti compagnie fasulle. Ecco, anche questo vuol dire crescere attraverso questa esperienza. Poi, vabbè ,ci si innamora anche o si rimane fregati, ma è un’altra storia.
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ESPLORARE FUORI E DENTRO SE STESSI.

Più passa il tempo, più realizzi di riuscire a cavartela con le tue forze e più aumenta la voglia di scoprire posti nuovi. Magari fai un percorso nuovo per tornare a casa, vai in quel parco che non avevi mai notato, conosci qualcuno delle città vicine e si estende, volta per volta, la mappa dei posti in cui sei stato. La stessa identica cosa succede dentro di te: ti fai delle domande che non ti eri mai posto, apprezzi di più te stesso e le tue qualità, vinci alcune paure, mentre impari a riconoscere anche i tuoi limiti.