Esperienza premorte: un’illusione della mente?

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Esperienza premorte NDE (Near Death Experience) è una fase che in molti hanno vissuto a seguito di una vicenda che  ha posto i soggetti coinvolti tra la vita e la morte. Vogliamo ripercorrere e approfondire questo interessante tema che lascia aperto un ampio dibattito sull’esistenza di una dimensione oltre la vita e sull’esistenza dell’anima.

Un viaggio che l’anima affronta distaccato dal corpo. La scienza affermerebbe di  poter provare l’esistenza dell’anima. Dal punto di vista medico si potrebbe riprodurre in laboratorio questo status di transito. Soggetti che hanno superato un incidente stradale e che raccontano di aver visto dall’esterno il loro corpo, percorrendo un tunnel con una luce bianca sul fondo. Voci che invitano a ritornare indietro, alla propria esistenza, tra i propri cari. C’è chi racconta di aver parlato con i propri cari trapassati o con un essere dotato di coscienza, individuato in una figura associabile al Divino o ad un suo mediatore. Il tutto sempre raffigurato come una fonte luminosa che trasmette rassicurazione, amore e serenità.

Coloro che credono in una dimensione soprannaturale la testimonianza di un’esperienza premorte non hanno bisogno di ulteriori elementi per rafforzare la convinzione della possibilità di vivere in una dimensione extra corporea: anzi. Dopo esperienze simili, si è portati a modificare il proprio modo di concepire la vita e la propria dimensione spirituale di rapporto con il soprannaturale, qualsiasi sia la fede professata. Coloro che hanno vissuto l’esperienza premorte raccontano

Le persone che hanno vissuto l’esperienza premorte sono convinte ci sia stato un distacco dell’anima dal corpo. Molti sentono di essere trasportati fuori dal proprio corpo da un essere di origine divina. Secondo i mistici di tutte le religioni, ciascuno di noi è una scintilla del divino. I cristiani affermano di aver visto Cristo, i buddisti il Buddha, per cui ciascuno afferma di aver visto il punto di riferimento del proprio culto. Ciò che cambia è il loro modo di porsi nei confronti della vita spirituale, dopo un’esperienza così forte.

La scienza è aperta a qualsiasi prospettiva: la fenomenologia dell’esperienza premorte ha molto ancora da svelare.

Nell’800 si cercava di dimostrare l’esistenza dell’anima tentandola di fotografare: molte le immagini che ritrarrebbero spiriti. La prova che i morti sopravvivono nonostante la morte fisica.Un medico del Massachussets ha dimostrato di poter pesare l’anima, dimostrando che il corpo umano dopo la morte peserebbe di meno. La leggenda dei 21 grammi di peso dell’anima deriverebbe da questa teoria.

L’esperienza premorte sarebbe un’illusione creata dal cervello?

Ci sono posizioni che di contro cercano di dare una spiegazione razionale e scientificamente riproducibile alle immagini e alle visioni avute dai soggetti che hanno avuto esperienza premorte.

La visione del tunnel di luce potrebbe essere data da una carenza di afflusso di sangue alla retina. La scarsità di ossigeno in alcune aree specifiche del cervello, i lobi prefrontali, provocherebbe uno status di indifferenza, associabile alla calma, alla sicurezza, persino alla felicità.

Ma come spiegare allora chi afferma di aver visto il proprio corpo dall’esterno, come si assiste alla scena di un film? Anche per questo parrebbe esserci una risposta analoga.

Tutto deriverebbe dall’attivazione o disattivazione di funzioni cerebrali, riproducibili anche in laboratorio. La sperimentazione permette di trovare gli impulsi che provocano esperienza premorte, di attivarla e disattvarla. Uno dei metodi realizzati per simulare l’esperienza di premorte e per dimostrare che il tutto deriva dal cervello è il cosiddetto casco di Dio: si tratta di un casco da motociclista con degli elettrodi posti in corrispondenza di alcuni punti del cuoio capelluto. Vengono creati campi elettromagnetici che vanno a incidere sull’attività neurologica, provocandone il caos. In una di queste sperimentazioni è stato chiesto alla persona sottoposta all’esperimento di descrivere attraverso dei disegni cosa ha visto. Molto spesso chi vive un’esperienza premorte è stato vittima di traumi cerebrali. Tuttavia uno degli esiti di detto esperimento non è stato proprio conforme a quanto raccontato da coloro che hanno vissuto una reale esperienza premorte.