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Dopo le residenze per gli anziani e gli ospedali, i mattatoi rappresentano i focolai più pericolosi per il coronavirus

Una caratteristica dell’epidemia da Covid-19, è stata la modalità di trasmissione del virus perfettamente identica in tutto il mondo. Il virus si è comportato esattamente nella stessa maniera dappertutto, nonostante si dica che l’esperienza ci renda le cose più facili, tutti i paesi abbiamo fatto più o meno gli stessi errori. In tutti i paesi del mondo le residenze per gli anziani, gli ospedali, sono stati i luoghi più colpiti, da qui sono partiti tanti focolai che a macchia d’olio si sono poi allargati. I mattatoi, rappresentano in tutto il mondo un punto origine di focolai molto estesi, pericolo che fino ad oggi non è stato in Italia  preso molto in considerazione, mentre negli Stati uniti ed in Germania, preoccupa già tantissimo.  Negli Stati Uniti i dipendenti dei mattatoi risultati positivi sono almeno cinquemila, mentre nella Germania capace di fronteggiare al meglio contagi e focolai, sono circa mille le persone positive tra i dipendenti delle attività di macellazione.

La pericolosità del luogo come centro dei contagi, sembrerebbe essere dovuta al tipo di ambiente, umido con aree chiuse, spazi per i dipendenti ridotti, lavoro che si svolge in coppia spesso, per cui le distanze sono scarse nonostante l’adozione da sempre di forti misure precauzionali. Ma la causa maggiore, sta nel fatto che il settore non si è mai fermato, appartenendo alle filiere essenziali, In Germania, però, si sta diffondendo una nuova ipotesi, alternativa a quelle giudicate più probabili dalla comunità scientifica: i contagi imputabili ai mattatoi non sarebbero collegati direttamente ai luoghi di lavoro, bensì alle condizioni di vita dei dipendenti. L’industria tedesca della carne riesce a offrire prodotti di qualità a prezzi contenuti anche grazie all’impiego di manodopera straniera a basso costo, che spesso vengono reclutati dai paesi d’origine e fatti alloggiare in residenze comuni, dove dormono ammassati all’interno delle stanze. Negli Stati Uniti, i primi contagi avevano portato alla chiusura di diversi mattatoi, prima che Donald Trump, applicando lo speciale Defense Production Act, non ne aveva ordinato l’immediata riapertura. Nessuna preoccupazione per le carni, in quanto come sappiamo il virus viene trasmesso per inalazione, tramite le vie respiratorie e l’epidemia nei mattatoi non sembra costituire un rischio per i consumatori. Senza dimenticare che la cottura elimina qualsiasi tipo di virus e che non ci sono evidenze scientifiche sulla resistenza degli agenti virali per tutto il tempo necessario per trasportare la carne appena macellata fino ai rivenditori e ai clienti.



Alessandra Filippello