caso umano zio benny

“E se il caso umano fossi proprio io?” Raccontalo a zio Benny

“Caro zio Benny, ti leggo spesso, ma non ti ho mai scritto. Approfitto della noia di questo periodo di zona rossa per parlarti di un pensiero che sto facendo negli ultimi tempi. Hai presente cos’è un caso umano? Penso di esserlo! Ho 26 anni e sono uno studente di giurisprudenza. Mi reputo abbastanza intelligente e provenendo da una famiglia benestante non mi manca nulla. Sono atletico e di bell’aspetto. Nonostante tutte queste doti, ho molte difficolta a legarmi sentimentalmente. Ho frequentato diverse ragazze, anche per lunghi periodi, ma poi a un certo punto scompaiono. Non riesco a capirci niente. Nonostante io dia tanto per loro, sono pieno di attenzioni e carinerie, alla fine scelgono di lasciarmi. Ho forse qualcosa che non va? Sbaglio qualcosa nell’approccio?

Michele.”

Ciao Michele, quindi se ho capito bene, per la tua email, devo telefonare e ringraziare il Ministro Speranza per aver inserito la tua regione in zona rossa. Che fortunato della vita che sono, la noia spinge le persone a scrivermi!
Michele, che triste questa cosa. Avresti potuto evitare, ma apprezzo la sincerità, sempre. Per questo cercherò di capire dov’è il problema.

I casi umani sono all’ordine del giorno. Tutti ci imbattiamo in queste creature mitologiche dal fare strano, che ci ammaliano probabilmente proprio per la loro stranezza. Per quanto sia portato a pensare che in realtà, si tratti di una molecola geneticamente modificata che, fin dal concepimento, battezzi la nascita di un nuovo caso umano sulla terra… Sono anche portato a ritenere che in fondo, la nostra testa, talvolta, ci fa compiere giri così assurdi, da diventare noi stessi il caso umano di qualcun altro.

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Da quel poco che mi racconti di te, sembra tu sia il classico buon partito. Studente, di buona famiglia, atletico, dal bel faccino e pure intelligente. Ora, o le ragazze che hai frequentato hanno bisogno di controllare le diottrie o tu ti sei descritto come una persona che non esiste. Quanto meno, avresti potuto allegare alla email una tua foto, una tua pubblicazione e soprattutto la dichiarazione dei redditi della tua famiglia degli ultimi 5 anni.

Ora non so, chi siano queste “diverse ragazze” ne effettivamente quante siano, ma se tutte ad un certo punto alzano i tacchi e scompaiono, fai bene a porti il problema.
Nell’insieme pare non esserci alcun impedimento evidente, eppure qualcosa spinge queste ragazze ad espatriare e cambiare identità.

Cos’è che sbagli?

Potrebbe essere, banalmente, che tu non abbia incontrato la persona giusta… Ok, l’ho sparata grossa, chi è quel fortunato che può dire di aver incontrato la persona giusta!? E se tutto nascesse dal come ti poni? Dici di essere pieno di attenzioni e carinerie. Con me però, non sei stato così carino. Mi hai scritto che mi leggi sempre, mi piace questa cosa, però, subito dopo, hai aggiunto che non mi hai mai scritto e che ora lo fai approfittando della noia. Ecco, se in realtà tu fossi una specie di vanaglorioso? Mi spiego meglio.

Nel descriverti mi hai accennato solo a cose belle, positive, su cosa fai e su come ti vedi. Hai poi aggiunto, che sono le ragazze a scomparire e non che, sei forse tu ad averle fatte scappare. Sì, sono quasi sicuro che tu sia un classico ragazzetto un po’ vanaglorioso, che con quel po’ di sale in zucca che si ritrova, insieme al portafogli di mamma e papà  e con quei due addominali sulla pancia, pensa di essere un bocconcino appetitoso che tutte vorrebbero accalappiarsi.

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Michele, se è questo il problema, forse effettivamente andrebbe rivisto il tuo modo di porti, perché potresti essere davvero un caso umano. Il primo passo per risolvere un problema è sempre quello di averne consapevolezza e ammetterlo!
La persona che frequenti deve restare con te, perché innamorata di ciò che sei e non di come vuoi apparire. Se ti descrivi in un modo, ma in realtà sei tutt’altro, è ovvio che chi ti è vicino si rende conto dell’abbaglio e tende ad allontanarsi.

Fai una cosa, un pochino di umiltà in più e un pizzico di buon senso, non pretendere cose che stesso tu sai di non poter dare. Detto questo, ti saluto!

P.S. Non provare a insultarmi per questa risposta un po’ acida, ma anche io sono in zona rossa e la noia mi porta reflusso gastrico. Un bacio atletico!

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Benito Dell'Aquila